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C’è già tregua nella guerra dei rubli. Flussi regolari nei gasdotti europei

  • Gazprom chiude la filiale tedesca, però lo stop alla pipeline Yamal è un falso allarme: era inutilizzata da mesi. Roma smentisce l’innalzamento dell’allerta e Roberto Cingolani ammette: «Le richieste di Putin non cambiano nulla».
  • L’Italia si butta sull’eolico marino. Piano per le rinnovabili nelle acque di Puglia, Calabria e Sicilia: le pale produrrebbero fino a 1.400 megawatt in più di quelle installate a terra, generando 20.000 posti di lavoro.

Lo speciale comprende due articoli.

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(Arma dei Carabinieri)

L'indagine dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro su 300 lavoratori del food delivery, molti dei quali studenti universitari in stato di necessità economica. Pagati la metà di quanto previsto dal Ccnl e senza previdenza, rischiavano sulle strade per consegnare il più possibile.

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«Mai visto toghe promosse per meriti»
Simonetta Matone (Ansa)
Simonetta Matone leghista, ex magistrato: «Le correnti sono sempre prevalse, per questo il sorteggio fa paura. Vassalli diceva a noi collaboratori: al mio Codice manca un tassello, la separazione delle carriere. E la sinistra concordava».
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Le Fiamme gialle del Comando Provinciale di Napoli hanno smascherato 8 medici privi di autorizzazioni, che pubblicizzavano sui social le loro prestazioni in ambulatori fatiscenti. Alcuni percepivano il reddito di cittadinanza.

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Con la riforma mai più Mani pulite e pm che fanno lo scaricabarile
Imagoeconomica
Il pool di Milano portò in cella troppi innocenti a causa degli intrecci tra Procura e ufficio del gip. Un sistema che permette alle toghe dell’accusa di deresponsabilizzarsi. Separando le carriere, tutto ciò non si ripeterà.

Molti dei lettori di questo giornale ricordano l’epopea giudiziaria di Mani pulite, ma non tutti ricordano che il pool di pubblici ministeri (tre esattamente) aveva un unico gip di riferimento, ossia che, tra le decine di giudici per le indagini preliminari che erano in servizio a Milano, le richieste di quel pool, comprese quelle di misure cautelari, andavano tutte sempre e soltanto a un medesimo gip. E non era un caso. Era un sistema di rapporti tra Procura e giudice delle indagini preliminari appositamente predisposto per consentire alla prima di vedersi accolte, se non tutte, almeno la maggior parte delle sue richieste. Il tempo ha dimostrato che moltissimi tra gli indagati, dapprima sottoposti a misura cautelare, sono stati poi assolti. Quanti di costoro avrebbero evitato il carcere se il gip fosse stato un altro, se anziché essere sempre il medesimo, ci fosse stata una normale e logica turnazione?

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Le Firme

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