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2018-09-25
Basta permessi umanitari facili, rimpatri più veloci per i delinquenti
Ansa
Dalle parole ai fatti. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini festeggia in tempo reale su Facebook: «Decreto sicurezza, alle 12.38 il Consiglio dei ministri approva all'unanimità! Sono felice. Un passo in avanti per rendere l'Italia più sicura. Per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un'immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle Forze dell'Ordine». Che aumenteranno come ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno: «Presto ci saranno importanti assunzioni per garantire la sicurezza».
Nei 42 articoli del decreto, ci sono i provvedimenti utilizzati dal vicepremier leghista per la sua campagna elettorale e che ora modificheranno le normative in materia di accoglienza dei profughi, soprattutto dei richiedenti asilo, abolendo di fatto il permesso umanitario. Vengono poi introdotte nuove misure sulla cittadinanza e la permanenza nei centri di prima accoglienza. Il Viminale punta a una stretta alle leggi antiterrorismo estendendo il Daspo sportivo anche ai sospetti terroristi, e concede maggiori poteri ai sindaci. Manca soltanto il capitolo rom. «La questione rom non è ricompresa in questo decreto», ha detto Salvini, «ci stiamo lavorando: l'obiettivo è arrivare nell'arco del mandato di questo governo alla chiusura di tutti i campi rom in ogni città. Campi rom zero».
Superati dunque i dubbi sulla costituzionalità tanto che il premier Giuseppe Conte, presente in conferenza stampa, ha voluto chiarire che un'interlocuzione con il Quirinale sul decreto è già stata avviata. «Cortesia istituzionale prevede che si anticipi i contenuti e un testo al Colle, come è stato fatto anche in questo caso. Non dico che Mattarella abbia approvato, non sarebbe rispettoso del galateo istituzionale. Il presidente avrà tutto l'agio di fare eventuali rilievi». «Si tratta del dl più condiviso, più modificato, più aggiornato nella storia almeno di questo governo», ha detto Salvini, «il testo non è blindato, arriverà in Parlamento dove potranno esserci modifiche importanti». Il decreto che, come detto da Conte, unifica i due testi su immigrazione e sicurezza, «anche in ragione della complementarietà della materia e della necessità di allinearsi con gli standard Ue».
Nel testo viene abrogato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito da «permessi speciali». Sei le fattispecie previste: vittime di grave sfruttamento, motivi di salute, violenza domestica, calamità nel Paese d'origine, cure mediche, atti di particolare valore civile. Il motivo della stretta lo ha spiegato il responsabile del Viminale: «Dovrebbe trattarsi di un provvedimento residuale, invece in Italia viene concessa nel 26% dei casi, più di quanto avvenga negli altri Paesi Ue a fronte del 7% del diritto di asilo. Già dopo le mie circolari la concessione di questo tipo di protezione è scesa a 21% e ora calerà ancora di più». Secondo Salvini sulla concessione del diritto di asilo, «le domande si sono ridotte da 105.000 a 42000 e quelle accolte sono state il 33%».
È prevista inoltre la sospensione della domanda d'asilo in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado.
Il decreto amplia la possibilità di negare o revocare la protezione internazionale per i reati di violenza sessuale, lesioni gravi rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato, traffico di droga.
La durata massima di permanenza nei centri per il rimpatrio passa da 3 a 6 mesi per facilitare l'espulsione degli irregolari.
Il dl prevede anche il «completamento, adeguamento e ristrutturazione» dei centri già presenti sul territorio e la «costruzione» di altri. Salvini ha detto più volte che la sua idea è di realizzarne uno in ogni regione. Nel caso di sovraffollamento dei Cpr (i centri per il rimpatrio) i migranti in attesa di identificazione possono essere trattenuti anche in «strutture diverse e idonee nella disponibilità dell'autorità di pubblica sicurezza».
Per incrementare le attività di rimpatrio, il dl stanzia 500.000 euro per il 2018 e 1,5 milioni per il 2019 e 2020. Prevista la revoca della cittadinanza italiana a «chiunque venga condannato in via definitiva per terrorismo internazionale».
