Cuccarini, Pro Vita e Famiglia: «Omofoba? Zorzi diffama e discrimina, espellerlo dal Gf»

Cuccarini, Pro Vita e Famiglia: «Omofoba? Zorzi diffama e discrimina, espellerlo dal Gf»
Lorella Cuccarini (Ansa)

«Cosa ha detto di omofobo Lorella Cuccarini? Si può ancora avere un'opinione contraria sulle adozioni o sulla pratica dell'utero in affitto in Italia? Pare proprio di no leggendo la "buonissima" e "arcobaleno" Heather Parisi, che ha tacciato la collega di omofobia. Ecco, meglio di mille parole, cosa accadrà se passasse il Ddl Zan sull'omotransfobia. Non si potrà più difendere i bambini trattati come merce, venduti come prodotti, e dire che hanno bisogno di una mamma e di un papà» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus inserendosi nella polemica seguita alle accuse rivolte dall'influencer Tommaso Zorzi all'interno della casa del Gf Vip alla conduttrice più amata dagli italiani, Lorella Cuccarini.

«Visto che Fausto Leali è stato cacciato per razzismo, a Tommaso Zorzi dovrebbe spettare lo stesso epilogo: l'espulsione. Ci aspettiamo che la produzione del reality prenda provvedimenti, considerato che ha diffamato e insultato la Cuccarini definendola "una str** omofoba, per poi aggiungere che gli "sta proprio sul ca**. È anche questa una grave e violenta forma di discriminazione» hanno concluso Brandi e Coghe

Invece di scusarsi, i baroni provano a tappare la bocca a chi li critica
Giovanni Rezza (Getty Images)
Le riunioni degli esperti durante la fase pandemica sono uno spettacolo molto istruttivo. Fanno capire la necessità di avere all’interno anche persone non allineate, per evitare l’azzeramento dello spirito critico.
Franco Locatelli, Giovanni Rezza e Sergio Abrignani (Ansa)

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Giovanni Rezza, Sergio Abrignani e Franco Locatelli (Ansa)

Proseguiamo la pubblicazione delle riprese delle riunioni del Comitato tecnico agli ordini di Speranza. Nel pieno del caso di Camilla Canepa, i professori mostrano di essere perfettamente consapevoli della certezza statistica di effetti avversi sui giovani. Ma prevale la volontà di non compromettere la campagna.

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