Caro Grillo, a furia di sfanculare vieni sfanculato
Beppe Grillo (Ansa)

Caro Beppe Grillo, le scrivo questa cartolina perché mi fa un po’ pena: per anni lei ha mandato affanculo tutti, fa specie vedere che ora mandino affanculo lei. Mi viene un sospetto, però: non sarà che, nel frattempo, lei è diventato il peggio della casta?

Riveda il suo ultimo video e si guardi allo specchio: ormai è un signore che si avvia agli 80 anni (ne ha già compiuti 76), però rimane abbarbicato al suo passato, al suo potere, al ruolo di garante di persone che non si sentono garantite da lei. E, soprattutto, rimane abbarbicato al contratto di consulenza da 300.000 euro l’anno che le hanno appena, doverosamente, tolto. Questo attaccamento agli antichi privilegi non è da lei. Ricorda quando propose di togliere il diritto di voto agli anziani? Ecco: toglierle il diritto di voto oggi mi parrebbe troppo. Ma il diritto di veto, almeno… Non ho alcuna simpatia per Giuseppe Conte, sia chiaro, solo pensare ai suoi dpcm mi fa venire l’orticaria. Però bisogna ammettere che è stato cinicamente bravo nel portarle via il movimento. E adesso, di fronte al fatto compiuto, a lei non restano che tre strade: o gli dà battaglia dentro il partito, alla prossima costituente; o gli dà battaglia fuori dal partito, fondandone un altro. Oppure se ne va serenamente affa. Quartum non datur. Perché la richiesta di «estinzione del movimento» calata dall’alto mediante video messaggio, pretesa dalla poltrona della reggia ligure, ordinata in base a principi divin-monarchici, è roba per l’appunto da ultracasta. Non era lei il difensore della democrazia dal basso? E allora perché ora parla come l’imperatore del Giappone che chiede l’harakiri ai suoi samurai?

Mi lasci dire che anche l’idea di dar battaglia in tribunale a Conte, appoggiandosi al rinomatissimo studio legale Sammarco, uno dei più importanti di Roma, è piuttosto lontano dalla sua storia. Certo, capisco che fra ricevere 300.000 euro l’anno e non riceverli c’è una bella differenza, soprattutto se quei 300.000 euro le piovono in tasca senza soverchia fatica. Ma anche qui, caro Grillo, mi viene dubbio: non sarà diventato pure lei una di quelle insaziabili sanguisughe? Quando nel 2008 pubblicarono le dichiarazioni dei redditi degli italiani, risultava aver guadagnato 4.272.591 euro in un solo anno. Immagino che nella sua fortunata carriera saranno stati tanti gli anni altrettanto fortunati. Infatti s’è comprato yacht, Ferrari, ville in Liguria e ville in Sardegna. È il caso, dopo tanti guadagni, a 76 anni suonati, di mostrarsi ancora così attaccato al quattrino?

Capisco che le interessi far quadrare i conti. In fondo è sempre rimasto un ragioniere, unico titolo di studio del suo curriculum. Però, suvvia, le è andata bene: da quando Pippo Baudo l’ha lanciata, ha avuto successo, gloria, fama, denaro. Per cui, a questo punto della vita, può permettersi di essere generoso: lasci andare il movimento verso la sua strada. Che i figli possano deludere i padri lei lo sa bene, visto quello che le ha combinato Ciro. Ma se ha difeso lui, anche in modo spericolato, perché invece attacca il suo figlio politico? Perché lo vuole uccidere a costo di fare la figura del vecchio rancoroso, avido, attaccato al potere e al denaro? Glielo diciamo perché noi, per molti anni, affascinati dal suo vaffa, le abbiamo perdonato molte cose. Ma costringerci a dar ragione a Conte, ecco, quello non glielo perdoneremo mai.

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