Provate a fare questo pasticcio e vedrete i vostri commensali deliziati. Certo non guardate alle calorie, ma piuttosto al calore dell’amicizia!
Provate a fare questo pasticcio e vedrete i vostri commensali deliziati. Certo non guardate alle calorie, ma piuttosto al calore dell’amicizia! Un imperativo che percorre le cucine di mezzo mondo è: lotta allo spreco! Giusto. Ecco che dal baule dei ricordi della nonna bis, la Linda eccelsa reggitrice della «casa» e dispensatrice di gioie gastronomiche, emerge una ricetta che poteva ben figurare nel Libro nouo nel qual s’insegna il modo d’ordinar banchetti et a far ogni sorte de viuande di Cristoforo Messisbugo che fu lo scalco della corte estense di Ferrara. L’Ermelinda (questo il nome compiuto) con gli estensi aveva a che fare essendo di Modena. Perché proponiamo oggi questa ricetta? Perché se è vero che l’Epifania tutte le feste si porta via, a noi un po’ di nostalgia del clima gioioso e goloso dei giorni passati c’è venuta. E siccome c’erano un po’ di tortellini avanzati… abbiamo anticipato il Carnevale. Provate a fare questo pasticcio e vedrete i vostri commensali deliziati. Certo non guardate alle calorie, ma piuttosto al calore dell’amicizia! Ingredienti - Tortellini 300 grammi, latte 250 millilitri, passata di pomodoro 250 millilitri, burro 80 grammi, Parmigiano Reggiano o Grana Padano 80 grammi, 500 grammi di macinato misto (maiale e manzo), 2 confezioni di pasta brisé, 3 cucchiai rasi di farina, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, un cucchiaio di concentrato di pomodoro, mezza cipolla, mezza carota, mezza costa di sedano, sale e noce moscata q.b. Procedimento - Tritate finemente sedano, carota e cipolla e fate la base per un soffritto che farete scaldare in olio extravergine di oliva in una casseruolina. Appena le verdure hanno preso colore unite il macinato di carne e fate rosolare bene, poi aggiungete la passata di pomodoro e se serve un po’ di acqua tiepida e lasciate sobbollire per una buona mezz’ora. Aggiungete a circa metà cottura il concentrato di pomodoro rigirando bene e aggiustate di sale. Nel frattempo preparate la besciamella facendo fondere il burro in un pentolino, aggiungendo la farina e lavorando con una frusta aggiungete il latte, due terzi del formaggio grattugiato, una presa di sale e abbondante noce moscata. Continuate a lavorare con la frusta per evitare che si formino grumi e fate una besciamella abbastanza soda. Ora se avete i tortellini avanzati fateli riprendere appena in acqua a bollore oppure se sono crudi lessateli al massimo un paio di minuti e scolateli bene. Siete pronti per montare il pasticcio. Condite i tortellini prima con la besciamella, amalgamando bene, poi con il ragù. Ora prendete una tortiera di circa 20 cm di diametro a cerniera e foderatela col primo disco di pasta brisè con la sua carta da forno. Versateci i tortellini pasticciati, cospargete con il formaggio grattugiato avanzato. Fate col secondo disco di pasta brisé dei decori e con questi chiudete a scrigno il pasticcio. Infornate a 180/190 gradi per circa mezz’ora fin quando la pasta brisé non sia ben colorata. Sfornate, lasciate intiepidire e servite il pasticcio. Come far divertire i bambini - Fate fare a loro i decori di pasta brisè fornendo loro gli appositi stampini. E poi fatevi aiutare a “vestire” il pasticcio! Abbinamento - Abbiamo scelto un rosso insolito: il Carmenere. Un vitigno antichissimo a metà strada come sentori tra Merlot e Petit Verdot, una volta ritenuto un parente del Cabernet Franc e amatissimo dagli antichi romani che lo portarono in Gallia. Si trova in Friuli, in Veneto dove i Colli Berici ne hanno fatto denominazione, in Franciacorta. In alternativa potete mettere un rosso ben rotondo e profumato: da un Merlot leggero a un Rosso Conero marchigiano a un Petit Verdot laziale.