Il decreto riserva esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale previsti dal sistema Sprar. I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati cioè i Cara. A chi temeva lo smantellamento del sistema di accoglienza Salvini assicura: «Il rischio è inesistente, ma viene messo ordine in un sistema. Da quando sono ministro abbiamo ridotto di circa 20.000 unità le presenze in tutti questi tipi di strutture. Coloro che sono nel giusto come amministratori locali e come profughi non hanno nulla da temere da questo provvedimento».
E comunque ha aggiunto il ministro dell'Interno «i famosi 35 euro al giorno verranno rivisti in base a quella che è la media europea, con un netto taglio degli sprechi, senza contare che se riusciamo a mantenere la diminuzione degli sbarchi, questo porterà a un risparmio di 1 miliardo ogni anno che verrà reinvestito in sicurezza».
Sui tempi del dl il leader del Carroccio è stato chiaro: «Per una questione di rispetto il decreto su sicurezza ed immigrazione verrà consegnato al Quirinale un'ora dopo il decreto Genova».
Minori rom rubano auto e per sfuggire alla polizia mettono sotto una donna
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Il Viminale presenta il dl sicurezza: stretta sulle richieste d'asilo e via la cittadinanza ai condannati per terrorismo. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini: «È il testo più condiviso dal governo. E ora pensiamo ai rom».La vittima ha fratture multiple: «Mi sono passati sulla gamba». Bloccati i responsabili, di 14 e 16 anni: «Volevamo farci un giro».Stava andando a trovare un'amica quando uno straniero con precedenti ha abusato di lei. In quella zona non è il primo caso. Il leader della Lega: «Castrazione chimica».Lo speciale contiene tre articoli. Dalle parole ai fatti. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini festeggia in tempo reale su Facebook: «Decreto sicurezza, alle 12.38 il Consiglio dei ministri approva all'unanimità! Sono felice. Un passo in avanti per rendere l'Italia più sicura. Per combattere con più forza mafiosi e scafisti, per ridurre i costi di un'immigrazione esagerata, per espellere più velocemente delinquenti e finti profughi, per togliere la cittadinanza ai terroristi, per dare più poteri alle Forze dell'Ordine». Che aumenteranno come ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno: «Presto ci saranno importanti assunzioni per garantire la sicurezza».Nei 42 articoli del decreto, ci sono i provvedimenti utilizzati dal vicepremier leghista per la sua campagna elettorale e che ora modificheranno le normative in materia di accoglienza dei profughi, soprattutto dei richiedenti asilo, abolendo di fatto il permesso umanitario. Vengono poi introdotte nuove misure sulla cittadinanza e la permanenza nei centri di prima accoglienza. Il Viminale punta a una stretta alle leggi antiterrorismo estendendo il Daspo sportivo anche ai sospetti terroristi, e concede maggiori poteri ai sindaci. Manca soltanto il capitolo rom. «La questione rom non è ricompresa in questo decreto», ha detto Salvini, «ci stiamo lavorando: l'obiettivo è arrivare nell'arco del mandato di questo governo alla chiusura di tutti i campi rom in ogni città. Campi rom zero». Superati dunque i dubbi sulla costituzionalità tanto che il premier Giuseppe Conte, presente in conferenza stampa, ha voluto chiarire che un'interlocuzione con il Quirinale sul decreto è già stata avviata. «Cortesia istituzionale prevede che si anticipi i contenuti e un testo al Colle, come è stato fatto anche in questo caso. Non dico che Mattarella abbia approvato, non sarebbe rispettoso del galateo istituzionale. Il presidente avrà tutto l'agio di fare eventuali rilievi». «Si tratta del dl più condiviso, più modificato, più aggiornato nella storia almeno di questo governo», ha detto Salvini, «il testo non è blindato, arriverà in Parlamento dove potranno esserci modifiche importanti». Il decreto che, come detto da Conte, unifica i due testi su immigrazione e sicurezza, «anche in ragione della complementarietà della materia e della necessità di allinearsi con gli standard Ue».Nel testo viene abrogato il permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito da «permessi speciali». Sei le fattispecie previste: vittime di grave sfruttamento, motivi di salute, violenza domestica, calamità nel Paese d'origine, cure mediche, atti di particolare valore civile. Il motivo della stretta lo ha spiegato il responsabile del Viminale: «Dovrebbe trattarsi di un provvedimento residuale, invece in Italia viene concessa nel 26% dei casi, più di quanto avvenga negli altri Paesi Ue a fronte del 7% del diritto di asilo. Già dopo le mie circolari la concessione di questo tipo di protezione è scesa a 21% e ora calerà ancora di più». Secondo Salvini sulla concessione del diritto di asilo, «le domande si sono ridotte da 105.000 a 42000 e quelle accolte sono state il 33%».