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Conte arruola 60.000 spioni

Conte arruola 60.000 spioni
Giuseppe Conte (Riccardo Pareggiani/NurPhoto via Getty Images)

Dopo aver provato a scaricare sui baristi il compito il dirigere il traffico nelle ore in cui migliaia di persone si riversano nei luoghi più glamour delle città per l'happy hour, il governo ha deciso di assumere 60.000 assistenti al brindisi. Al contrario degli assistenti al traffico, costoro non dovranno multare chi ha parcheggiato dove non dovrebbe, intralciando marciapiedi e pubbliche vie, ma sanzionare coloro che non rispettano il distanziamento sociale, vale a dire il metro per il cin cin e, soprattutto, chi bevendo in compagnia non lo fa travisato dall'apposita mascherina protettiva. Già le vediamo queste nuove figure di poliziotti anti movida, muniti di metro e pettorina, che armati di paletta e taccuino notificheranno le infrazioni a chi, dimentico delle misure anti Covid, si avvicinerà troppo all'amico o alla fidanzata. «Favorisca i documenti», diranno ai reprobi gli agenti addetti alla sorveglianza degli aperitivi, «lei era a soli 80 centimetri dal vicino». A fare le spese di questo nuovo controllo sociale, oltre ai clienti saranno anche i proprietari, ai quali sarà contestata molto probabilmente l'accusa (...)

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La Biennale apre, il padiglione della Russia nì
Pietrangelo Buttafuoco (Ansa)
Le autorità di Mosca, ufficialmente mai invitata all’evento, stanno organizzando un party privato così da acuire le polemiche tra Giuli e Buttafuoco. Gli ispettori del Mic inviano la relazione a Palazzo Chigi: smontato il caso delle dimissioni in blocco della giuria.

Non bastava Beatrice, c’è pure Pietrangelo; per il governo l’arte non è un paradiso malgrado i nomi ieratici. C’è un coup de thétre: il famoso padiglione russo della Biennale ristrutturato nel 2019 col beneplacito del Comune di Venezia, sabato 9 maggio aprirà nonostante la Fondazione Biennale non abbia invitato la Russia all’esposizione. I russi faranno un vernissage a inviti, privato, e già stanno montando le opere nel loro padiglione perché a casa loro fanno come gli pare.

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  • Obiettivo: proteggere lo Stretto di Bab el Mandeb dalle tensioni regionali. Per mantenere la stabilità gli Usa puntano sull’Eritrea.
  • Le missioni europee Aspides e Atalanta, che devono garantire la libera circolazione, rispondono a quartier generali diversi e non condividono i dati. E i Paesi africani continuano a diffidare delle ex potenze coloniali.

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 4 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 4 maggio con Carlo Cambi

Rubio prova con la doppia ricucitura. A Roma vedrà il Papa (e forse Meloni)
Marco Rubio (Ansa)
Il segretario di Stato americano nella Capitale il 7 maggio. Un appuntamento atteso da premier e Leone XIV per superare le intemerate di Trump. Che torna a minacciare Teheran: «La loro proposta è inaccettabile».

È una missione difficile, ma non impossibile, quella che attende Marco Rubio a Roma giovedì e venerdì di questa settimana. Il segretario di Stato americano dovrà, infatti, cercare di ricucire i rapporti dell’amministrazione Trump tanto con la Santa Sede quanto con il governo italiano.

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