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Per giocare un ruolo nel contesto globale servono Stati sovrani

Per giocare un ruolo nel contesto globale servono Stati sovrani
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Sulla scena dominano le superpotenze, ma l’Ue è rimasta fuori dalla Storia. Bisogna tornare all’Europa pre Maastricht.

La politica internazionale vive per lo più del dietro le quinte: qualcuno può parlare con certezza delle conversazioni bilaterali tra Usa e Russia, tra Cina e Russia, tra Cina e America? Il solo bisbigliare ci fa intercettare che si stiano spartendo il mondo in un giro di compasso che ricrea l’ordine mondiale, ridiscutendo le linee rosse e pure quelle di tutti gli altri colori che il business dispone: fondi sovrani, colossi energetici, multinazionali del settore digitale o delle armi, proprietà e controllo delle aree dove si innervano i minerali preziosi per le industrie moderne; e poi il controllo delle infrastrutture, quelle che poggiano in fondo agli oceani o sulla terra o sono sospese nei cieli.

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Il Reparto Operativo Aeronavale della GdF di Cagliari ha portato a termine l’operazione «Red Jack», una delle più imponenti attività nel settore della nautica da diporto. L'indagine ha rilevato un'evasione fiscale di 48 milioni di euro su 100 imbarcazioni immatricolate all'estero e non dichiarate.

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Calearo nei guai: sequestri e accuse di frode sui fondi pubblici
Massimo Calearo Ciman in una foto d'archivio (Ansa)
L’ex deputato del Pd Massimo Calearo Ciman è indagato per il fallimento della Calearo Antenne: contestate truffa aggravata allo Stato, malversazione e bancarotta fraudolenta. La Finanza sequestra beni per oltre 4 milioni di euro.
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Leone alla Sapienza senza la «lectio»: resta l’oltraggio di Ratzinger censurato
Papa Leone XIV (Ansa)
  • Nel 2008, a papa Benedetto XVI, che riteneva fede e ragione compatibili, fu negata dignità accademica.
  • Il pontefice a professori e studenti dell’ateneo romano: «Chi cerca la verità, troverà Dio». In aula magna, il monito sulla corsa agli arsenali che «aumenta tensioni e insicurezza» e l’esortazione a non ridurre l’umanità agli algoritmi. «Dite “sì” alla vita innocente e giovane».

Lo speciale contiene due articoli

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Bruxelles dorme e pensa ai Talebani
Mario Draghi e Ursula von der Leyen (Ansa)
L’Europa attende a giugno il portavoce degli estremisti islamici per parlare di migrazione degli afghani. Tema caro a Berlino, che vorrebbe rimpatriarli. Nel frattempo Mario Draghi propina all’Ue la solita predica: «Qualcosa non ha funzionato, ora siamo soli».

Sette ore dopo l’inizio dello storico incontro bilaterale tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e Xi Jinping, presidente della Repubblica popolare cinese, con il primo che dichiarava che «Cina e Usa sono partner, non rivali» e l’altro che confermava l’alto patronato della cortesia replicando che la relazione bilaterale tra Pechino e Washington «è la più importante al mondo», la voce dell’Europa si è fatta sentire.

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