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«Il governo nigeriano sapeva dei raid ed è pronto a cooperare con gli Usa»

«Il governo nigeriano sapeva dei raid ed è pronto a cooperare con gli Usa»
Il ministro degli Esteri della Nigeria Yusuf Maitama Tuggar (Getty Images)
Il ministro degli Esteri nigeriano Yusuf Maitama Tuggar: «Gli States sono un nostro alleato e insieme vogliamo distruggere il terrorismo islamico. Non abbiamo abbandonato i cristiani, tutti i cittadini sono uguali e sotto la protezione dello Stato».

Le minacce di Donald Trump alla Nigeria sono diventate realtà quando una serie di raid aerei hanno colpito il nord-ovest della grande nazione africana. Il tycoon americano ha definito quest’operazione come un potente e mortale attacco contro le forze dello Stato islamico in Nigeria, un’azione resasi necessaria per difendere le popolazioni cristiane perseguitate e uccise nelle regioni settentrionali. Questo raid è stata pianificata dal Pentagono per circa un mese, identificando alcune zone specifiche dove si troverebbero i centri di comando delle cellule dello Stato islamico in questa parte d’Africa.

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Borsellino, spazzata via la pista nera: «Non fu tradito dall’uomo dell’Msi»
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nel riquadro, Salvo De Luca (Ansa)
In commissione Antimafia il procuratore De Luca smonta la ricostruzione del pentito Lo Cicero avvalorata da due suoi colleghi: «Nulla di serio». L’amico che fece piangere il giudice eroe? «Per noi non era Lo Porto».

È stata una giornata singolare quella di ieri. Quasi straniante. Un procuratore della Repubblica ha parlato per due ore per smentire il contenuto di una trasmissione televisiva. Detta così potrebbe sembrare un’iniziativa da Corea del Nord. Ma in realtà il capo degli inquirenti di Caltanissetta, Salvo De Luca, in commissione Antimafia, è parso «parlare a nuora perché suocera intenda». E la suocera, in questo caso, sarebbero i colleghi e investigatori intervistati da Report: «Probabilmente anche noi magistrati a volte ci facciamo suggestionare dalla dalle telecamere. È una debolezza umana…», ha commentato l’audito.

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content.jwplatform.com

La Casa Bianca vuole «nazionalizzare» il processo elettorale, ma gli Stati democratici fanno muro. Intanto il caso Epstein aleggia e il progetto-casa di Donald Trump si arena al Congresso.

«Espulsioni più veloci dei migranti condannati»
Andrea Delmastro (Imagoeconomica)
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro: «La reclusione nel Paese d’origine di chi commette reati è possibile solo con il consenso del reo. Il ricorso del detenuto contro il provvedimento del giudice non dovrebbe più sospendere gli allontanamenti. Serve più durezza».

«Grazie all’operazione verità, fatta dalla Verità. Sono quotidianamente assediato da richieste di provvedimenti svuotacarceri, sul presupposto che saremmo un sistema carcerocentrico. Se abbiamo circa 60.000 detenuti e 144.822 persone “in area penale esterna”, vuol dire che sono più quelli fuori che dentro».

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Via libera Ue alla lista dei Paesi sicuri
Matteo Piantedosi (Ansa)
L’Eurocamera approva le modifiche alle norme sulle procedure d’asilo. Nell’elenco pure Bangladesh, Marocco e Tunisia. Piantedosi: «Successo del nostro governo».

Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia: sono i sette Stati che l’Unione europea ha designato come «Paesi d’origine sicuri», secondo la relazione dell’eurodeputato di Fdi, Alessandro Ciriani per la creazione di un elenco Ue. Lista approvata ieri, insieme agli hub per migranti, dal Parlamento Ue con 408 voti a favore, 184 contrari e 60 astensioni. Chi proviene da questi Paesi e chiede asilo in uno Stato membro vedrà la propria domanda esaminata secondo una procedura accelerata, potrà essere detenuto in appositi centri di trattenimento ed espulso con più facilità e rapidità.

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