2021-11-22
Oggi la vergogna sta dalla parte sbagliata
Le bare delle vittime del covid nel 2020 (Ansa)
Il sentimento della colpa, la percezione di aver violato le regole e di meritare una punizione sono elementi importanti per la società. Ma non devono essere usati, come avviene in questo periodo, per colpire comportamenti normali. Questo è tipico delle dittature.La vergogna è un elemento importante per la società. Ma non deve essere usata, come invece avviene oggi, per colpire comportamenti normali come correre, cantare, rifiutare un farmaco su cui molti medici hanno dubbi. Perché questo è un metodo usato dalle dittature per reprimere il dissenso.La vergogna è un'emozione morale, noi ci vergogniamo quando abbiamo violato le regole di comportamento del nostro gruppo, se le condividiamo. La vergogna è un'emozione molto forte, ed è sempre collegata a una punizione. Dove non esista la pena, non può esistere vergogna. La pena può essere l'insufficienza a scuola, 20 anni di galera, una coscienza che ti tiene sveglio la notte, ma sempre punizione è. Vergogna e punizione sono concetti talmente associati che la situazione precedente alla punizione diventa quella che genera vergogna, e che quindi sarà evitata. Nelle infanzie dove non esistano punizioni, mai, non possono essere identificate situazioni da evitare. L'educazione è basata su un forte processo empatico, fatto di affetto e desiderio di insegnare, ma anche da (piccole) punizioni che insegnino attraverso la vergogna qual è il comportamento desiderabile. Tutte le volte che il mio cane mangiava cibo che non era nella sua ciotola, riceveva una piccola punizione. Bastava una sgridata. Il risultato è che ha capito che mangiare cibo che non era nella sua ciotola è contrario alle regole del gruppo. Se una punizione arriva gratuitamente, cioè senza essere preceduta da nessun comportamento disdicevole, allora si genera una paura continua, anzi una vergogna continua: una paura caratterizzata dei segni di vergogna. Un cane bastonato continuamente, un bambino massacrato da un genitore problematico, una minoranza continuamente aggredita, sviluppano la vergogna di sé. Questo succede anche nelle vittime innocenti di bullismo, di genocidi, di malattie invalidanti. Così si genera una vergogna continua che non può essere prevenuta evitando un determinato comportamento, perché non è conseguenza di nessun comportamento Abbiamo due tipi di vergogna, quella sul fare e quella sull'essere. Violare le regole genera una vergogna sul fare; essere fuori dai canoni a prescindere, genera la vergogna sull'essere. La prima può essere giusta o sbagliata a seconda che le regole siano giuste o sbagliate. Sotto il nazismo, comunismo, maoismo eccetera è stato considerato encomiabile uccidere innocenti e generava vergogna non osare farlo. La vergogna nasce dalla violazione delle regole del gruppo. È il caso di scegliere con molta attenzione il gruppo ed è il caso che del gruppo faccia parte anche Dio. In questo caso il comportamento che genera vergogna si chiama peccato. Tutto quello però che non è stato vietato da Dio non può generare vergogna, e si evitano fiumi di vergogne inutili e dannose. Dio non ha ordinato di essere alti o magri, Dio ha ordinato di non mentire. Non è un caso che le persone con credenze religiosi molto forti resistano alla dittatura, non cedano alla banalità del male, non cedano nemmeno ai dettami di Vogue e soffrano molto meno di depressione. La vergogna genera depressione, una delle sue molteplici cause. La vergogna è come il colesterolo, l'eccesso uccide e la mancanza non è compatibile con la sopravvivenza. Senza la vergogna non possono esserci regole, quindi si ha la dissoluzione di ogni ordine in un caos fatto di arbitrio. La vergogna, come ogni emozione negativa, è oggi criminalizzata e deve essere accuratamente evitata ai bambini in ogni sua forma. Dove ci sia un'incapacità di vergogna si configura la struttura del criminale perfetto e assoluto. Vietare bocciature e insufficienze, cioè evitare che il bambino che non ha studiato si vergogni, trasforma la scuola in una curiosa fucina di semianalfabeti, dove qualcuno con una petizione piena di strafalcioni ha chiesto l'abolizione del tema di maturità, perché troppo difficile.Il linguaggio manipolatorio su cui si basa il vittimismo cronico permette la dittatura delle minoranze, che distruggono la verità e la