
Nel calendario internazionale della moda, la Milan Fashion Week (dal 24 febbraio al 2 marzo -162 appuntamenti totali: 54 sfilate fisiche e 8 digitali, 73 presentazioni di cui 5 presentazioni su appuntamento e 27 eventi) rappresenta molto più di una vetrina: è un momento di confronto, visione e affermazione identitaria. Essere presenti a Milano significa misurarsi con la storia del Made in Italy e, al tempo stesso, contribuire a scriverne il futuro. È il luogo in cui ricerca, artigianalità e linguaggio creativo dialogano con un pubblico globale fatto di buyer, stampa e addetti ai lavori.
In questo scenario si inserisce il percorso di Malloni, brand che fin dagli anni Sessanta ha costruito un codice espressivo distintivo, sospeso tra poesia e materia, avanguardia e tradizione. Una presenza che non è solo passerella, ma dichiarazione di intenti: portare a Milano una visione coerente, indipendente, fuori dal coro. Ne abbiamo parlato con Floriana Orsetto, direttore creativo di Malloni.
Quali sono gli elementi fondativi che ancora oggi definiscono l’identità del brand?
«Innanzi tutto l’artigianalità consapevole: non semplice esecuzione tecnica, ma cultura del fare. Ogni capo è il risultato di un sapere stratificato, di mani esperte che trasformano il tessuto in architettura morbida, in volume pensato, in equilibrio tra struttura e fluidità. La sartorialità di Malloni non è mai decorativa: è progettuale. È il gesto che costruisce, scolpisce, dà intenzione».
Il marchio affonda le sue radici in generazioni di artigiani e artisti, con un legame profondo con il territorio e la materia. In che modo questa eredità si traduce concretamente nelle collezioni contemporanee?
«La coerenza diventa un valore fondamentale, quasi un atto etico oltre che estetico. Non è ripetizione, ma fedeltà a un pensiero. Ogni collezione rappresenta un nuovo capitolo di un racconto unitario, in cui la sartorialità, l’attenzione al dettaglio e il concetto umano del design restano costanti. Come in architettura, dove uno stile riconoscibile può attraversare epoche diverse mantenendo la propria integrità, Malloni continua a costruire un linguaggio contemporaneo senza tradire la propria origine».
Quali sono le principali ispirazioni della nuova collezione? C’è un concept narrativo o un’immagine simbolica che ha guidato il processo creativo?
«La nuova collezione nasce dal mood “Nu Reverie”: una rêverie lucida, sospesa, mai nostalgica. Le ispirazioni attraversano un “gotico romantico” essenziale, fatto di ombre leggere, verticalità e silenzi strutturati. C’è un senso di introspezione intensa ma controllata, dove la materia diventa racconto. Il simbolo guida è il fiore: non decorazione, ma organismo vivo. Un fiore che emerge dal buio, fragile e insieme resistente. Come la donna Malloni, che abita la propria delicatezza come forma di forza».
Malloni interpreta il concetto di quotidiano in modo raffinato, quasi teatrale. A chi si rivolge oggi il brand? Chi è la donna Malloni contemporaneo?
«Malloni si rivolge a una donna che vive il quotidiano come un atto consapevole, quasi rituale. Una donna colta, sensibile, indipendente, che cerca nei capi non un’apparenza ma un linguaggio. La donna Malloni contemporanea ama la complessità, rifugge l’eccesso gridato e sceglie una teatralità sottile, fatta di dettagli, proporzioni e presenza».
Quali sono oggi i mercati di riferimento per Malloni? Ci sono aree geografiche che stanno rispondendo con particolare sensibilità alla vostra visione estetica?
«Malloni rappresenta una sartorialità italiana riconosciuta per qualità, identità e coerenza progettuale. L’Europa e l’Italia restano i nostri mercati di riferimento naturale, dove la cultura della costruzione, della materia e del dettaglio viene letta e compresa nella sua profondità. Tuttavia registriamo un interesse e un gradimento significativi da parte di clienti internazionali che visitano le nostre boutique. Si tratta di prospect qualificati, sensibili al valore della sartorialità italiana e attratti da un’estetica che coniuga rigore e ricerca. Questo ci conferma che il nostro linguaggio - fatto di qualità, struttura e autenticità - possiede una rilevanza trasversale e un potenziale di sviluppo futuro in mercati culturalmente affini alla nostra visione».
Parlate di libertà come elemento chiave e di una nuova identità in formazione. Cosa significa, in termini concreti, per lo sviluppo del brand nei prossimi anni?
«Libertà, per noi, significa evoluzione consapevole: rafforzare un’identità riconoscibile ma aperta al cambiamento, nei codici, nel prodotto e nella comunicazione. In modo concreto, si traduce in una visione di crescita internazionale: una distribuzione worldwide capace di raggiungere una donna globale, affine per sensibilità ed estetica. Espanderci, senza perdere profondità».
Obiettivi futuri?
«Affermare Malloni come simbolo di una sartorialità contemporanea e consapevole, capace di attraversare il tempo senza perdere autenticità, costruendo un futuro coerente con la propria essenza, come un’architettura destinata a durare. Ricerca e sperimentazione sono da sempre centrali per Malloni, con una tensione costante verso l’innovazione».





