Governo

Fuochi ad altezza uomo dai No Giochi. La polizia risponde con gli idranti
Ansa
Sette fermati al corteo di Milano. L’evento sportivo è un pretesto per i soliti pro Pal.

Doveva essere il corteo contro le Olimpiadi «più insostenibili di sempre», ma la manifestazione andata in scena ieri a Milano è finita per scivolare rapidamente nell’ennesima piazza pro-Palestina, con i Giochi ridotti a semplice cornice e gli slogan ripetuti come un riflesso automatico. Nel finale la tensione è salita: dai manifestanti è partita una pioggia di petardi, pietre, fumogeni e fuochi d’artificio ad altezza d’uomo contro le forze dell’ordine, che hanno risposto con lacrimogeni e con gli idranti schierati a protezione dei blindati.

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Il commissario Ue: «Lavorare per il diritto dei giovani a restare nei luoghi di residenza».

«Nel semestre di presidenza cipriota, quindi entro giugno, presenterò in Commissione europea la strategia per le isole, siamo su un tema di attuazione dei dispositivi del trattato europeo, dell’articolo 174». Lo ha dichiarato oggi a Sassari il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la coesione e le riforme, Raffaele Fitto. «L’obiettivo – ha spiegato in occasione dell’apertura dell’anno accademico dell’Università – è costruire un terreno nel quale, dopo aver negli anni conquistato il diritto di muoversi, grazie alla crescita del progetto europeo, penso in questo caso al programma Erasmus ma anche a tante altre iniziative, oggi dobbiamo anche interrogarci e lavorare per un altro tipo di diritto, quello di rimanere. Cioè consentire ai giovani che vogliono rimanere nel luogo nel quale sono nati e cresciuti di poter avere questa prospettiva. Dobbiamo adeguare le politiche per integrare le disparità territoriali».

Zangrillo: «I cattivi maestri della sinistra stanno alimentando il clima di violenza in piazza»
Paolo Zangrillo (Imagoeconomica)
Il ministro di Fi plaude al decreto Sicurezza ma mette in guardia: «Periodo da Brigate Rosse, anch’io minacciato dai compagni».

Se lo tirano per la giacca, lui abbottona il doppiopetto e non si scompone più di tanto. Le giacche cult del presidente Silvio Berlusconi gli piacciono parecchio. Paolo Zangrillo, ministro di Forza Italia, uomo della Pubblica amministrazione, più dei suoi doppiopetto ama altre cose: le istituzioni, la famiglia, le persone, le idee liberali di Forza Italia, il lavoro, il Genoa, il gioco di squadra, spegnere la luce anche quando lascia il suo ufficio ministeriale.

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Vannacci arruola pure due (ex) leghisti e la spunta sul logo registrato nel 2010
Roberto Vannacci. Nel riquadro, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello (Ansa)
Sasso e Ziello migrano in Futuro nazionale, il cui simbolo venne depositato già 16 anni fa. I diritti di proprietà, però, sono scaduti.

Il carro è pronto, i buoi pure. Il progetto politico di Roberto Vannacci, pare prendere forma. «Non voglio far vincere la sinistra. Futuro Nazionale è uno squillo di tromba, una sveglia per una destra che ha perso radici e identità», sostiene il generale. Arianna Meloni è tranquilla: «Vannacci toglie voti alla premier? Siamo ancora all’inizio, non ci preoccupiamo». L’umore nero di Matteo Salvini, invece, riecheggia su Radio24: «Mi sono fidato della parola di un uomo, evidentemente è stata fiducia mal riposta».

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Maratona Meloni: da Rogoredo ai bilaterali
Il saluto di Giorgia Meloni alle forze dell'ordine a Milano Rogoredo (Ansa)
Nel capoluogo che luccica per i Giochi, il premier ha dato priorità ai militari impegnati nella lotta allo spaccio nel «boschetto». Poi l’incontro con Vance: «Valori comuni tra Italia e Usa». Strade sicure: Crosetto punta ad assumere 12.000 carabinieri ausiliari.

È in una Milano blindata e sospesa, divisa tra la dimensione internazionale delle Olimpiadi invernali e la quotidianità caratterizzata da zone rosse e transenne, che si svolge la giornata del presidente del Consiglio Giorgia Meloni: una sequenza di tappe che si presenta come cronaca, ma che letta in controluce assume un significato politico più ampio. L’inizio non è olimpico ma molto più urbano, legato alla città reale e alle sue emergenze irrisolte.

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