Governo

Così il «partito del Quirinale» è diventato padrone dello Stato
Alle spalle, il Quirinale (Imagoeconomica). Nel riquadro, il libro di Castellani e Quagliariello
Nel libro di Lorenzo Castellani e Gaetano Quagliariello la storia di 80 anni di Repubblica. Con una Carta nata per avere governi poco stabili, il sistema cerca un Principe. Lo trova prima nei partiti. Poi, dopo Mani Pulite, si sposta sul Colle.

Nella parte sui princìpi e sui diritti fondamentali, le culture politiche trovano relativamente presto un terreno comune: la Costituzione è «riconosciuta» da tutti come liberale e democratica, come sottolinea Meuccio Ruini quando, nella seduta del 12 marzo 1947, rivendica il sistema di libertà e diritti che la distingue tanto dai modelli totalitari quanto dalle esperienze instabili del passato.

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«Il nuovo nucleare può partire anche subito»
Un piccolo reattore modulare sperimentale di Newcleo (Ansa). Nel riquadro Elisabeth Rizzotti, cofondatrice della società che progetta e sviluppa reattori di quarta generazione
Elisabeth Rizzotti, cofondatrice di Newcleo (progetta e sviluppa reattori di quarta generazione), non ha dubbi: «La filiera è già pronta, il vero ostacolo adesso è l’euroburocrazia. Bene l’impegno della Meloni».
La cofondatrice di Newcleo non ha dubbi: «La filiera è pronta, il nuovo nucleare può partire anche subito. E i benefici in bolletta possono essere più rapidi di quel che si pensa. Poi bisognerà aspettare certo perché ci sono i problemi dell’euroburocrazia. Ma il mercato ci crede, noi da soli abbiamo raccolto un miliardo di finanziamenti privati, e Giorgia Meloni ha acceso un faro su un tema importantissimo. Il disegno di legge delega rappresenta un segnale decisivo per il nostro settore. L’Italia ha bisogno di recuperare il tempo perduto, rimediare agli errori passati e ogni settimana è importante per farlo». Quotazione negli Usa? «Il Nasdaq è da sempre lo sbocco naturale per chi vuole fare innovazione».
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Pd smentito sugli autonomi evasori
(iStock)
I numeri della Cgia dimostrano che in media imprenditori e professionisti pagano 8.331 euro di Irpef contro i 4.215 euro dei dipendenti. E la forbice si sta allargando.

La narrazione più frequente è che il Paese si regga sulle tasse pagate da lavoratori dipendenti e pensionati mentre un esercito di professionisti e autonomi è propenso a evadere. Eppure a giudicare dai dati sulle dichiarazioni dei redditi, elaborati dalla Cgia di Mestre, si tratterebbe di una lettura semplicistica e fuorviante. In realtà in media, imprenditori e lavoratori autonomi versano praticamente il doppio dell’Irpef rispetto a chi percepisce redditi da lavoro dipendente o da pensione.

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Asmel sfida Anci: «I Comuni non sono una periferia dello Stato»
Al Forum delle Autonomie di Napoli l'associazione che riunisce quasi 5.000 enti locali rilancia il tema dell'autonomia territoriale. Al centro la contestazione del nuovo elenco dei Comuni montani e il nodo del reclutamento nella pubblica amministrazione.
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L’Istat: ad aprile 269.000 lavoratori in più su base annua, cresce l’export. Oltre le attese il dato sul Prodotto interno lordo (+0,8%). L’Italia corre nonostante le guerre e i gufi (Schlein: «Politica economica fallita»). Giorgia Meloni: «È la destra che combatte il precariato».

Che fine hanno fatto i professionisti del disastro? Quelli che parlando di economia scuotono la testa, sospirano, annunciano la sciagura imminente e poi, già che ci sono, prenotano un posto in prima fila al funerale.

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