L’aula della Camera ha approvato ieri in via definitiva il decreto Sicurezza, sul quale il governo ha posto la fiducia. I voti favorevoli sono stati 203, i contrari 117 e 3 gli astenuti. Il decreto contiene la norma al centro delle perplessità del Quirinale (e degli avvocati), ovvero quella che prevede il bonus di 615 euro per i legali i cui clienti scelgano il rimpatrio volontario, senza opporsi, e quella che assegna il compito di erogare il bonus al Consiglio nazionale forense.
Domani stesso si svolgerà un Consiglio dei ministri per varare il decreto «correttivo», che dovrebbe estendere il bonus anche ai mediatori e alle associazioni che assistono i migranti, e erogarlo (non più da parte del Cnf ma dello Stato) a prescindere dall’esito del procedimento, quindi sia nel caso che il migrante resti in Italia sia che accetti il rimpatrio volontario. «Il decreto correttivo», ha puntualizzato ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, come riporta Askanews, «prevede quello che è stato anticipato: un correttivo di quelle che sono state le osservazioni, che ci sono pervenute dal Quirinale. Come abbiamo sempre fatto, noi teniamo in massima considerazione l’osservazione del Colle. Nelle intenzioni non c’era nulla di quello che si è detto, cioè immaginare un ruolo diverso da quello nobile dell’avvocato, categoria alla quale mi sono onorato di aver appartenuto nei primi anni post universitari, ci mancherebbe. Però abbiamo preso atto di questo», ha aggiunto Piantedosi, «e toglieremo quei riferimenti, questo non toglie che l’istituto è molto importante. Il decreto verrà fatto entro venerdì (domani, ndr)».
Manco a dirlo, le opposizioni hanno colto la palla al balzo per attaccare duramente il governo nel corso della discussione che ha preceduto il voto: «Ci siete riusciti», ha detto il leader del M5s Giuseppe Conte, «ci avete davvero stupito con questa norma che avete inserito in questo decreto, qualcosa di incredibile, di surreale. Ancora ieri Giorgia Meloni però ha precisato è una norma di buonsenso. Allora, ricapitoliamo. Credo che anche a voi colleghi della maggioranza sia capitato di andare da un avvocato, cercare un avvocato per riparare i torti che avete subito, per cercare difesa e protezione per le vostre ragioni. E che cosa avete cercato in quell’avvocato? Comprensione, lealtà, diligenza, massima attenzione per difendere le vostre ragioni. Ora con questa norma», ha aggiunto Conte, «è come se il vostro avvocato, con cui avete un rapporto fiduciario, venga contattato dal vostro avversario in giudizio che gli promette e addirittura gli consegna dei soldi per convincerlo a farvi aderire a una soluzione che è contraria, in ipotesi, ai vostri interessi di cliente. Sapete una fattispecie del genere come si chiama? Ricorre in due reati. Il reato di patrocinio infedele e di corruzione. State costringendo gli avvocati a commettere due reati». «Siete voi stessi», ha sottolineato il deputato di Avs Federico Zaratti, «che dite che l’articolo 30 bis del decreto Sicurezza è incostituzionale.
Con quale coraggio venite a chiedere al Parlamento di metterci la faccia e votare un decreto con una norma chiaramente incostituzionale?». Per Fabrizio Benzoni di Azione «questo è un provvedimento totalmente fuffa che ci dice ancora una volta cos’è questo governo che parte dai tweet ma non va nel concreto». «Nonostante sia un provvedimento sbagliato», ha affermato la vicepresidente vicaria del gruppo Pd alla Camera, Simona Bonafè, «vanno avanti lo stesso, combinando anche un pasticcio istituzionale. Il Parlamento si appresta ad approvare un decreto che contiene una norma incostituzionale, quella che prevede compensi agli avvocati per favorire i rimpatri volontari dei loro assistiti, su cui il Colle ha già espresso rilievi negativi».
Difende la legge il centrodestra: «Il gruppo di Forza Italia», afferma il deputato Pietro Pittalis, «sostiene convintamente e senza ambiguità questo provvedimento sulla sicurezza perché risponde a una domanda reale che arriva dal paese. L’equilibrio non è stare fermi come pretende la sinistra. È decidere ed intervenire. E mentre qualcuno minimizza, noi scegliamo di stare dalla parte di chi ogni giorno lavora e chiede semplicemente di poterlo fare senza paura». «Chi viene nel nostro Paese per lavorare e per farlo crescere può rimanere, gli altri devono tornare a casa loro», argomenta il deputato della Lega Gianangelo Bof, «diamo il gratuito patrocinio a chi vuol fare ricorso per rimanere nel nostro Paese anche se non ne ha diritto e, però, poi ci scandalizziamo se diamo un contributo per aiutare le pratiche per chi liberamente sceglie di tornare a casa propria. Questo non è non è un reato è una parificazione».
«Nel decreto», ha sottolineato il deputato di Fdi Giovanni Maiorano, «ci sono tanti strumenti operativi, soprattutto per la tutela delle nostre forze dell’ordine. Noi scegliamo di stare dalla parte dei cittadini onesti, di chi indossa la divisa, dalla parte della sicurezza e della legalità. Voi», ha aggiunto, rivolto al centrosinistra, «avete deciso ancora una volta di votare no a tutto questo». Voto contrario anche da Futuro Nazionale di Vannacci: «Questo è un decreto blando, timido», ha affermato il deputato di Fnv Rossano Sasso, «anziché sicurezza potremmo chiamarlo decreto timidezza. Servirebbe il pugno duro, non un provvedimento come quello partorito dal centrodestra moderato. Finché non farete qualcosa di destra non potremo votare la fiducia a questo governo. Non vogliamo far vincere la sinistra ma se la coalizione di centrodestra moderata non ci vuole siamo pronti ad andare anche da soli».







