In Italia sono 11.319 i ragazzi tra i 12 e i 19 anni che hanno ricevuto il vaccino Astrazeneca in base ai dati aggiornati alle ore 18 del 10 giugno sul contatore del ministero della Salute Github. Di questi 6.246 sono di sesso maschile, 5.073 di sesso femminile. Sempre al 10 giugno, Astrazeneca risulta essere stato somministrato anche a 168.505 giovani maschi e a 196.676 giovani femmine tra i 20 e i 29 anni.
Attenzione: i numeri sono stati inseriti nelle fasce di età però va ricordato che per ora agli adolescenti di età compresa tra i 12 e i 15 anni può essere somministrato solo il vaccino Pfizer (Moderna ha avanzato la richiesta all'Fda americana ma è ancora in attesa del via libera e comunque saranno inoculati solo vaccini a mRna quindi non Az o J&J che sono a vettore adenovirale). Quindi andrebbero scorporati i dati tra i 16 e i 19 anni. Di certo, parliamo in totale di 376.500 giovani italiani, alcuni dei quali devono ancora fare il richiamo. Non solo. Una parte di questi potrebbe trasformarsi in possibili cause contro il ministero guidato da Roberto Speranza, anche se va ricordato che molti ragazzi e ragazze erano volontari e che gli è stato fatto firmare un consenso informato. Casomai il rischio di contenziosi può arrivare da operatori sanitari, militari e insegnanti (che però non avevano l'obbligo di vaccinazione).
Nella tabella elaborata con l'aiuto degli esperti dell'Osservatorio Oitaf - cui abbiamo chiesto di scomporre i dati per fasce di età, sesso e regione - emergono anche le differenze sulla distribuzione a livello territoriale. In Sicilia, per esempio, hanno ricevuto Az quasi 2.600 adolescenti tra i 12-19 anni e quasi 15.400 giovani tra i 20 e i 29. In Campania parliamo di 1.869 giovani tra i 12 e i 19 e di 52.050 tra i 20 e i 29 anni. Alta la quota anche nel Lazio con 1.499 12-19enni e 57.613 20-29enni. Assai più basso il livello in Lombardia per i 12-19enni (solo 631) mentre sono stati 68.550 i 20-29enni. Quanto al Veneto, il governatore Luca Zaia ieri ha detto al Corriere della Sera che «ad aprile abbiamo visto la circolare di Aifa che raccomandava di utilizzare i vaccini a vettore virale sopra i 60 anni. Prima erano stati raccomandati sotto i 55, poi sotto i 60 e infine sopra i 60. Si parlava di trombosi profonde soprattutto nelle donne giovani. Quel giorno abbiamo preso una decisione: quel vaccino si sarebbe fatto solo a chi ha più di 60 anni. Quindi non abbiamo mai utilizzato l'open day». Al 10 giugno risultano però anche in Veneto 175 ragazzi 12-19enni vaccinati con Az e 20.229 giovani tra i 20 e i 29 anni. Alcuni di questi hanno ricevuto la prima dose Az anche a giugno.
Vero è che l'utilizzo di Vaxzevria per gli under 30 ha registrato dei picchi proprio durante gli open day, le vaxnights e iniziative simili, come anche - nel caso della Campania - con la campagna di vaccinazione fatta a maggio nelle isole per favorire il ritorno del turismo.
Ma chi ha acceso il semaforo verde per gli open day con Astrazeneca? Ieri pomeriggio il presidente della Liguria, Giovanni Toti, ha postato su Facebook il testo della lettera inviata il 12 maggio dal Comitato tecnico scientifico alle Regioni in cui si legge che «il Cts non rileva motivi ostativi a che vengano organizzate dalle differenti realtà regionali iniziative, quali i vaccination day, mirate a offrire, in seguito ad adesione/richiesta volontaria, i vaccini a vettore adenovirale a tutti i soggetti di età superiore ai 18 anni». Toti ha deciso di pubblicarla «per tutti coloro che scrivono, raccontano, commentano su radio, tv, giornali, dibattiti politici e che continuano a dire che le Regioni sugli open day di Astrazeneca sono andate per conto loro e in ordine sparso». Il governatore ligure sul social network ha poi attaccato: «La possibilità di utilizzare Astrazeneca per tutti su base volontaria non è un'invenzione delle Regioni o di qualche dottor Stranamore: è suggerimento che arriva dai massimi organi tecnico scientifici per aumentare le vaccinazioni, e quindi evitare più morti».





