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Sarcofagi, ciotole e una stele. Dietro ai tesori di Behrens una rete di trafficanti d’arte

Sarcofagi, ciotole e una stele. Dietro ai tesori di Behrens una rete di trafficanti d’arte
(Ansa)
  • Il misterioso marinaio che avrebbe accumulato fortune viaggiando nel Mediterraneo è solo una favoletta ben orchestrata per occultare il contrabbando di antichità egizie.
  • I carabinieri per la tutela del patrimonio culturale usano un algoritmo che individua e confronta i reperti messi in vendita sul Web. Incrocia le foto sui social con quelle presenti nella banca dati dei beni sottratti.
  • Un capolavoro fiammingo trafugato è stato ritrovato casualmente esposto sulle pareti di un museo locale nei Paesi Bassi, grazie agli sforzi congiunti di un investigatore dell’arte e di una rivista specializzata in antiquariato.
  • Gli Stati Uniti hanno riconsegnato alla Cina 41 manufatti e antichità nell’ambito di un’intesa di rimpatrio volta a supportare Pechino nel recupero di reperti trafugati e introdotti illegalmente nel mercato dell’arte.

Lo speciale contiene quattro articoli.

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Con la separazione delle carriere più risorse per le cause civili
iStock
Il processo penale finora ha fatto incetta di fondi. Un Csm di soli giudici darà finalmente la giusta attenzione alle controversie che interessano da vicino molti cittadini e imprese, come divorzi, licenziamenti o sfratti.

Vi è il serio rischio che il voto sul referendum si concluda con la vittoria del No. Il dibattito sulla riforma costituzionale è, infatti, degenerato in un dibattito pro o contro il governo dove i detrattori della riforma sostengono che quest’ultimo intende limitare l’indipendenza della magistratura, non soltanto dei pm, ma di tutta la magistratura. E chi, invece, sostiene le ragioni del Sì, anche tra i componenti del governo (vedasi alla voce Carlo Nordio) sovente attacca o delegittima la magistratura o il Csm, tanto da obbligare il presidente Sergio Mattarella a intervenire invocando toni più distesi.

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Torna a salire la tensione tra Pakistan e Afghanistan
Un funzionario della sicurezza talebano di guardia a un posto di blocco vicino al confine tra Pakistan e Afghanistan a Toorkham (Ansa)

È tornata a salire la tensione tra Kabul e Islamabad. Giovedì sera, i talebani hanno lanciato degli attacchi contro le postazioni di confine pakistane.

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Putin piange Khamenei lo «statista»
Vladimir Putin (Ansa)
La Russia perde un ennesimo pezzo del sistema di alleanze, Pechino teme per il greggio. La Nato riposiziona le forze, dall’Ue aria fritta. Il Papa: «Stop alla spirale di violenza».
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Trump innesca la faida tra islamici: «Riad lo ha spinto ad attaccare»
Donald Trump (Ansa)
Altre rappresaglie sui Paesi del Golfo, anche se Teheran invoca la de-escalation. La resa dei conti tra sunniti e sciiti allarma Erdogan, alleato dell’Iran. Trump ha fretta di chiudere: «Siamo in anticipo, parlerò al regime».

«L’Iran avrebbe avuto l’arma nucleare fra due settimane senza i nostri attacchi alle sue installazioni». Donald Trump, ieri, ha affidato a Fox news un primo bilancio dell’operazione Epic fury, costata già la vita a tre militari americani, ma che il presidente considera «in anticipo sui tempi previsti». Se sia vero, lo capiremo presto. Per l’equazione della guerra lampo, è dirimente una variabile: le scintille nel mondo islamico si trasformeranno o meno in un incendio?

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