Chiesa e fede

Santità, ci commuova parlando di vita eterna
Papa Leone XIV (Ansa)
A questi tempi non serve un Magistero «sinodale», né altre disquisizioni sulle soluzioni tecniche ai problemi politici. Perciò sogno che Leone XIV ci rammenti che, per cambiare la realtà, si deve prima cambiare il cuore dell’uomo. Con il ritorno ai valori non negoziabili.

Auspico che papa Leone XIV voglia «commuovere» il mondo con un Magistero spirituale per questi tempi, forse prioritario rispetto al «sinodalismo». Ma non è suggerimento, è un mio sogno. Confesso che ho da tempo cominciato ad aver paura. Paura di ciò che succederà se non torniamo presto a riconoscere essere essenziali le raccomandazioni della Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo moderno Gaudium et spes (Concilio Vaticano II), che insegna che allontanarsi dalla vita di fede «diminuisce l’uomo», impedendogli di conseguire la propria pienezza.

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I vescovi aprono ai transessuali
(IStock)
Il documento finale del consiglio permanente della Cei chiede che nelle parrocchie sia presente una figura che possa aiutare le coppie omosex e chi ha fatto la transizione.

Don Camillo è sconsolato. Davanti a lui c’è don Francesco, detto don Chichì, il prete arrivato a rivoluzionare la parrocchia. Sono gli anni del Concilio Vaticano II e l’obiettivo è quello di «demistificare». Via il grande Crocifisso dell’altare maggiore, quindi. E via pure l’altare, al suo posto la «tavola calda». La Chiesa, però, a furia di novità, è sempre più vuota.

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In onore del protettore della gola tutta Italia si fa prendere per la gola
Panettone (iStock)
Il 3 febbraio si celebra San Biagio, figura legata alla tradizione contadina. A Milano si mangia una fetta di panettone avanzato da Natale. Ma l’intera Penisola celebra il martire armeno a colpi di dolci e polpette.

Ci sono le polpette di Lanzara, in provincia di Salerno; oppure dolci tradizionali preparati con ingredienti come miele, noci, mandorle o frutta secca; si confezionano anche torte e ciambelle e piccoli pani, soprattutto in Sicilia o in Abruzzo. A Milano si mangia il panettone avanzato a Natale. Il 3 febbraio si celebra in tutta Italia la festa di San Biagio, una solennità molto particolare: tante comunità, dal Nord Italia fino alla Sicilia, sono devote alla figura del Santo, noto per essere il protettore dei malati di gola e, per questo, una delle tradizioni del periodo è proprio quella della benedizione della gola che viene generalmente effettuata attraverso l’uso di due candele intrecciate, con cui si tocca la gola dei fedeli. Messe e processioni dedicate a San Biagio animano, poi, chiese e santuari dove si ringrazia il santo per la protezione della gola e si chiede anche la sua intercessione per la salute.

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Il vescovo va in Tesla 
alla mensa dei poveri
Guido Gallese (Ansa) e la Tesla parcheggiata nel capannone della mensa
Guido Gallese, pastore della diocesi di Alessandria, da tempo fa discutere il suo gregge: va in giro con un’auto di lusso, che sfoggia pure davanti alla mensa dei poveri, e si giustifica con l’enciclica ecologista di Francesco. Per non parlare della gestione opaca...

La foto che ritrae questo momento storico, con i poveri ammassati al di là della parete di nylon e la supercar luccicante del vescovo al di qua, dimostra in modo inequivocabile che non tutti gli alti prelati sono dotati di una bella testa. Alcuni solo di una bella Tesla.

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«Le pietre parlano e dicono che Pietro è qui»
L’archeologo Pietro Zander, docente alla Pontificia Università Gregoriana. Nel riquadro, lo scrigno contenente quelle che «si ritengono essere le ossa di San Pietro», come recita la scritta in latino
L’archeologo: «Dopo secoli di timore reverenziale che aveva impedito di scavare sotto il pavimento dell’antica Basilica, furono Pio XII e poi Paolo VI ad avere il coraggio di intraprendere missioni scientifiche alla ricerca dei resti del primo Papa».

Prima Pio XII e poi Paolo VI, consapevoli che sotto l’altare pontificale giacessero tomba e spoglie mortali del primo dei loro predecessori, l’apostolo Pietro, le fecero cercare dagli archeologi nelle profondità della terra, annunciandone il loro ritrovamento dopo quasi 2.000 anni di silenzio. Così, sotto le sacre grotte, fu scoperta una necropoli, ossia una «città dei morti».

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