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Al Fuorisalone il lusso estremo finisce negli accessori per la casa

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  • Giorgio Armani inaugura la prima mostra al Silos dedicata all'architettura con Tadao Ando. Hermès presenta le nuove collezioni per la casa, oggetti, tessuti d'arredamento, carte da parati e arredi. In via Santo Spirito, fino a giugno, il temporary store di Gucci con pezzi per la casa creati da Alessandro Michele.
  • Con la sua Postina Franco Zanellato porta la fioritura dei ciliegi giapponesi anche a Milano. Nel negozio di via Bagutta a Milano un'istallazione fatta da 3.000 fiori in pelle ecosostenibile.
  • Street art floreale per Falconeri: i ricami invadono i muri di via Montenapoleone.
  • Dolce & Gabbana accoglie i suoi ospiti negli spazi del Metropol di viale Piave con una piccola orchestra, abiti d'alta moda e gli immancabili accessori Smeg, customizzati con le stampe carretto del brand. Guarda il video.

Lo speciale contiene tre articoli, video e gallery fotografiche.

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Meloni punta all’incasso dopo Fedez
Giorgia Meloni ospite di Pulp Podcast con Fedez e Mr. Marra (Getty Images)
L’intervento del premier al podcast del rapper ha generato milioni di visualizzazioni. I canali social del presidente del Consiglio e del programma hanno aumentato i follower.

Dopo le inutili polemiche sulla partecipazione del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Pulp, il podcast di Fedez e Mr. Marra, è tempo di numeri. Ovviamente si tratta di dati parziali, visto che per sua stessa natura il podcast continuerà e generare visualizzazioni. Però esistono. E parlano chiaro.

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Follia Ue: ci chiede di consumare meno gas
(IStock)
Bruxelles ci ha sempre esortato ad aumentare le scorte per ridurre i costi, ma adesso consiglia il contrario: meno stoccaggi. E invita imprese e famiglie a limitare i consumi: un buon modo per avere più disoccupazione.

L’Europa se n’è inventata un’altra. Seguite il ragionamento perché è talmente sottile, arguto e fino da rasentare pericolosamente il nulla assoluto. Poiché con la guerra ci può essere un problema di approvvigionamento del gas (ma va’?, ci era sfuggito), e ora già costa troppo (menomale che ce l’hanno detto, sennò avremmo pensato che qualcuno ci stesse rubando i soldi nel portafoglio), mettetene da parte un po’ meno e, soprattutto, consumatene di meno perché se aumenta troppo il numero di coloro che ne comprano tanto (la domanda) poi aumenta il prezzo e cresce l’inflazione.

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I nostri bond tornano a ballare, ma i fondamentali non c’entrano: dipende da conflitto nel Golfo e giochi degli investitori. Il debito americano sfora i 39 triliardi, il 124% del Pil.

C’è stato un tempo non troppo lontano in cui i Btp erano diventati quasi noiosi. Il titolo di Stato italiano non faceva più paura: roba buona per tranquilli cassettisti. Poi è arrivata la guerra e il mercato ha ricordato a tutti che la memoria è corta ma il rischio no.

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