È prevista inoltre la sospensione della domanda d'asilo in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado.Il decreto amplia la possibilità di negare o revocare la protezione internazionale per i reati di violenza sessuale, lesioni gravi rapina, violenza a pubblico ufficiale, mutilazioni sessuali, furto aggravato, traffico di droga. La durata massima di permanenza nei centri per il rimpatrio passa da 3 a 6 mesi per facilitare l'espulsione degli irregolari. Il dl prevede anche il «completamento, adeguamento e ristrutturazione» dei centri già presenti sul territorio e la «costruzione» di altri. Salvini ha detto più volte che la sua idea è di realizzarne uno in ogni regione. Nel caso di sovraffollamento dei Cpr (i centri per il rimpatrio) i migranti in attesa di identificazione possono essere trattenuti anche in «strutture diverse e idonee nella disponibilità dell'autorità di pubblica sicurezza». Per incrementare le attività di rimpatrio, il dl stanzia 500.000 euro per il 2018 e 1,5 milioni per il 2019 e 2020. Prevista la revoca della cittadinanza italiana a «chiunque venga condannato in via definitiva per terrorismo internazionale».Il decreto riserva esclusivamente ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati i progetti di integrazione ed inclusione sociale previsti dal sistema Sprar. I richiedenti asilo troveranno invece accoglienza solo nei centri ad essi dedicati cioè i Cara. A chi temeva lo smantellamento del sistema di accoglienza Salvini assicura: «Il rischio è inesistente, ma viene messo ordine in un sistema. Da quando sono ministro abbiamo ridotto di circa 20.000 unità le presenze in tutti questi tipi di strutture. Coloro che sono nel giusto come amministratori locali e come profughi non hanno nulla da temere da questo provvedimento».E comunque ha aggiunto il ministro dell'Interno «i famosi 35 euro al giorno verranno rivisti in base a quella che è la media europea, con un netto taglio degli sprechi, senza contare che se riusciamo a mantenere la diminuzione degli sbarchi, questo porterà a un risparmio di 1 miliardo ogni anno che verrà reinvestito in sicurezza».Sui tempi del dl il leader del Carroccio è stato chiaro: «Per una questione di rispetto il decreto su sicurezza ed immigrazione verrà consegnato al Quirinale un'ora dopo il decreto Genova». <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/basta-permessi-umanitari-facili-rimpatri-piu-veloci-per-i-delinquenti-2607625571.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="minori-rom-rubano-auto-e-per-sfuggire-alla-polizia-mettono-sotto-una-donna" data-post-id="2607625571" data-published-at="1775180587" data-use-pagination="False"> Minori rom rubano auto e per sfuggire alla polizia mettono sotto una donna «Volevamo solo farci un giro», con questa frase due rom hanno giustificato quello che sugli atti trasmessi in Procura viene indicato come «tentato omicidio». Due minorenni, di 16 e 14 anni, hanno rubato un'autovettura - un'Alfa Romeo 159 - e si sono lanciati ad alta velocità lungo le strade di Roma, fino a travolgere una donna lasciandola per terra esanime. La coppia rom è stata arrestata con l'accusa di tentato omicidio, omissione di soccorso, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento di beni dello Stato. Già, perché la «bravata» dei due giovani rom ha inizio con il furto di una potente berlina poco dopo le 17.30 di domenica in via Pietra Porzia, a Zagarolo. I due, a bordo dell'autovettura rubata, iniziano a correre lungo le strade periferiche che portano al centro della Capitale fino a quando non incappano in un posto di blocco delle forze dell'ordine. Incuranti dell'alt, i due sfrecciano lungo la statale forzando le misure di sicurezza di una pattuglia della polizia di Stato e ingaggiando un inseguimento con gli agenti. Durante la folle