libertà elementare di dirla. La base del politicamente corretto è vietare le parole che potrebbero creare sofferenza in appartenenti a minoranze. Ma se qualcuno ha torto, ha torto anche se è in minoranza e anche se sta soffrendo. Un'identità non può mai essere criticata, un comportamento, se disfunzionale, sì. Un bel trucco è spacciare i comportamenti disfunzionali per genetici e renderli non criticabili. Le critiche che creano sofferenza, anzi una tragica vergogna di essere, si chiamano cancel culture e sono considerate una bella cosa. Ma il dolore non annulla la colpa. Non la attenua nemmeno. È la vergogna che permette la redenzione. È dalla vergogna che passa la via della vera gloria, che è la redenzione. Ne I promessi sposi è fondamentale il personaggio di Fra' Cristoforo, che ha assassinato per motivi insulsi ed è arrivato al pentimento grazie alla preziosa vergogna. Oggi è di moda il perdono low cost, la misericordia che inonda i senza vergogna e i senza pentimento. Anzi, c'è sempre più una curiosa inversione. Il sangue della vittima è ancora caldo e si precipitano a informarci che carnefice aveva il cuore spezzato dal non essere stato abbastanza amato o abbastanza integrato. Questa è la trappola della comunicazione manipolatoria, bisogna allenarsi per imparare a non caderci.L'apogeo delle dittature è convincere persone a vergognarsi di comportamenti assolutamente normali. Respirare normalmente senza mascherina, cantare, correre, prestarsi a vicenda una gomma o dividere la merenda, non aver voluto nel proprio corpo un farmaco in fase sperimentale su cui i maggiori scienziati sono molto dubbiosi, è oggi considerato fonte di vergogna nella totalità delle scuole. La vergogna dovrebbe correttamente colpire la menzogna. Oggi, invece, la vergogna colpisce chi ha offeso la suscettibilità di una minoranza, anche se ha detto la verità.La vergogna corrisponde alla percezione di una colpa. Una minoranza è sempre necessaria in una dittatura perché le dittature sono sceme per definizione, la dittatura è una forma di raffinata idiozia, basate sulla menzogna, altra forma di stupidità. Tutta roba che funziona sulle cortissime distanze. La necessità di schiacciare i dissidenti è assoluta, ma altrettanto assoluta è la necessità di colpevolizzarli, sprofondarli nel disprezzo, imporre loro di provare vergogna o morire. Diventano il capro espiatorio del fallimento economico e antropologico della dittatura e possono essere aggrediti. Su di loro si sfoga la frustrazione del popolo sprofondato nel disastro economico e antropologico. L'umanità è normalmente feroce e la ferocia è il frutto proibito, il piacere di aggredire. Il regalo della dittatura al popolo è la minoranza capro espiatorio da poter massacrare, così il bravo cittadino che si è fatto schiacciare si sente buono.Ora l'accusa è di impedire la risoluzione di un'epidemia provocata da un virus ingegnerizzato e curabile rifiutando l'inoculazione di farmaci talmente pericolosi che chi li inocula ha preteso lo scudo penale. I perplessi sono accusati di indifferenza ai morti di Bergamo e di incatenate una società a un'emergenza sanitaria permanente. I tredicenni vogliono farsi inoculare sieri genici sperimentali di cui sono secretati i contatti, iniettati da gente che ha preteso lo scudo penale per evitare la vergogna inflitta da professori che li offrono al mobbing e al bullismo.
(Esercito Italiano)
Si è conclusa l’esercitazione «Mangusta 2025», che ha visto impiegati, tra le provincie di Pisa, Livorno, Siena, Pistoia e Grosseto, oltre 1800 militari provenienti da 7 diverse nazioni e condotta quest’anno contemporaneamente con le esercitazioni CAEX II (Complex Aviation Exercise), dell'Aviazione dell'Esercito, e la MUFLONE, del Comando Forze Speciali dell’Esercito.
L’esercitazione «Mangusta» è il principale evento addestrativo annuale della Brigata Paracadutisti «Folgore» e ha lo scopo di verificare la capacità delle unità paracadutiste di pianificare, preparare e condurre un’operazione avioportata in uno scenario di combattimento ad alta intensità, comprendente attività di interdizione e contro-interdizione d’area volte a negare all’avversario la libertà di movimento e ad assicurare la superiorità tattica sul terreno e la condotta di una operazione JFEO (Joint Forcible Entry Operation) che prevede l’aviolancio, la conquista e la tenuta di un obiettivo strategico.
