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Alla coop dei Soumahoro 62 milioni

Alla coop dei Soumahoro 62 milioni
Aboubakar Soumahoro (Imagoeconomica)
Dai ministeri e dalle Regioni pioggia di soldi per ospitare i migranti e anche i profughi ucraini. Alcuni dei 23 progetti hanno durata di 15 anni. Peccato che, secondo gli inquirenti, quelle somme siano state in buona parte usate per scopi personali. L’ex assessore al Welfare di Latina: «I migranti si lamentavano per il cibo già nel 2017».
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Chi è Mojtaba Khamenei: figlio di Ali e possibile leader dell’Iran
Mojtaba Khamenei (Ansa)

I media iraniani vicini all’opposizione indicano il figlio di Ali Khamenei, cresciuto nell’orbita dei Pasdaran e degli apparati di sicurezza, come successore della Guida Suprema dopo gli attacchi di Israele e Stati Uniti. Al momento, tuttavia, non esiste alcuna conferma ufficiale da parte delle autorità iraniane o dell’Assemblea degli Esperti.

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Italia scettica sull’atomica di Macron: «Mandiamo aiuti ai Paesi del Golfo»
Emmanuel Macron (Ansa)
  • Anche la Lituania snobba Parigi: «C’è già l’ombrello Nato». Crosetto: «Valutiamo un decreto per i Paesi attaccati. Le basi americane? Decideremo se ce le chiedono». Il M5s però denuncia: «Sono già in attività».
  • Europa in ginocchio da Zelensky per accedere al petrolio russo. Bruxelles spinge per l’uso dell’oleodotto Druzhba, Kiev rifiuta: «Danneggiato da Mosca».

Lo speciale contiene due articoli.

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Decreto Bollette da rifare, come le regole Ue
Giorgia Meloni (Ansa)
Riunione della Meloni con i vertici di Eni e Snam per fare il punto. Pronto un emendamento sponda Lega (viceministro Gava) per evitare la cessione di quote di riserve. Durante le emergenze, i vincoli sui conti e tasse green come gli Ets non hanno senso.

È appena nato e il decreto Bollette si prepara già ad essere profondamente modificato. Nessuna pressione di questo o quel gruppo di imprese ma è l’escalation sui prezzi di petrolio e gas provocata dall’inizio del conflitto in Iran che sta mettendo a rischio le forniture energetiche globali. Il secondo day after dell’attacco a Teheran è stato, se possibile, peggiore del primo perché ci si è resi conto che la guerra non sarà breve e soprattutto che con una velocità inaspettata sta coinvolgendo buona parte dei Paesi del Golfo Persico.

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  • Schizzano i prezzi: gas +20 %. La crisi del Golfo però colpisce anche Pechino, grosso acquirente di greggio iraniano. Ipotesi ritorno in commercio dell’oro nero russo.
  • Allarme per i costi in salita. Chiarini (Gas Intensive): «Si rischia lo stop della produzione o la corsa a delocalizzare». Conflavoro avverte: «In pericolo 200.000 posti di lavoro».

Lo speciale contiene due articoli.

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