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Dopo il quotidiano in edicola nasce anche il sito di Verità&Affari

Dopo il quotidiano in edicola nasce anche il sito di Verità&Affari

A due mesi dalla nascita del quotidiano economico finanziario Verità&Affari, fondato da Maurizio Belpietro e diretto da Franco Bechis, il progetto cresce e si amplia con l’edizione digitale, che avrà l’obiettivo di informare sui principali fatti di giornata, dalle novità dell’agenda politica all’andamento dei mercati azionari, dai progetti delle imprese agli investimenti. Edito dal gruppo La Verità, il quotidiano online è raggiungibile all’indirizzo www.veritaeaffari.it e andrà in parallelo con l’edizione cartacea del giornale, di cui approfondirà alcune delle notizie trattate, prevedendo anche dei contenuti extra.

Particolare attenzione sarà data alla parte degli investimenti e del risparmio, con le rubriche redatte dagli analisti. Inoltre, sarà prevista una finestra sul mondo digitale e sul mercato immobiliare, oltre ovviamente alle più importanti notizie di giornata. «Il progetto di Verità&Affari, nato quasi due mesi fa per dare una voce libera anche al settore economico e raccontare senza condizionamenti i retroscena della finanza cresce ora con l’edizione digitale - commenta il direttore Franco Bechis - «Si tratta di un ulteriore passo in avanti, a cui nei prossimi mesi se ne aggiungeranno altri, con l’obiettivo di creare un’informazione sempre più completa, approfondita e soprattutto vera per i risparmiatori e le famiglie».

Si cercano accordi con Sudamerica o India mentre a casa nostra rallentano gli scambi. Scendono consumi e redditi, ride la Cina.

La morbosa attenzione riservata ai dazi imposti da Donald Trump non ha portato bene all’Unione europea, che continua a picconare quella che dovrebbe essere la sua reale ragione d’essere, ovvero il mercato unico.Secondo una bozza del rapporto annuale sulla salute del mercato unico dell’Unione, il commercio tra gli Stati membri in percentuale sul Pil è sceso dal 23,8% del 2023 al 22% del 2024. La bozza del documento, la cui versione ufficiale è attesa per la fine di questo mese, è stata vista dal Financial Times che ha rilanciato la notizia. Dopo avere scandagliato il rapporto dello scorso anno, noi aggiungiamo che anche nel 2023 il dato era in calo, rispetto ad un 2022 in cui la percentuale era al 26% del Pil europeo.

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Il Brasile inizia già a piazzare i suoi spumanti
Luiz Inácio Lula da Silva (Ansa)
L’ambasciata a Roma organizza una Masterclass. Senza tariffe l’export in Germania crescerà a nostre spese.

Gli impatti economici del Mercosur per l’Ue non solo sono modesti come emerge da uno studio del Parlamento europeo, riportato dalla Verità domenica scorsa, ma rischia di spalancare un portone, all’ingresso di prodotti dal blocco Brasile-Argentina-Paraguay-Uruguay con una concorrenza insidiosa per le nostre aziende. La Commissione Ue ha promesso che avvierà un’indagine per tutelare i produttori puniti da una concorrenza low cost se il prezzo è inferiore di oltre il 5% a parità di prodotto, ma con quali tempi e con quale capillarità è tutto da vedere.

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Aumentano i trattori anti Mercosur. Mozione di sfiducia contro Ursula
Proteste in Francia (Ansa)
Manifestazioni in tutta Europa. Francia bloccata dagli agricoltori, il premier Sébastien Lecornu riceve il leader del sindacato. In Italia mobilitazione il 19 gennaio. I Patrioti tentano la spallata all’Europarlamento.

Per non disturbare la manovratrice Ursula von der Leyen si fa silenzio sulla protesta dei campi che stanno diventando campi di battaglia, ma gli autotrasportatori – peraltro pronti anche loro a dissotterrare l’ascia di «guerra», stanchi di un’Ue che si occupa solo di guerra – denunciano la paralisi delle maggiori strade d’Europa. Ovunque i trattori hanno costruito delle barricate d’acciaio e di rabbia contro l’accordo che fra tre giorni la «baronessa» va in Paraguay a firmare. La Coldiretti lo ha ribattezzato «Marcosur», facendo intendere che la Commissione Ue si è piegata per l’ennesima volta alle esigenze a e ai voleri di Berlino. C’è da domandarsi che accordo sia quello del Mercosur se da Suloszowa ad Abony, da Arties a Kalamata, da La Rochelle a Viscri gli agricoltori si sollevano con una situazione di particolare tensione a Parigi dove anche ieri la città è stata tenuta sotto scacco da 350 trattori.

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Una sentenza sconfessa il diritto a morire
Eutanasia (iStock)
Annullato in Appello il risarcimento dovuto dall’azienda sanitaria triestina ai figli di un uomo, cui l’ospedale aveva negato il suicidio assistito, poi praticato in una clinica: «Tutt’altro che pretestuose le perplessità dei medici, mai stata provata la volontà del paziente».

Nel dubbio, in favore della vita. È la lezione che si deve trarre dall’ultima sentenza della Corte d’Appello di Trieste sul suicidio assistito. La quale, ribaltando il verdetto di primo grado, ha condannato i figli di un ottantaquattrenne a restituire il risarcimento che avevano ottenuto dall’azienda sanitaria, per il suo rifiuto di staccare i tubicini dell’alimentazione artificiale all’uomo.

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