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Caccia, tiro sportivo e pesca protagoniste a Eos 2022

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  • Si è conclusa a Verona la prima edizione del salone europeo dell’outdoor Eos Show, grande esposizione che ha messo in mostra i mondi della caccia, del tiro sportivo, della pesca e della nautica con oltre 520 aziende presenti all'interno dei quattro padiglioni messi a disposizione da Veronafiere e 27.000 ingressi in tre giorni.
  • Operazione paladini del territorio: è il progetto lanciato da Fondazione Una che consiste in un insieme di azioni di recupero gestite dai cacciatori in zone colpite dall'inquinamento originato dall'uomo sul territorio italiano.
  • Le campionesse olimpiche Diana Bacosi, oro a Rio 2016 nello skeet, e Alessandra Perilli, argento a Tokyo 2020 nella fossa olimpica, presenti allo stand Beretta per testimoniare la loro grande passione per il tiro sportivo.
  • Il settore nautico nel solo 2021 ha sfiorato i 6 miliardi di euro, registrando un significativo +23,8% rispetto al 2020, tornando ai massimi livelli ottenuti nel 2008. Questa crescita la si spiega con i grandi numeri dell'export della produzione cantieristica grazie agli ordini di yatch e superyatch.

Lo speciale contiene quattro articoli.

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«Patriarcato fissazione da femministe»
Annamaria Bernardini De Pace (Imagoeconomica)
L'avvocato divorzista Annamaria Bernardini De Pace: «Hanno trovato una parola antica e fuori luogo per aggredire gli uomini. L’emergenza giovanile nasce dai genitori che non svolgono più il loro ruolo: abituano i figli solo ai diritti e non ai doveri».

Ormai è diventata per molti una sorta di amica di famiglia da quando tiene udienza a Forum. È, infatti, tra i più popolari giudici della trasmissione di Canale 5. Bisogna dirlo perché è un fatto di costume, ma francamente Annamaria Bernardini De Pace è infinitamente di più di una pur bravissima cultrice del diritto prestata all’infoteitment.

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La sinistra condanna le violenze. Poi però se la piglia con il governo
Ansa
All’inizio hanno taciuto. Dopo il video, però, i «coraggiosi» progressisti non potevano più e hanno denunciato il fatto sproloquiando sulla destra che strumentalizza. Avs: «Se non avessero sgomberato il centro sociale...».

Chi siano e quale sia la loro provenienza ideologica è più che chiaro a tutti, compresi i loro sponsor. Del resto, i metodi parlano per loro: attacchi dieci contro uno, calci a un agente a terra senza casco e, soprattutto, le martellate che fanno vero antifascista. Sono antagonisti dei centri sociali, caricatura del comunismo che fu, residui bellicosi di un passato sconfitto. Gente che accetta e alimenta il conflitto sociale solo se può stravincere giocando sporco, consapevole di avere le spalle politicamente coperte. Chi siano lo sanno tutti, ma indovinate a chi danno la colpa? Ai fascisti, alla destra. Sulle prime, come sempre, i coraggiosi progressisti hanno taciuto, sperando che le imprese dei loro protetti passassero sotto silenzio: dopo tutto il più delle volte finisce così.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 2 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 2 febbraio con Carlo Cambi

Primi arresti dopo la folle guerra di Torino
Ansa
Una falange di 1.500 antagonisti si nascondeva nel corteo per Askatasuna: tre sono finiti in manette. Tra di loro c’è uno degli autori del violentissimo pestaggio al poliziotto (dimesso ieri con 20 giorni di prognosi). Altri 24 schedati. Tra le forze dell’ordine 108 feriti.

Tra i 20.000 manifestanti del corteo nazionale per Askatasuna, convocato dopo lo sgombero della sede di corso Regina Margherita 47, si nascondeva una falange antagonista organizzata composta da 1.500 uomini. Compatti, sono usciti allo scoperto dopo essersi cambiati d’abito (da attivisti pro Pal hanno assunto le sembianze dei vecchi black bloc), sul volto hanno fissato le loro maschere, hanno indossato passamontagna e caschi e, staccandosi dal corteo, si sono diretti verso corso Regina Margherita, dove c’era lo sbarramento della celere.

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