Edicola Verità | la rassegna stampa del 27 febbraio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 27 febbraio con Carlo Cambi

In Germania i maschi devono chiedere il permesso allo Stato per lasciare il Paese
Friedrich Merz (Ansa)
La norma riguarda giovani e adulti in età militare. Il servizio rimane volontario, ma non sarebbe ostico renderlo obbligatorio.

Molti giovani uomini tedeschi hanno scoperto ieri che, per loro, lasciare il Paese non è più una decisione del tutto libera. Se il soggiorno all’estero supera una certa durata, infatti, servirà un’autorizzazione. Non si tratta di una misura amministrativa qualsiasi, ma dell’effetto di una legge che riporta al centro del dibattito pubblico una parola che Berlino aveva accantonato da oltre un decennio: leva.

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Ungheria al voto e riecco le «manovre russe»
Viktor Orbán (Ansa)
Con le elezioni alle porte, rispunta la tesi della manina di Mosca per aiutare Viktor Orbán. Insinuazioni rilanciate senza prove, diffuse da organi anti Fidesz e finanziati dall’Ue. L’esperto Thomas Fazi: «Sondaggi sfavorevoli al leader per delegittimarne un’eventuale vittoria».

Spie russe, agenti disturbatori. Una poderosa macchina di interferenza nel voto in Ungheria. Tutto manovrato dal Cremlino pronto a qualunque cosa pur di aiutare Viktor Orbán a vincere le elezioni del prossimo 12 aprile. La tesi rimbalza da settimane nelle redazioni e di titolone in titolone è già diventata un nuovo Russiagate. L’ultima chicca la offre un’indagine del Washington Post secondo cui i servizi segreti russi avrebbero addirittura suggerito agli ungheresi di inscenare un attentato a Orbán.

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Flop Nazionale, Gianluigi Paragone: «Nel calcio troppo stranieri e italiani molli»

Gianluigi Paragone analizza il declino della Nazionale e della Serie A: siamo passati da dei giocatori che toccavano vette altissime a un sistema che naturalizza chiunque pur di non investire sui nostri figli, mentre gli atleti degli sport invernali sputano sangue per un decimo degli stipendi dei calciatori.

Speriamo che la Bce non imiti la Ue
Christine Lagarde
A parte una certa capacità di intervento finanziario con debito comune, l’Unione europea balbetta. E anche la Christine Lagarde, che vuole alzare i tassi, contribuisce alla catastrofe.

L’Ue mostra capacità insufficienti di gestione delle emergenze che abbiano un’origine geopolitica, tema di attenzione urgente per gli effetti economici della crisi nel Golfo. La prova è che la Commissione abbia comunicato un piano preventivo di riduzione dei consumi energetici - atto razionale, ma di gestione passiva - invece di attivare misure d’emergenza.

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