corsa, il guidatore - appena 16 anni - affonda sempre di più il piede sull'acceleratore dell'Alfa 159 e travolge una coppia. Si tratta di una donna che camminava lungo il ciglio della strada in compagnia del cugino; quest'ultimo è riuscito a salvarsi saltando dall'altra parte della carreggiata, oltre il guardrail. La donna, invece, ha riportato un politrauma con frattura alla gamba sinistra. Dopo l'inseguimento, il veicolo in fuga è andato ad impattare contro la volante della Polizia che lo inseguiva e finalmente, dopo una breve colluttazione, i due rom sono stati immobilizzati dagli agenti. I minori - condotti negli uffici di polizia, alla presenza del pubblico ministero della Procura dei minori, hanno confessato di aver rubato l'auto in località Zagarolo e di voler «soltanto fare un giro». Successivamente i due minorenni sono stati scortati all'ospedale San Sebastiano di Frascati per essere sottoposti agli esami tossicologici per accertare l'eventuale assunzione di alcool o stupefacenti. La donna era uscita con il cugino di 69 anni per una passeggiata. «Abbiamo visto la morte negli occhi», ha raccontato la vittima agli agenti della polizia. «Mi sono passati con la ruota sopra la gamba, è stato terribile». L'incidente è avvenuto in via Prataporci, nella zona di Frascati Colonna. «Mia sorella», racconta il fratello al Messaggero, «stava passeggiando con nostro cugino, come fanno spesso nel pomeriggio. In quel tratto di strada non c'è il marciapiedi, ma un guardrail che quell'auto ha preso in pieno». I due giovani rom non sono volti sconosciuti alle forze dell'ordine. Stando a quanto accertato dagli agenti, i due si sarebbero resi protagonisti in passato di altri episodi del genere. È ipotizzabile, dicono gli investigatori, che i due giovani nomadi volessero raggiungere qualche deposito o magazzino fuori Roma dove poter consegnare la vettura a chi si sarebbe poi occupato di smontarla per rivendere i ricambi sul mercato nero. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/basta-permessi-umanitari-facili-rimpatri-piu-veloci-per-i-delinquenti-2607625571.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="studentessa-cammina-per-firenze-aggredita-e-stuprata-da-un-romeno" data-post-id="2607625571" data-published-at="1775180587" data-use-pagination="False"> Studentessa cammina per Firenze, aggredita e stuprata da un romeno Sempre nello stesso posto, nei pressi del viadotto Marco Polo al Varlungo, periferia di Firenze. Un'altra violenza sessuale a poco più di due mesi di distanza da dove era stata aggredita una turista giapponese. Una ragazza di 21 anni è stata picchiata e violentata nella notte fra domenica e lunedì. Secondo quanto riferito dagli investigatori, la giovane, proveniente dalla Mongolia e nel capoluogo toscano per motivi di studio, è stata avvicinata da un uomo su una rampa. L'ha colpita con pugni al volto fino a farla cadere a terra esanime, l'ha trascinata per i capelli per alcuni metri dietro a un albero e poi ha abusato di lei. La studentessa ha raccontato una notte da incubo, terminata solo con il provvidenziale arrivo di un passante. A quel punto lo stupratore è fuggito.Le indagini sono andate avanti per ore e si sono concluse con l'arresto di un romeno di 25 anni senza fissa dimora, con diversi precedenti penali: Arnaut Mustafa, è stato rintracciato in una struttura abbandonata non distante dal luogo della violenza. Si tratta di un fatiscente palazzo di due piani lungo l'Arno. L'aggressione è avvenuta intorno all'una. La giovane stava camminando su una rampa di scale sotto il viadotto del Varlungo, per raggiungere casa di una amica, quando è stata avvicinata da uno sconosciuto che l'ha presa a pugni in faccia e poi l'ha stuprata. Lei ha tentato di difendersi, invano. Terminata a la violenza, che sarebbe durata poco meno di 20 minuti, la studentessa ha chiamato la polizia con la voce rotta dal pianto e sotto choc. Poco dopo è stata accompagnata in ospedale, dove le sono state riscontrate lesioni su diverse parti del corpo. La prognosi è di 15 giorni. Si cercano anche possibili collegamenti con un altro caso di violenza denunciato nel giugno scorso, sempre da una donna di origini asiatiche e sempre nei pressi del viadotto del Varlungo. In quel caso si trattava di una donna di 36 anni originaria del Giappone che stava facendo jogging. Si sospetta che l'autore della violenza possa essere stato lo stesso Arnaut Mustafa arrestato ieri. Gli agenti sono arrivati a lui - già noto alle forze dell'ordine e con precedenti - perché durante il sopralluogo nel punto dell'aggressione, hanno ritrovato i suoi documenti in un marsupio, probabilmente smarrito nel momento della precipitosa fuga all'arrivo del passante. Il romeno è stato raggiunto in uno stabile abbandonato in cui viveva, poco distante dal teatro della violenza. Al momento del fermo dormiva e, nel giaciglio, sono stati trovati anche gli abiti che avrebbe indossato durante il misfatto, ancora sporchi di sangue. Sull'episodio interviene il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, che con su post su Facebook chiede la castrazione chimica: «Una studentessa ventunenne originaria della Mongolia è stata violentata a Firenze. La polizia ha fermato un romeno, senza fissa dimora e con precedenti. Le bestie che stuprano meritano pene esemplari e, come in altri Paesi europei, la sperimentazione della castrazione chimica». Mentre Marco Stella, coordinatore fiorentino di Forza Italia e vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, attacca l'amministrazione del capoluogo toscano: «A Firenze la situazione sul fronte degrado e sicurezza è ormai fuori controllo. Il territorio va presidiato in maniera capillare giorno e notte: che fine ha fatto il vigile di quartiere annunciato dal sindaco?». Lo stesso sindaco, Dario Nardella, dirama un comunicato: «Alla giovane, che ha scelto la nostra città per studiare, vanno massima solidarietà e la volontà di aiutarla nei modi e nei tempi che saranno possibili. Ora ci aspettiamo la massima severità perché il colpevole paghi. Firenze, ancora una volta, dice basta alla violenza sulle donne».
A finire sotto pressione sono stati i Gilt, i titoli di Stato britannici. «Sull’obbligazionario britannico avevamo visto segnali di stabilizzazione importanti, ma le tensioni internazionali hanno rimescolato le carte in modo brutale», spiega Salvatore Gaziano, responsabile delle strategie di investimento di SoldiExpert Scf. «Quello che doveva essere l’anno del grande allentamento monetario si è trasformato in un nuovo stress test sui rendimenti, con i tassi di interesse che hanno subito un’impennata vertiginosa, facendo scendere i prezzi delle obbligazioni».
Gli Etf sui governativi inglesi hanno accusato cali fra il -3,7% e il -4,5%, con punte di 7% sulle scadenze più lunghe. Il rendimento del decennale è tornato oltre il 5,1%, ai massimi dalla crisi del 2008.
A pesare non è solo il petrolio, ma la politica. Il governo laburista di Keir Starmer, nato con la promessa di riportare serietà a Westminster, si trova indebolito dalle ricadute dello scandalo Epstein. «L’instabilità politica è tornata a essere un fattore di rischio primario», osserva Gaziano. «I mercati reagiscono con estrema sensibilità quando percepiscono un vuoto di potere. Lo scandalo Epstein non è solo una questione di cronaca, ma un colpo alla stabilità di un governo già sotto pressione per la gestione economica».
La Borsa di Londra ha mostrato maggiore tenuta. «In un mondo incerto, i giganti dell’energia e delle materie prime, che abbondano a Londra, hanno agito parzialmente da paracadute», osserva Gaziano. Ma la spaccatura interna si allarga: se il Ftse 100 regge grazie alle multinazionali, il Ftse 250, più esposto all’economia domestica, soffre molto di più.
Il nodo, però, è anche strutturale. «il Regno Unito sconta una rigidità strutturale che l’Europa continentale ha in parte superato», spiega Salvatore Gaziano, «Mentre Germania e Francia hanno imparato a diversificare le scorte e gestire meglio i picchi dei prezzi energetici, l’Uk è rimasto prigioniero di un modello di fissazione dei prezzi che scarica immediatamente ogni aumento sulle bollette delle famiglie. Se a questo aggiungiamo mutui che corrono verso il 5%, capiamo perché la fiducia dei consumatori britannici sia oggi ai minimi termini, molto più che in Italia o in Spagna».
Fra i titoli spicca Legal & General, con dividendi elevati e il ruolo di «cassaforte». In negativo, invece, 3i Group, crollata del -19% in una sola seduta dopo i segnali di rallentamento della catena Action. «Quando le aspettative di crescita vengono deluse anche di poco, i multipli del private equity vengono ricalcolati con una rapidità brutale», conclude Gaziano.
