Cuciniamo insieme: gnocchi alla romana e torta di ceci

Si fa fatica a comprare la farina con i consumi quasi raddoppiati. È l’effetto Covid. Si sta più in casa, si fanno i dolci e il pane, dunque al supermercato l’offerta langue. Anche il lievito di birra e i lieviti chimici per dolci e focacce sono diventati merce rarissima. Attenzione perché all’orizzonte ci saranno forti rincari della farina di grano tenero. Ecco due ricette che mettono tutti d’accordo.

L’offerta italiana è purtroppo contenuta. È un regalo della globalizzazione agricola. Siccome si ritiene che il grano sia commodity – una materia prima scambiata a livello globale – tutto si gioca sul prezzo. E coltivare in Italia anche se la qualità è migliore, anche se abbiamo infinite varietà di frumento, costa di più, così le industrie comprano all’estero e i nostri agricoltori producono meno cereali. Ma lo shock da Covid ci ha insegnato che bisogna tornare ad avere scorte proprie. In attesa però delle nuove semine è probabile che il prezzo del grano schizzi in alto. Anche perché chi specula sulle materie prime non potendo fare affari con l’energia – il petrolio sta ai minimi – si prova a lucrare sulla fame visto che se le macchine stanno ferme non “mangiano” petrolio, ma gli uomini per il solo fatto di vivere devono nutrirsi. La sapienza della nostra tradizione gastronomica però ci viene in soccorso. Ci sono tante farine alternative e tante ricette possibili. Eccone due sicuramente appetitose e facili da fare. Per quanto possa sembrare strano un piatto che prevede burro, formaggio, latte non è stato importato dal Nord, anche se i bergamaschi provano a rivendicarne l’origine, ma è proprio nato nella curia romana. È buonissimo, facile da fare, ma richiede alcune attenzioni. La preparazione è veloce: una ventina di minuti, la cottura con altri venti minuti è fatta.

Ingredienti – 250gr di semolino, un litro di latte, 100 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato, un soffio di noce moscata, 50gr di burro, due rossi d’uovo, sale, pepe di mulinello qb. Per il condimento potete optare o con altro Parmigiano Reggiano o con del Gprgonzola dolce o ancora con del Taleggio. Comunque vi serviranno ancora 40 gr di burro e 50 di Parmigiano Reggiano o un etto degli altri formaggi.

Preparazione – Portate a primo bollore il latte che avete salato, pepato e profumato con la noce moscata in una pentola, abbassate la fiamma quando bolle e fate cadere a pioggia il semolino nel latte girando energicamente meglio con una frusta per evitare che si formino grumi. Cuocete per circa 5 minuti e quando vedete che la “polenta” è ben compatta ritirate la pentola dal fuoco. Aggiungete il burro ancora mescolando. Lasciate intiepidire e ora aggiungete i rossi d’uovo e il Parmigiano Reggiano. Mescolate ancora energicamente fino ad ottenere un impasto compatto ma listo. Ora stendete l’impasto o su di un piano cucina in marmo oppure in una placca. L’impasto deve avere lo spessore di circa un centimetro. Aiutatevi se serve con una spatola da pasticcere per livellarlo. Quando è ben freddo con un coppa-pasta circolare fate tanti dischetti di pasta di semolino. In una pirofila da forno ben imburrata sistemate gli gnocchi non sovrapponendoli completamente. Irrorateli di burro fuso e di Parmigiano grattugiato oppure di fiocchetti degli altri formaggi e andate in forno a 180 gradi per 15 minuti, e poi gratinate per altri cinque. E gli gnocchi alla romana sono pronti.

Come far divertire i bambini – Fate fare a loro la pioggia di semolino mentre voi girate con energia l’impasto. Si divertiranno un mondo.

Abbinamento – Con gli gnocchi alla romana potete abbinare una Malvasia Puntinata del Lazio, un Frascati, un Est Est Est di Montefiascone, ma anche ottimamente un Orvieto classico superiore. Se ne fanno anche ottimi spumanti.

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