«Proprietari di case da avvelenare». Raimo straparla, rischia la cattedra

Il professore, ultras della sinistra, Christian Raimo, gioca col fuoco. Alla terza sospensione per lui scatta il licenziamento che, a questo punto, si fa sempre più vicino. La nuova provocazione del docente di liceo (insegna storia e filosofia in un istituto di istruzione superiore), scrittore ed ex assessore alla Cultura del III Municipio di Roma dal 2018 al 2021, ha scatenato un altro putiferio mediatico e chissà che stavolta non si approssimi per lui l’allontanamento dalla professione.
Stavolta il suo bersaglio, pubblicato su Facebook la sera di Pasqua, sono stati i proprietari di case che, secondo un suo inquietante ragionamento, speculano sugli affitti. Il suo delirio lo porta a dire che bisognerebbe «avvelenare con la ricina i proprietari di case che le affittano a prezzi da speculazione». Il professore si avventura in fantomatiche «trame poliziesche»: «L’odio che mi viene per i proprietari di molte case che sfruttano, per pura speculazione, la presunta mancanza di case mi fa immaginare trame per polizieschi in cui uno dopo l’altro una serie di padroni di case, gestori di Airbnb, gestori di fondi immobiliari, vengono avvelenati a morte senza che si capisca se c’è un disegno comune o un serial killer ispirato da sentimenti di ghiaccio, dopo che sua madre è stata sfrattata a 87 anni per metterci un b&b nel suo vecchio appartamento». Fantasia letteraria, mette le mani avanti Raimo. Ma resta, nero su bianco, uno sproloquio ispirato dall’odio di classe.
Anche questo vaneggiamento, riferiscono fonti vicine al ministero dell’Istruzione, è un’altra volta al vaglio dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, competente per il suo istituto, il quale potrebbe emettere una nuova sanzione nei suoi confronti. E sarebbe la terza. Raimo venne sospeso dall’insegnamento già nel 2024, con una sanzione comminata proprio dell’Ufficio scolastico regionale del Lazio, per incitamento alla violenza. Era l’anno in cui venne anche candidato alle elezioni europee da Avs (non risultando eletto) assieme alla sua amica paladina delle occupazioni, Ilaria Salis (lei invece eletta a Bruxelles).Intervenendo alla festa di Avs a Roma, Raimo definì il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, «un bersaglio che va politicamente colpito perché è un bersaglio debole, come si colpisce la Morte nera di Star Wars», aggiungendo che «bisogna fare una manifestazione non per la scuola, ma proprio contro Valditara», definito un «cialtrone, lurido, repressivo e pericoloso». La sanzione disciplinare, inizialmente decretata in tre mesi, venne poi ridotta a dieci giorni dal giudice del lavoro.
Pochi mesi prima, in diretta su La7, prese le difese della Salis dicendo che «è andata in Europa a picchiare i neonazisti. Cosa dobbiamo fare con i neonazisti, per me dobbiamo picchiarli». E aggiungendo: «Io insegno a scuola e picchiare i neonazisti penso che sia giusto». Per queste uscite, però, si beccò solo una misera censura.
Per quest’altro caso sul veleno da far bere ai proprietari di case, invece, se arrivasse per lui una sanzione, si tratterebbe del terzo provvedimento. Se fosse un’altra censura come per il caso dei neonazisti, non gli accadrebbe nulla di particolare. Se, invece, si trattasse di una nuova sospensione, allora sarebbe la seconda dopo quella sugli attacchi a Valditara. Pertanto per lui si avvicinerebbe il licenziamento. L’espulsione dall’insegnamento scatterebbe, infatti, solo alla terza sospensione, per cui il posto di Raimo per il momento è al sicuro. Fino al suo prossimo farneticamento.






