Governo

Positivo anche un americano, il totale arriva a sette. Schillaci: «Nessun pericolo»
L'evacuazione della Mv Hondius al porto di Granadilla de Abona a Tenerife (Ansa)
Dieci le infezioni da Hantavirus finora accertate, tre i decessi. Il ministero alle compagnie aeree: «Segnalino i casi sospetti a bordo». Virostar scatenate. I veri esperti invece frenano.

Dopo lo sbarco, sempre al largo di Granadilla de Abona e su gommoni della Guardia civil, di 28 degli ultimi passeggeri che rimanevano sulla Mv Hondius e la loro partenza su un volo per l’Olanda, solo i membri dell’equipaggio ripartiranno con destinazione Paesi Bassi in quella che ormai è diventata la nave dei ratti.

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Giuli a rapporto da Meloni. Tante belle parole ma salta la missione a Bruxelles
Alessandro Giuli (Ansa)
Il premier convoca per un’ora il capo del dicastero della Cultura. Gli ribadisce «piena sintonia». Però lui dà buca ai colleghi europei. E presta il fianco al Pd: «Brutta figura».

Un’ora di colloquio a Palazzo Chigi per tentare di chiarirsi. Ieri il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ricevuto il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per un confronto franco su quanto avvenuto negli ultimi giorni. Dopo le polemiche con il presidente della Fondazione La Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, circa il padiglione russo maldigerito a via del Collegio Romano, è trapelato che Giuli avrebbe firmato un decreto di revoca per Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro.

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Lo ha dichiarato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani in uscita dal Consiglio degli esteri di Bruxelles. Il ministro ha parlato della situazione ad Hormuz e di come sia importante garantire la libera circolazione. Ha sottolineato che tutti i ministri degli esteri hanno posizioni analoghe, ovvero una spinta di entrambe le controparti per una soluzione di dialogo pacifico. Un ultimo punto su Hezbollah, Tajani ha ribadito la necessità di disarmare il partito di Dio, rafforzando l'esercito regolare libanese.

Giuli ha azzerato lo staff del ministero: il Quirinale ne sa qualcosa?
Alessandro Giuli (Imagoeconomica)
La cacciata di Emanuele Merlino ed Elena Proietti coincide con una curiosa sintonia tra ministro e Quirinale.

Chi conosce il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sa benissimo che due sono le sue caratteristiche principali: non essere un cuor di leone e il fiuto nel sapere anticipare dove tira il vento. Ed è forse per questo che l’anticipazione del Corriere della Sera rispetto ai decreti di revoca che sarebbero partiti o sarebbero in partenza da via del Collegio Romano non ha sorpreso le stanze più importanti di via della Scrofa, sede di Fratelli d’Italia.Non è tanto la scelta di azzerare il suo staff, ma il peso che hanno le persone «silurate» da Giuli e gli scontri verbali di Giuli con le persone interessate.

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Giorgetti non cade nel trappolone della Ue
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Dopo l’apertura di Dombrovskis sulla possibile uscita dalla procedura d’infrazione in autunno, purché si evitino scostamenti per l’energia, il ministro ribadisce il suo credo: «Norme sbagliate generano conflitti. Nell’incertezza servono soluzioni realistiche».

Giancarlo Giorgetti non sa più come dirlo: in un momento di crisi come quello che sta attraversando praticamente l’intero pianeta, con la guerra di Usa e Israele contro l’Iran, con la conseguenza del blocco dello Stretto di Hormuz, che sta già facendo sentire i suoi effetti sui prezzi del carburante e quindi della vita soprattutto in Europa, occorre cambiare registro e liberarsi dai lacci delle regole della Ue, o almeno renderle flessibili, adeguarle alla situazione attuale.

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