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Aborto, PV&F: «Ma quale infamia. La Polonia è contro l’eugenetica e a favore del diritto alla vita»

Aborto, PV&F: «Ma quale infamia. La Polonia è contro l’eugenetica e a favore del diritto alla vita»
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«Ma quale infamia. Ma quale abuso. Ma quale vergogna. Battersi per la vita come fa la Polonia, anche quando questa è malformata o in caso di malattie del feto, cancella l'inciviltà che viene messa in atto in molti Stati che, con il pretesto che alcuni bambini nel grembo non siano perfettamente sani (peraltro mediante diagnosi prenatali spesso errate), autorizza l'eugenetica come fosse acqua fresca» ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus sulla decisione della Corte Costituzionale della Polonia di proteggere la vita dei nascituri anche se con malattie o disabilità.

«I legislatori italiani prendano esempio dalla Polonia che è tra i paesi in Europa che hanno il tasso minore di mortalità materna nonostante le restrizioni sull'aborto (dati della World Bank e WHO). Deve essere chiaro che i veri problemi delle famiglie che hanno figli con patologie e malformazioni sono la mancanza di sostegno da parte dello Stato, la carenza di servizi che le aiutino nella gestione della vita quotidiana e l'esclusione sociale di tutto il nucleo familiare, sempre più emarginato e relegato ai confini della società. Come Onlus aiutiamo queste persone e conosciamo bene gli ostacoli che devono affrontare da soli; ogni famiglia aiutata è un bambino salvato" ha continuato Jacopo Coghe vicepresidente di Pro Vita e Famiglia. "Ma quale società crudele stiamo creando? Non vediamo quante persone disabili hanno contribuito e stanno contribuendo all'umanità? Persone come John Hockenberry, Stephen Hawking o Nick Vujicic per esempio. Seguendo questa logica di morte, persone come Stevie Wonder, musicista, Frida Kahlo, pittrice, Andrea Bocelli, potrebbero essere state abortite» ha concluso Brandi.

Max Laudadio: «Ho incontrato Cristo a 40 anni. Rinunciare ai sogni è un peccato»
Max Laudadio
L’ex inviato di «Striscia la notizia» si confessa: «La fede non ci obbliga a stare in ginocchio tutto il giorno ma in prima linea. Con la famiglia nel bosco si è superato il limite. Utero in affitto? Una pratica scorretta».

Ateo ribelle fino a quarant’anni e poi credente. Niente folgorazioni o cadute da cavallo, però. Ma circostanze e situazioni curiose, la prima è stata quella di anticipare, a sorpresa, il nome scelto da Jorge Mario Bergoglio, «Francesco». Ma guarda che finora nessuno si è chiamato così e di solito un Pontefice sceglie il nome di un predecessore, gli era stato fatto notare. Invece… Poi altri fatti, il libro Per una Chiesa scalza di Ernesto Olivero che qualcuno gli ha regalato, il rapporto con don Silvano LucioniMax Laudadio, 54 anni, attore, presentatore, storico inviato di Striscia la notizia, protagonista del musical Aladin, unisce tutti questi puntini in Il Cantico delle formiche (TS edizioni), una sorta di autobiografia esistenziale, civile e famigliare.

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Giuliano Zulin inaugura la sua serie con un'intervista al top private banker Davide Sanna sul modo corretto di approcciarsi agli investimenti borsistici. «Non è come andare al casinò»

«The Beauty», la serie Disney che trasforma la bellezza in contagio
«The Beauty» (Disney+)

Una malattia sessualmente trasmissibile rende chi ne è colpito straordinariamente bello, ma conduce a una morte inevitabile. Tra indagine, moda e critica sociale, The Beauty debutta su Disney+ con la regia visionaria di Ryan Murphy.

Un'epidemia al contrario, in cui lo spettro della morte sia sostituito da una bellezza sfolgorante, un ideale di perfezione. The Beauty, miniserie al debutto su Disney+ giovedì 22 gennaio, è un paradosso. Ma non c'è lieto fine a renderlo lieve, anzi. L'epidemia di cui racconta, una malattia a trasmissione sessuale che renda meraviglioso ogni infetto, lascia dietro di sé una felicità solo apparente. Le vittime del contagio luccicano. Eppure, dentro di loro, qualcosa lentamente si spegne. Marcisce.

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L’Inps si perde nel grande gioco del mattone
Il presidente dell'Inps Gabriele Fava (Ansa)
L’istituto pensionistico è proprietario di più di 2.500 unità abitative occupate abusivamente, ma annuncia l’intenzione di spendere 220 milioni per acquistare altri immobili. Gli investimenti in fondi dedicati al real estate ammontano a 2 miliardi.

Morosità, occupazioni, sono gli annosi problemi dell’Inps e peraltro di tutti gli enti pubblici che dispongono di un patrimonio immobiliare ad uso abitativo. Le difficoltà nella riscossione dei canoni che già emergono per le abitazioni di privati date in locazioni, si amplificano nel pubblico. Dall’audizione del presidente dell’Inps, Gabriele Fava, in Commissione parlamentare di vigilanza sugli enti previdenziali è emerso che sono 1913 le unità immobiliari da reddito occupate da soggetti identificati e 790 quelle occupate abusivamente da soggetti non noti, nei confronti dei quali sono state sporte denunce all’Autorità Giudiziaria.

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