Il 4 novembre: una ricorrenza nazionale vissuta dall’Italia solo a metà

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Il 4 novembre: una ricorrenza nazionale vissuta dall’Italia solo a metà
Il generale Armando Diaz e il Re Vittorio Emanuele III decorano al valore gli eroi del Piave (Getty Images)

La vittoria nella Grande guerra viene oggi celebrata con una festa «mobile» e con timidezza politica, a causa di anni di retorica anti nazionale. È il momento di cambiare le cose.

Berlino e Parigi fingono unità su Kiev ma si dividono ai colloqui con Trump
Volodymyr Zelensky (Getty)
Incontro a Tolone, nel fine settimana sentiranno la Casa Bianca. L’Eliseo insulta Vladimir Putin.
Pazzia Ue: droni di guerra guidati dai bimbi
Friedrich Merz ed Emmanuel Macron (Ansa)
La «minaccia russa» dà alla testa: nei Baltici preparano a combattere gli alunni delle elementari, la Von der Leyen si compiace. E la Germania pensa di risolvere i problemi di disoccupazione con la leva militare.

Lo speciale contiene due articoli.

Appello per finirla con gli appelli (ed evitare così certe figuracce)
Carlo Verdone (Ansa)
Verdone firma il manifesto pro Gaza, poi fa marcia indietro: «Non sapevo che volessero escludere due attori». Ma è la solita storia: Mieli si è pentito della fatwa contro Calabresi. E a Nordio rimproverano vecchie adesioni.
La nuova Farnesina
Antonio Tajani (Ansa)

Da gennaio 2026 parte la riforma del ministero degli Esteri approvata in un cdm lampo. Tajani promette: «Sarà una riforma a costo zero».

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