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Salvini e il Cav partono dai ministri per provare a riunire il centrodestra

ministri salvini berlusconi governo
Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Renato Brunetta (Ansa)
Vertice fissato per la settimana prossima tra i leader di Lega e Fi e gli esponenti che siedono nell'esecutivo. L'obiettivo è ritrovare una linea comune dopo la sconfitta elettorale. Rapporti più stretti anche con Fdi.
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Conservatore e ambiguo su Kiev. Magyar punta a scalzare Orbán
Péter Magyar (Ansa)
Péter Magyar è dato in netto vantaggio alle elezioni di domenica in Ungheria: il suo partito, fondato nel 2024, ha il 39% dei consensi. Era alleato del premier, ma è andato via contestando corruzione e concentrazione del potere.

Domenica, l’Ungheria è alla prova del voto e Péter Magyar viene dato sempre in netto vantaggio su Viktor Orbán, il premier che dopo quattro vittorie consecutive per la prima volta dal 2010 si vede prospettare una sconfitta alle urne. Secondo il sondaggio Idea pubblicato dal quotidiano Nepszava, il 39% della popolazione adulta ungherese sostiene Tisza (Partito del Rispetto e della Libertà) di Magyar, superando nettamente il partito al governo Fidesz Kndp (30%), alleanza dei conservatori e cristiano democratici.

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Bibi cede: negoziati col Libano negli States
Benjamin Netanyahu (Ansa)
  • Colloqui la prossima settimana in seguito alle richieste del Paese dei cedri e al pressing Usa su Benjamin Netanyahu. Sul tavolo il disarmo di Hezbollah e l’avvio di relazioni pacifiche. Israele sugli spari contro i soldati italiani: «Loro azione non coordinata con noi».
  • Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri: «Più militari nella capitale. Anche il Pakistan ci è vicino».

Lo speciale contiene due articoli

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Usa: «Tregua con l’Iran allungabile». Decisivi stop ai raid e intesa su uranio
Saeed Khatibzadeh, viceministro degli Esteri iraniano (Getty Images)
  • La Casa Bianca fa sapere che il cessate il fuoco sarà prorogabile se i colloqui in Pakistan progrediscono. Ma Teheran pretende risarcimenti di guerra, nessuna interferenza sul nucleare e la fine delle sanzioni.
  • Coro di no, dall’Ue agli Emirati: rischio domino, difficoltà logistiche e giallo sulla valuta. Ieri intanto è passata la prima petroliera, con bandiera gaboniana, diretta in India.
  • Il tycoon tratta con la pistola sul tavolo: «Navi, aerei e uomini rimangono in Iran fino a intesa raggiunta».

Lo speciale contiene tre articoli

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 10 aprile

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 10 aprile con Carlo Cambi

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