Siri ormai è un puro pretesto nei litigi Lega-M5s

Sono convinto che a nessuno importi di sapere se Armando Siri sia colpevole o innocente. Per lo meno non a chi sta al governo. Da giorni infatti le accuse contro il sottosegretario ai Trasporti sono sfumate, sparite in una nuvola di polemiche dove il contendere non è se l'onorevole leghista abbia effettivamente intascato 30.000 euro, allo scopo di favorire un imprenditore sospettato di avere rapporti con un mafioso, ma chi all'interno della maggioranza debba avere l'ultima parola. Detto senza perifrasi: che Siri sia colpevole oppure no non frega niente a nessuno. Non a Luigi Di Maio, che meno di un anno fa era disposto a nominarlo ministro dell'Economia. (...)

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Fu il capostipite dei cibi lavorati con farine di cereali. Se ne trovano ovunque in Italia in piatti tipici diversi da zona a zona. Boccaccio li chiamava maccheroni, poi allungati e divenuti pasta. Una vera rivoluzione con la scoperta dell’America e con l’arrivo della patata
Luca Josi (Ansa)
Il cervello della comunicazione Tim: «Il lockdown ha accorciato le serate di tutti. Produrre questi risultati in una tale situazione, confrontandosi con uno spazio vuoto, è una magia. Tra dieci anni ce ne stupiremo»
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