Paolo Nori
In primo piano

Gesù non nasce solo il 25 dicembre. Il sacro è nella vita di tutti i giorni

ANSA

Ci sono accadimenti minuscoli, feriali, insignificanti che possono essere tanti piccoli Natali. Rinascite quotidiane come la prima sera di primavera, tua figlia che ti bacia o quando riesci a pagare l'Iva trimestrale.
In primo piano

Perdere è interessante, ma vincere è meglio

ANSA

La débâcle di domenica del mio Parma contro il Milan, proprio quando ero inviato a San Siro per Quelli che il calcio, mi costringe ad ammettere che la sconfitta insegna, ma il trionfo rende felici. Anche a costo di dovermi dissociare da Andre Agassi.
In primo piano

I gol di Van Basten sono la prova che il calcio è una vera opera d’arte

ANSA

Non ho più visto una rete come quella del fuoriclasse olandese nella finale degli europei 1988 contro l'Urss. Il ct non riusciva a crederci e scuoteva la testa. Io spensi la tv e cercai subito qualcuno a cui raccontarla. Come quando leggi un romanzo che ti piace così tanto che hai bisogno di parlarne con qualcuno.
In primo piano

L’importante è vincere, non partecipare

ANSA

Quelli che dicono di tenere sempre per le italiane nelle Coppe internazionali mentono, o non sono veri tifosi. Niente rende felici come sfottere l'avversario che si è fatto eliminare. Ma ogni regola ha un'eccezione: la Roma. Almeno quando fa fuori il Barcellona.
In primo piano

Un filo rosso lega gli ultrà e Anna Karenina

Il 25 novembre sarò ospite di Quelli che il calcio per commentare la partita Parma-Sassuolo. Per me si tratta della seconda volta: ricordo quanto è difficile riuscire a fare battute divertenti. Male che vada ho pronta la storia del parmigiano e del principe Oblonski.
In primo piano

La batosta peggiore si sente ma non si vede

Nel 2005 non ho potuto assistere alla finale di Champions fra il Milan, la mia squadra del cuore con il Parma, e il Liverpool: mi sono dovuto accontentare della radiocronaca. Finì con un incredibile ko dei rossoneri. E ancora oggi non ho il coraggio di guardare i gol.
In primo piano

La vera goduria è vedere il nemico sconfitto

ANSA

La partita Real Madrid-Juventus dell'11 aprile scorso, decisa da un rigore al 93' contro i bianconeri, ha rappresentato una forma di rivalsa per tutti gli italiani che non amano la Vecchia Signora. Fra i tifosi domina la «zloradstvovat'», la gioia per i guai degli altri.
In primo piano

Amo il calcio perché riesce a farmi soffrire

Vedere una partita, soprattutto quando sai già che perderai, è doloroso quasi quanto leggere i capolavori della letteratura russa. La disfatta si nasconde nei dettagli, come dimostra la sfida ai quarti di Champions fra Juve e Real, finita 3 a 0 per gli spagnoli.
In primo piano

Il Brasile mi ha insegnato cos’è la sconfitta

ANSA

Quando si è disputata la finale dei Mondiali di Messico '70, persa dall'Italia 4 a 1, avevo appena 7 anni: la batosta ha dimostrato che non sempre le cose vanno come vorremmo. Un presagio per il Paese, che da lì a poco avrebbe dimenticato il boom economico.
In primo piano

Le partite migliori finiscono con uno 0 a 0

ANSA

La semifinale Italia-Olanda agli Europei del 2000 è stata una sfida epica, decisa ai rigori perché nessuno era riuscito a segnare. Abbiamo vinto grazie al classico catenaccio alla Nereo Rocco, al cucchiaio di Francesco Totti e, soprattutto, alle parate a raffica di Francesco Toldo.