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Maurizio Landini (Ansa)
Firme che giustificano, neanche a dirlo, il commento entusiasta del ministro Paolo Zangrillo, che ha parlato di «obiettivo raggiunto», e che hanno spinto il premier, parco di parole negli ultimi tempi, a intervenire via social per rivendicare il successo. «Il governo», ha evidenziato Giorgia Meloni, «continua a lavorare sull’aumento dei salari. Oggi la firma del rinnovo della parte economica del contratto collettivo nazionale del comparto Istruzione, per il triennio 2025-2027, che interessa oltre un milione di dipendenti. È il terzo rinnovo per il comparto Istruzione dall’inizio della legislatura: una cosa mai accaduta prima».
La Meloni ha ragione a rivendicare la firma anche perché si tratta di uno schiaffo alla gestione politica che Maurizio Landini ha impresso alla Cgil. Schiaffone ancora più sonoro, perché non arriva dall’esecutivo, cosa che di questi tempi non farebbe notizia, ma dalla stessa Cgil. Il segretario ha fatto del no a prescindere al rinnovo dei contratti della Pa una delle cifre distintiva del suo mandato. Istruzione, sanità, lavoratori dei ministeri o delle Regioni poco importa. Nell’ultima tornata c’è stata solo opposizione. Il leader che ormai partecipa come capopolo a tutte le battaglie politiche della sinistra (l’impiego di forze della Cgil sul No al referendum della giustizia è comparabile a quello del Pd) si è sempre opposto ai nuovi contratti, nonostante il governo avesse messo sul piatto circa 20 miliardi. Un cifra record, insufficiente per i desiderata di Landini. Motivo? Nel rinnovo precedente, 2022-2024, non veniva coperta l’inflazione monstre del periodo. Copertura impossibile, visto che parlavamo di un costo della vita schizzato del 17%. Insomma, aumenti del 7-8% non bastavano. E adesso? Cos’è cambiato? Perché la Cgil firma? La motivazione ufficiale è che in quest’ultima tranche, incrementi in busta paga da 135 euro per la parte economica 2025-27, l’inflazione verrebbe potenzialmente coperta, ma la realtà è tutt’altra. Entrando nel merito, va infatti ricordato che senza il contratto precedente, che è stato rinnovato senza l’avallo della Cgil, quest’ultimo rinnovo non ci sarebbe mai stato. E del resto Landini questa firma la subisce. Il segretario è costretto a fare buon viso a cattivo gioco rispetto ai mal di pancia di una categoria, quella della scuola (e non è la sola), che è stanca di seguire la linea politica del capo e capisce che continuando a dire sempre no gli iscritti fuggono.
C’è di più. Perché i rapporti tra Maurizio Landini e Gianna Fracassi, la segretaria generale della Flc (Federazione lavoratori della conoscenza), non sono idilliaci. La Fracassi era legata alla gestione precedente (con Susanna Camusso è diventata segretaria confederale con deleghe importantissime, comprese le politiche economiche) e si sussurra che ambisca a prendere il posto dell’ex Fiom, anche per depoliticizzare il sindacato.
Ma al di là della questione personale, la firma sul contratto della scuola squarcia il velo di ipocrisia che ormai da mesi nasconde le tensioni tra la gestione del segretario e una parte consistente del sindacato.
Perso il sostegno dei suoi, sembra che nelle scorse ore Landini abbia addirittura contattato un esponente molto importante del governo, particolarmente vicino a Palazzo Chigi, per chiedere margini su una riapertura del contratto in caso di inflazione galoppante causa guerra. Il senso del discorso sarebbe stato: «Alla fine noi firmiamo, ma se la situazione precipita qui si ricontratta tutto». Diplomatica, ma eloquente la risposta: guarda che quello che chiedi non si può fare.
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Ecco #DimmiLaVerità del 2 aprile 2026. Il capogruppo di Fdi in Commissione Sport, Alessandro Amorese, commenta il flop dell'Italia e chiede più libertà per le tifoserie.
Tutti a guardare il prezzo del petrolio, ma a Wall Street si è svegliato un guru come Bill Ackman: è bastato un suo post su X, nel quale diceva che le azioni erano sottovalutate, per far partire gli acquisti sulle Borse lunedì. Un trend che continua a durare, fino alla prossima scusa per vendere.