{{ subpage.title }}

True

Ascoltate i russi: essere superflui non è male

Ascoltate i russi: essere superflui non è male
Nikolaj Gogol (Getty Images)
I protagonisti dei romanzi di Nikolaj Gogol, Ivan Turgenev e gli altri sono tutti personaggi che vivono vite inutili. Ma a volte è bello rifiutare l'imperativo del vantaggio e dedicarci a qualcosa che ci piace e ci fa sentire bene. Anche se, apparentemente, non ha alcun ritorno.
Continua a leggereRiduci
Braccialetti, monete e catenine d’oro hanno quadruplicato il valore in 10 anni
(iStock)
Il metallo giallo viaggiava intorno ai 30 euro al grammo contro i 144 attuali. Nei nostri cassetti si nascondono tesori.

I grandi banchieri e gli oracoli della finanza internazionale si perdono negli algoritmi di Wall Street. Jeff Bezos, per alimentare i suoi data center scava l'Arizona a caccia di rame come un cercatore di pepite del Klondike. Per noi italiani, invece il vero tesoro non sta nei forzieri di della Banca d’Italia e nemmeno nei portafogli digitali criptati.

Continua a leggereRiduci
La reazione dei genitori nel bosco: esposto contro l’assistente sociale
Nathan Trevallion e Catherine Birmingham
I legali dei Trevallion contestano la curatrice dei tre bambini, considerata pregiudizievole verso il focolare e poco riservata. Il super esperto: «Incapace di creare empatia». E il Comune continua a sborsare quattrini...

A furia di girarci intorno alla fine siamo arrivati al tema centrale della assurda vicenda della famiglia nel bosco: il rapporto con gli assistenti sociali e, più in generale, il sistema di gestione dei minori da parte della giustizia italiana. Che il punto fosse questo lo abbiamo sempre saputo e fatto notare fin dai primi giorni, ma la gran parte dei media e dei commentatori ha accuratamente evitato di entrare nel dettaglio: si è preferito insistere sulle presunte carenze dei genitori Trevallion, sui guai dei bambini, sulla politicizzazione della storia attribuita a questo o quel politico di destra. Ma il nodo era sempre lo stesso, e adesso emerge in tutta la sua evidenza.

Continua a leggereRiduci
Fdi chiede un’informativa a Nordio sullo scandalo delle mascherine
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio (Ansa)
Alice Buonguerrieri in pressing sulle presunte tangenti denunciate dall’imprenditore Buini sulla fornitura di mascherine.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid ha chiesto al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, un’informativa in Aula sullo scandalo mascherine, scoop svelato anni fa dalla Verità e da un po’ al centro delle audizioni a Palazzo San Macuto. «Fra i tanti fatti gravi che stanno emergendo in commissione Covid», ha affermato la deputata, «ve ne è uno che è emerso in audizione martedì scorso, su cui riteniamo che il governo debba offrire delle spiegazioni agli italiani, questo anche se si tratta di fatti che risalgono all’esecutivo guidato dall’ex premier Giuseppe Conte».

Continua a leggereRiduci
Per la Salis «Hannoun» è diventato un insulto
Silvia Salis (Ansa)
Il capogruppo di Forza Italia a Genova, Mario Mascia, in Consiglio confonde il cognome di un collega del Pd pronunciando quello dell’indagato per i finanziamenti ad Hamas. Ma per la dem pro Pal il lapsus è un’offesa voluta e invita tutti i suoi a uscire dall’Aula.

In Consiglio comunale, a Genova, avevano provato a trasformare la Giornata della memoria in una giornata per Gaza con un ordine del giorno di Alleanza Verdi e Sinistra che chiedeva alla giunta di approvare aiuti per il popolo palestinese. Una prima fase di tensione aveva già visto come protagonista la consigliera della Lista Salis, Sara Tassara, che rivolgendosi al capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandra Bianchi aveva ripetuto la parola «assassini» per poi spiegare che era indirizzata al governo israeliano. Un attimo dopo, durante il suo intervento, il capogruppo di Forza Italia Mario Mascia, avvocato, ex assessore comunale e segretario genovese azzurro, prende la parola e, rivolgendosi al consigliere comunale del Partito democratico (nono per numero di preferenze) Si Mohamed Kaabour, nato in Marocco e cittadino italiano dal 2009, lo chiama «Hannoun». Passano pochi secondi e lo richiama «Hannoun». Silvia Salis, che partecipò alle manifestazioni di piazza pro Gaza, compresa quella in cui Mohammad Hannoun pronunciò il discorso finito al centro dell’inchiesta che lo ha privato della libertà con l’accusa di aver finanziato Hamas, lascia l’Aula.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy