remigrazione

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L’opposizione scimmiotta i partigiani per un convegno sulla remigrazione
Ansa
Un manipolo di deputati (Pd, M5s, Avs, +Europa e Azione) occupa la sala della Camera e fa annullare la conferenza stampa voluta dal leghista Furgiuele. Calpestata la Costituzione sulle note di «Bella ciao».

Una grottesca sceneggiata, con qualche tratto di involontaria comicità, quella che ha visto ieri come teatro la sala stampa della Camera dei deputati, dove la programmata conferenza stampa promossa dal deputato leghista Domenico Furgiuele, vicino a Roberto Vannacci, per il lancio della raccolta firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare sulla remigrazione, è stata bloccata dai parlamentari d’opposizione e poi definitivamente annullata. La conferenza, già al centro di feroci polemiche nei giorni scorsi, prevedeva gli interventi dei promotori della proposta di legge, tra i quali Casapound (già protagonista nel 2011 di un’iniziativa alla Camera su Ezra Pound e contro l’usura), il Veneto Fronte Skinheads, la rete dei Patrioti e Brescia ai bresciani.

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Trump e Sanae votano remigrazione
Donald Trump e Sanae Takaichi (Ansa)
Il leader Usa apre all’espulsione di chi non si integra. E la premier giapponese preferisce una nazione vecchia a una invasa. L’Inps conferma: non ci pagheranno loro le pensioni.

A voler far caso a certi messaggi ed ai loro ritorni, all’allineamento degli agenti di validazione che li emanano e ai media che li ripetono, sembrerebbe quasi esista una sorta di coordinamento, un’«agenda» nella quale sono scritte le cadenze delle ripetizioni in modo tale che il pubblico non solo non dimentichi ma si consolidi nella propria convinzione che certi principi non sono discutibili e che ciò che è fuori dal menù non si può proprio ordinare. Uno dei messaggi più classici, che viene emanato sia in occasione di eventi che ne evocano la ripetizione, sia più in generale in maniera ciclica come certe prediche dei parroci di una volta, consiste nella conferma dell’idea di immigrazione come necessaria, utile ed inevitabile.

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Il Pd vuole accogliere più stranieri ma pensa di non curare i meridionali
Michele De Pascale (Ansa)
Il governatore dell’Emilia Romagna denuncia: «Enorme pressione sul nostro sistema sanitario da chi viene dalle altre regioni». Ma sempre lui lanciò l’idea, per i migranti, del permesso di soggiorno per merito.

Un nuovo slogan si addice al Partito democratico: «Prima gli emiliano-romagnoli». Magari già un po’ sentito, come no, ma pur sempre efficace. Il fatto è che i dem della regione rossa da qualche giorno si sono collocati su una linea condivisibile ma curiosa: sostengono che il loro grande problema arrivi da fuori confine. No, non si tratta dei migranti, ma di un altro tipo di stranieri: quelli che arrivano dalle altre regioni d’Italia.

Michele De Pascale, pragmatico governatore democratico, ha dichiarato a Radio24: «In questo momento il problema principale dell’Emilia-Romagna è il nostro storico motivo di orgoglio e cioè l’enorme pressione di persone da fuori regione che si vengono a curare qui. Non ce la facciamo più, non riusciamo più a soddisfare i nostri cittadini e l’enorme pressione delle altre regioni che si vengono a curare in Emilia-Romagna e ci stanno intasando il sistema e lo dico con rispetto».

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Sui clandestini vice Trump e noi li rimandiamo in Albania
Clandestini colombiani al confine con gli Stati Uniti (Getty Images)

La Colombia cede agli Usa e si riprende gli irregolari. Qui magistrati e stampa affilano le armi contro l’operazione appena ripartita. Ma è una battaglia destinata alla sconfitta: tutta l’Europa adesso parla di blocchi e remigrazione.

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Laurent Ozon: «Rimandare a casa i migranti? Si può»
Nel riquadro, Laurent Ozon (Ansa)
Parla il politologo, papà del concetto di «remigrazione» che genera un infuocato dibattito in Germania :«La studio da 10 anni, è fattibile cooperando con le élite del Nordafrica. Afd ci lavora con gente preparata».
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