Chiesa e fede

Il Papa a gamba tesa sull’eutanasia: «Il medico non può servire la morte»
Ansa
Il Pontefice ha ricordato ai membri della Fondazione Jérôme Lejeune che la scienza «non può decidere sul destino delle persone». Un intervento frontale nel dibattito in corso sulla legge per il suicidio assistito.

In un’epoca in cui l’efficienza tecnica sembra voler dettare le coordinate dell’esistenza umana, le parole pronunciate ieri da papa Leone XIV sono un chiaro antidoto contro la tentazione di trasformare l’arte medica in uno strumento di selezione: «nessun medico dovrebbe mai presumere, basandosi su algoritmi di laboratorio, di decidere il destino di un embrione o di una persona anziana!

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«Vogliamo incontrare papa Leone XIV»
Don D'Avino e Papa Leone XIV (Ansa)
Il superiore del distretto italiano della Fraternità san Pio X: «Noi in comunione con il Pontefice, ma desideriamo continuare a denunciare gli errori del Concilio Vaticano II. Le consacrazioni episcopali si faranno. I colloqui con intermediari? Non utili».

Don Gabriele D’Avino, classe 1986, è il superiore del distretto italiano della Fraternità san Pio X, la comunità fondata da monsignor Marcel Lefebvre all’indomani del Concilio Vaticano II.

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Il diritto a non migrare è cristiano. Il business dell’accoglienza no
Papa Leone XIV (Ansa)
La sinistra tira per la tonaca il Papa, che ha espresso dubbi sulla remigrazione. Ma era stato proprio Leone a chiedere un sistema in cui nessuno fosse costretto a espatriare. È l’odierna macchina di morte che è infernale.

Come era prevedibile, la grandissima parte dei media italiani ieri ha riportato con grande entusiasmo alcune frasi che il pontefice ha dedicato alla remigrazione, rispondendo fugacemente a una domanda sul tema che gli è stata posta mentre usciva da Castel Gandolfo. «Non mi sembra una risposta cristiana», ha detto Prevost.

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Ruini: «La Chiesa è più capillare dei partiti. Lecito esprimere giudizi morali sulle leggi»
Camillo Ruini (Getty Images)
Le riflessioni dell’ex braccio destro di Wojtyla raccolte dal direttore Belpietro nel 2007 su «Panorama»: «In una società prigioniera del sesso, il celibato si rende necessario».

Cardinale, lei ha lavorato per due papi: è giusto dire che Karol Wojtyla era più attento alla Chiesa popolare e Joseph Ratzinger a quella dottrinale?

«No, credo sia un errore. Tra loro c’era grande sintonia e del resto il cardinale Ratzinger è stato una persona chiave nel pontificato di papa Giovanni Paolo II. Sono due grandi personalità, i cui pontificati hanno come segni distintivi sia l’ortodossia sia l’attenzione alla gente semplice. Entrambi hanno unito difesa della fede e attenzione alla gente semplice».

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Difesa della vita e famiglia naturale. Ruini voce dei valori non negoziabili
Camillo Ruini (Ansa)
Da capo dei vescovi, nel 2005 ha compattato i cattolici contro il referendum sulla procreazione assistita Gli ultimi auspici: «Serve una dottrina sicura». Oggi i funerali a San Pietro celebrati da papa Leone XIV.

L’ultima volta che abbiamo avuto occasione di scambiare due chiacchiere con don Camillo ci ha detto di essere «personalmente molto contento dell’elezione di Robert Francis Prevost», papa Leone XIV. E sarà proprio il primo papa statunitense della storia a celebrare oggi alle 16.30 all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro il funerale del cardinale Camillo Ruini, morto martedì all’età di 95 anni.

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