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La Corte Ue spegne l’elettrico: costa troppo

La Corte Ue spegne l’elettrico: costa troppo
(IStock)
  • Secondo i magistrati contabili, per rendere le auto «verdi» alla portata di tutti i prezzi dovrebbero dimezzarsi. Il vero problema è nelle batterie e nel mercato dominato dalla Cina: «L’industria Ue non sta al passo senza sussidi e Pechino è pronta a invaderci».
  • Chery può diventare il secondo produttore. Contratti di solidarietà a Mirafiori fino a settembre.

Lo speciale contiene due articoli.

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Schillaci alla Camera tenta di rassicurare. La sua circolare meno
Orazio Schillaci (Ansa)
  • Il titolare della Salute: «Conosciamo il patogeno, non come il Covid». Le 23 pagine del documento, però, rievocano incubi.
  • L’inglese a Milano è in isolamento fiduciario in base alle indicazioni del provvedimento ministeriale. Ai due marittimi, invece, sono imposte condizioni più severe dai sindaci.

Lo speciale contiene due articoli.

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Persone sequestrate, navi bloccate: torna a circolare il virus della paura
Matteo Bassetti (Ansa)
Un britannico asintomatico chiuso al Sacco, 1.700 turisti segregati in un natante a Bordeaux per un caso di gastroenterite. E l’Ue adotta, proprio ora, un’iniziativa sulle minacce sanitarie. L’obiettivo? Il bavaglio.

Dunque funziona così: c’è un turista inglese che va a zonzo per Milano, fotografa il Duomo, fa un salto al Cenacolo, magari gironzola fra piazza della Scala e via Montenapoleone.

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Prodi sempre più stufo della Schlein chiama a raccolta i cattolici dem
Romano Prodi (Ansa)
L’ex premier «benedice» un incontro organizzato dai deputati Ciani e Delrio, a cui parteciperanno varie associazioni ecclesiali di stampo progressista. Un mondo che diffida di Elly e di Conte, ma anche della Salis.

C’è una parte importante del cattolicesimo democratico italiano che mostra sempre più segni di inquietudine rispetto al futuro politico del Paese.

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Meloni dà battaglia: «Con noi povertà calata»
Giorgia Meloni (Ansa)
L’appuntamento in Senato, con la diretta televisiva, si trasforma in un super talk show, con Renzi nella parte del provocatore. Il premier: «Mi chiamate in aula solo per insultarmi». Poi rivendica il cambio di rotta sui bonus e la crescita dell’occupazione.

Giorgia Meloni si presenta al Senato, per il «premier time», già sapendo che la diretta tv trasformerà questo rito parlamentare in una specie di super-talk televisivo.

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