Un frame del video dell'aggressione a Costanza Tosi (nel riquadro) nella macelleria islamica di Roubaix
Giornalista di «Fuori dal coro», sequestrata in Francia nel ghetto musulmano di Roubaix.
Sequestrata in una macelleria da un gruppo di musulmani. Minacciata, irrisa, costretta a chiedere scusa senza una colpa. È durato più di un’ora l’incubo di Costanza Tosi, giornalista e inviata per la trasmissione Fuori dal coro, a Roubaix, in Francia, una città dove il credo islamico ha ormai sostituito la cultura occidentale.
Scontri fra pro-Pal e Polizia a Torino. Nel riquadro, Walter Mazzetti (Ansa)
La tenuità del reato vale anche se la vittima è un uomo in divisa. La Corte sconfessa il principio della sua ex presidente Cartabia.
Ennesima umiliazione per le forze dell’ordine. Sarà contenta l’eurodeputata Ilaria Salis, la quale non perde mai occasione per difendere i violenti e condannare gli agenti. La mano dello Stato contro chi aggredisce poliziotti o carabinieri non è mai stata pesante, ma da oggi potrebbe diventare una piuma. A dare il colpo di grazia ai servitori dello Stato che ogni giorno vengono aggrediti da delinquenti o facinorosi è una sentenza fresca di stampa, destinata a far discutere.
Mohamed Shahin (Ansa). Nel riquadro, il vescovo di Pinerolo Derio Olivero (Imagoeconomica)
Per il Viminale, Mohamed Shahin è una persona radicalizzata che rappresenta una minaccia per lo Stato. Sulle stragi di Hamas disse: «Non è violenza». Monsignor Olivero lo difende: «Ha solo espresso un’opinione».
Per il Viminale è un pericoloso estremista. Per la sinistra e la Chiesa un simbolo da difendere. Dalla Cgil al Pd, da Avs al Movimento 5 stelle, dal vescovo di Pinerolo ai rappresentanti della Chiesa valdese, un’alleanza trasversale e influente è scesa in campo a sostegno di un imam che è in attesa di essere espulso per «ragioni di sicurezza dello Stato e prevenzione del terrorismo». Un personaggio a cui, già l’8 novembre 2023, le autorità negarono la cittadinanza italiana per «ragioni di sicurezza dello Stato». Addirittura un nutrito gruppo di antagonisti, anche in suo nome, ha dato l’assalto alla redazione della Stampa. Una saldatura tra mondi diversi che non promette niente di buono.
Nei riquadri, Letizia Martina prima e dopo il vaccino (IStock)
Letizia Martini, oggi ventiduenne, ha già sintomi in seguito alla prima dose, ma per fiducia nel sistema li sottovaluta. Con la seconda, la situazione precipita: a causa di una malattia neurologica certificata ora non cammina più.
«Io avevo 18 anni e stavo bene. Vivevo una vita normale. Mi allenavo. Ero in forma. Mi sono vaccinata ad agosto del 2021 e dieci giorni dopo la seconda dose ho iniziato a stare malissimo e da quel momento in poi sono peggiorata sempre di più. Adesso praticamente non riesco a fare più niente, riesco a stare in piedi a malapena qualche minuto e a fare qualche passo in casa, ma poi ho bisogno della sedia a rotelle, perché se mi sforzo mi vengono dolori lancinanti. Non riesco neppure ad asciugarmi i capelli perché le braccia non mi reggono…». Letizia Martini, di Rimini, oggi ha 22 anni e la vita rovinata a causa degli effetti collaterali neurologici del vaccino Pfizer. Già subito dopo la prima dose aveva avvertito i primi sintomi della malattia, che poi si è manifestata con violenza dopo la seconda puntura, tant’è che adesso Letizia è stata riconosciuta invalida all’80%.







