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Il padre di Ramy ancora contro i carabinieri

Il padre di Ramy ancora contro i carabinieri
Il signor Yehia Elgaml, padre di Ramy (Ansa)
A un anno dal tragico incidente, il genitore chiede che non venga dato l’Ambrogino d’oro al Nucleo operativo radiomobile impegnato nell’inseguimento del ragazzo. Silvia Sardone: «Basta con i processi mediatici nei loro confronti, hanno agito bene».

È passato ormai un anno da quando Ramy Elgaml ha trovato la morte mentre scappava, su uno scooter guidato dal suo amico Fares Bouzidi (poi condannato a due anni e otto mesi di reclusione per resistenza a pubblico ufficiale), inseguito dai carabinieri. La storia è nota: la notte del 24 novembre scorso, in zona corso Como, i due ragazzi non si fermano all’«alt» delle forze dell’ordine che avevano preparato un posto di blocco per verificare l’uso di alcolici nella zona della movida milanese. Ne nasce così un inseguimento di otto chilometri che terminerà solamente in via Ripamonti con lo schianto dello scooter, la morte del ragazzo e i carabinieri che finiscono nei guai, prima con l’accusa di omicidio stradale in concorso e poi con quelle di falso e depistaggio. Un anno di polemiche e di lotte giudiziarie, con la richiesta di sempre nuove perizie che sembrano pensate più per «incastrare» le forze dell’ordine che per scoprire la verità di quel 24 novembre.

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Allontana la bimba dalla sua mamma. Per il giudice la stava solo salvando
(iStock)
A Perugia un gambiano strappa una bambina dalle mani della madre mentre è in attesa dell’autobus. Fermato, le scatta delle foto. Accolta la ricostruzione dello straniero: «La piccola si trovava in pericolo».
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La panzanella è una ricetta di recupero identitaria della Toscana, dove il pane raffermo è una sorta di rimedio per ogni occasione, che va fatta secondo regole precise. Noi ci siamo presi però la libertà di reinterpretarla per renderla ancora più semplice. Ma il risultato non cambia: è perfetta come spuntino per una cena estiva, va benissimo se ve la volete portare in spiaggia.
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Genova assediata da bande e degrado ma la Salis ha tempo solo per il Pride
Silvia Salis al Liguria Pride di Genova
L’allegria della sfilata Lgbt stona col clima di scarsa sicurezza che domina in città.

Genova è afflitta da violenza e degrado, anche nei quartieri più eleganti. Ma, ieri, la sindaca Silvia Salis ha trovato il tempo di sfilare al pride e di mandare i soliti messaggi da aspirante leader nazionale del campo largo.

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