La particolarità della «Mangusta» risiede nel fatto che gli eventi tattici si generano dinamicamente sul terreno attraverso il confronto diretto tra forze contrapposte, riproducendo un contesto estremamente realistico e imprevedibile, in grado di stimolare la prontezza decisionale dei Comandanti e mettere alla prova la resilienza delle unità. Le attività, svolte in modo continuativo sia di giorno che di notte, hanno compreso fasi di combattimento in ambiente boschivo e sotterraneo svolte con l’impiego di munizionamento a salve e sistemi di simulazione, al fine di garantire il massimo realismo addestrativo.
Di particolare rilievo le attività condotte con l’obiettivo di sviluppare e testare le nuove tecnologie, sempre più fondamentali nei moderni scenari operativi. Nel corso dell’esercitazione infatti, oltre ai nuovi sistemi di telecomunicazione satellitare, di cifratura, di alimentazione elettrica tattico modulare campale anche integrabile con pannelli solari sono stati impiegati il Sistema di Comando e Controllo «Imperio», ed il sistema «C2 DN EVO» che hanno consentito ai Posti Comando sul terreno di pianificare e coordinare le operazioni in tempo reale in ogni fase dell’esercitazione. Largo spazio è stato dedicato anche all’utilizzo di droni che hanno permesso di ampliare ulteriormente le capacità di osservazione, sorveglianza e acquisizione degli obiettivi.
La «Mangusta 2025» ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare la cooperazione e l’amalgama all’interno della cosiddetta Airborne Community. A questa edizione hanno partecipato la Brigata Paracadutisti Folgore, la 1st Airborne Brigade giapponese, l’11th Parachute Brigade francese, il 16 Air Assault Brigade Combat Team britannica, il Paratrooper Regiment 31 e la Airborne Reconnaissance Company 260 tedesche, la Brigada «Almogávares» VI de Paracaidistas e la Brigada de la Legión «Rey Alfonso XIII» spagnole e la 6th Airborne Brigade polacca.
L’esercitazione ha visto il contributo congiunto di più Forze Armate e reparti specialistici. In particolare, l’Aviazione dell’Esercito ha impiegato vettori ad ala rotante CH-47F, UH-90A, AH-129D, UH-205A e UH-168B/D per attività di eliassalto ed elitrasporto. L’Aeronautica Militare ha assicurato il supporto con velivoli da trasporto C-27J e C-130J della 46ª Brigata Aerea, impiegati per l’aviolancio di carichi e personale, oltre a partecipare con personale paracadutista «Fuciliere dell’Aria» del 16° Stormo «Protezione delle Forze» e fornendo il supporto logistico e di coordinamento dell’attività di volo da parte del 4° Stormo.
A completare il dispositivo interforze, la 2ª Brigata Mobile Carabinieri ha partecipato con unità del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti «Tuscania», del 7° Reggimento Carabinieri «Trentino Alto Adige» e del 13° Reggimento Carabinieri «Friuli Venezia Giulia». Il 1° Tuscania ha eseguito azioni tipiche delle Forze Speciali, mentre gli assetti del 7° e 13° alle attività di sicurezza e controllo nell’area d’esercitazione e alle attività tattiche di contro-interdizione.
Questa sinergia ha permesso di operare efficacemente in un ambiente operativo multi-dominio, favorendo l’interoperabilità tra unità, sistemi e procedure, contribuendo a consolidare la capacità di coordinamento e integrazione.
Oltre a tutti i Reparti della Brigata Paracadutisti «Folgore», l’esercitazione ha visto la partecipazione del: 1° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Antares», 4° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Altair», 5° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Rigel», 7° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Vega», 66° Reggimento Fanteria Aeromobile «Trieste», 87° Reparto Comando e Supporti Tattici «Friuli», 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti «Col Moschin», 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi «Folgore», 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, 1° Reggimento «Granatieri di Sardegna», 33° Reggimento Supporto Tattico e Logistico «Ambrosiano», 33° Reggimento EW, 13° Reggimento HUMINT, 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica «Rombo» e 4° Reparto di Sanità «Bolzano» e di assetti di specialità dotati di sistema d’arma «Stinger» del 121° Reggimento artiglieria contraerei «Ravenna».
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