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Conte arruola 60.000 spioni

Conte arruola 60.000 spioni
Giuseppe Conte (Riccardo Pareggiani/NurPhoto via Getty Images)

Dopo aver provato a scaricare sui baristi il compito il dirigere il traffico nelle ore in cui migliaia di persone si riversano nei luoghi più glamour delle città per l'happy hour, il governo ha deciso di assumere 60.000 assistenti al brindisi. Al contrario degli assistenti al traffico, costoro non dovranno multare chi ha parcheggiato dove non dovrebbe, intralciando marciapiedi e pubbliche vie, ma sanzionare coloro che non rispettano il distanziamento sociale, vale a dire il metro per il cin cin e, soprattutto, chi bevendo in compagnia non lo fa travisato dall'apposita mascherina protettiva. Già le vediamo queste nuove figure di poliziotti anti movida, muniti di metro e pettorina, che armati di paletta e taccuino notificheranno le infrazioni a chi, dimentico delle misure anti Covid, si avvicinerà troppo all'amico o alla fidanzata. «Favorisca i documenti», diranno ai reprobi gli agenti addetti alla sorveglianza degli aperitivi, «lei era a soli 80 centimetri dal vicino». A fare le spese di questo nuovo controllo sociale, oltre ai clienti saranno anche i proprietari, ai quali sarà contestata molto probabilmente l'accusa (...)

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La vera partita di Trump in Cina: un «armistizio finanziario» con Xi
Donald Trump e Xi Jinping (Ansa)
Il leader Usa che atterra domani a Pechino è indebolito dalla crisi del Golfo. Ma anche la controparte è fragile, visto il rallentamento dell’economia. In agenda, la vendita di titoli di Stato americani da parte del Dragone.
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Trump spiazza tutti: «Tregua quasi morta, ma intesa possibile». E attacca pure i curdi
Donald Trump (Ansa)
  • Dopo il no iraniano alle sue proposte per metter fine al conflitto, l’inquilino della Casa Bianca s’infuria: «Leadership indegna».
  • I nostri dragamine devono partire prima che sia firmato un accordo. Per arrivare a Hormuz servono settimane. Francesi e inglesi si sono già portati avanti.

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 12 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 12 maggio con Carlo Cambi

Giuli a rapporto da Meloni. Tante belle parole ma salta la missione a Bruxelles
Alessandro Giuli (Ansa)
Il premier convoca per un’ora il capo del dicastero della Cultura. Gli ribadisce «piena sintonia». Però lui dà buca ai colleghi europei. E presta il fianco al Pd: «Brutta figura».

Un’ora di colloquio a Palazzo Chigi per tentare di chiarirsi. Ieri il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per un confronto franco su quanto avvenuto negli ultimi giorni. Dopo le polemiche con il presidente della Fondazione La Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, circa il padiglione russo maldigerito a via del Collegio Romano, è trapelato che Giuli avrebbe firmato un decreto di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro.

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