Chiesa e fede

Curia ferrarese contro l’artista «blasfemo»
Marilyn Manson (Ansa)
È scontro fra il sindaco leghista Alan Fabbri e la diocesi della città emiliana, dove in estate si dovrebbe esibire Marilyn Manson, provocatorio cantante americano. Il vescovo pro migranti Gian Carlo Perego, a cui non importa dei crocifissi nelle scuole, nega il camerino all’artista perché dentro un convento di suore.

Marilyn Manson non è certo uomo che si turbi facilmente, se non altro perché ha costruito una intera carriera sulla provocazione e l’eccesso. Ha creato un personaggio appositamente per scandalizzare, e se non venisse bandito e censurato non avrebbe più senso di esistere. Nel tempo, soprattutto quando era all’apice del successo ormai parecchi anni fa, molte città americane di profonda fede protestante insorgevano contro le sue esibizioni platealmente e anche tristemente blasfeme. Al solito, la soluzione migliore sarebbe stata ignorarlo, invece di alimentare il suo freak show fuori tempo massimo.

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Ci sono tre guerre tra i cristiani made in Usa
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Dietro lo scontro tra Leone XIV e Donald Trump una linea di faglia venuta allo scoperto su politiche migratorie e conflitto in Iran. La frizione tra il sionismo in salsa evangelica e i fedeli all’autorità di Roma spacca il Paese ed è una grana per il presidente.

Posata la polvere dell’inedito cozzo tra «imperi» (quello morale del Vaticano contro quello, secolarissimo, dell’America), si può forse tentare di capire cosa l’abbia generato. Cosa, cioè, abbia provocato, sotto le scintille dei post di Donald Trump, quella divergenza che ora si cerca di ricomporre dopo il «sequestro» dell’allora nunzio Christophe Pierre al Pentagono, dopo le frasi mai viste del primo Papa americano contro il suo presidente, dopo insomma che Casa Bianca e Santa Sede sembrano agli antipodi più che dentro l’alveo di ciò che chiamiamo Occidente.

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I nostri «riportano» Cristo in Libano
Gli italiani di Unifil posano un nuovo crocifisso a Debel, proprio dove si trovava quello distrutto da un soldato dell’Idf. Pizzaballa contro le azioni dei coloni in Gisgiordania.

Quando gli abitanti di Debel, nel Sud del Libano, hanno visto da lontano l’oggetto che i militari italiani portavano con sé non hanno avuto dubbi: era un Crocifisso. Anche se avvolto da una imbottitura bianca e pesante, non poteva essere altro che ciò che stavano immaginando: era il loro Crocifisso. Quello che, solamente qualche giorno fa, era stato distrutto a colpi di martello da un soldato israeliano.

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L’antidoto all’IA è uno solo: la realtà
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La soluzione al pericolo che l’algoritmo soppianti la verità non è iper-regolamentare, ma preservare spazi predigitali dove costruire un bagaglio critico. Papa Leone XIV lo ha capito.

In un recente intervento Leone XIV affronta il tema decisivo del ruolo del digitale e dell’Intelligenza artificiale nella vita delle persone e lo fa mostrando sensibilità molto attuali proprio nel momento in cui il dibattito teorico sulla questione si divide tra «eticisti», «apocalittici» e «accelerazionisti».

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Gli «atei» celebrano il «loro» Papa. Francesco, il santo dei progressisti
Papa Francesco (Ansa)
A un anno dalla morte, i giornali mainstream affollano le pagine di aneddoti agiografici e prese di posizione che ritraggono il presunto Bergoglio «rivoluzionario». Di quello pro vita e anti gender invece nessuna traccia.

Da giorni, a un anno dalla sua morte, 21 aprile 2025, assistiamo alle rievocazioni della figura di papa Francesco. Rievocazioni monocordi e poderose al punto da oscurare, per spazio ed enfasi, il contemporaneo viaggio che Leone XIV, il quale ieri l’ha ricordato a sua volta, sta compiendo in Africa. Si tratta perlopiù di ricostruzioni orientate che stupiscono solo in parte, considerato il carattere divisivo del magistero bergogliano e il dibattito in atto sulla vera eredità del «vescovo di Roma venuto quasi dalla fine del mondo».

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