Trump lascia l’America più ricca e tutto il mondo con meno conflitti
I media festeggiano l’addio del tycoon, ma alla sua amministrazione si devono il boom di Pil e occupazione, il taglio delle tasse e gli aiuti alle imprese. E grazie a lui, Israele ha firmato accordi storici con i Paesi arabi


«Noi abbiamo fatto ciò per cui eravamo venuti, e cioè ristabilire che il potere in America appartiene al popolo». Dovrebbe essere una frase importante, il legato del presidente Donald Trump, ma figuratevi se qualcuno l’ha presa in considerazione. Peggio, figuratevi se qualcuno l’ha compresa.Com’è il presidente che ieri ha lasciato la Casa Bianca prima dell’insediamento, perché questa è stata fin dall’inizio la sua scelta di contestazione del risultato del voto del 3 novembre? Abbandonato da tutti, anche dal senatore repubblicano McConnell, e capirai che notizia. Che gli succede ora? Che rischia come minimo l’impeachment a babbo morto, come massimo fallimento e galera. E perché gli vogliono fare comunque impeachment, se non perché temono che tra quattro anni si ripresenti candidato, e perché se la fanno sotto per le elezioni di midterm fra meno di due anni? Ma no, il suo gradimento è a livelli minimi, mai nessun presidente è stato così reietto dal popolo, anche il suo, E pensare che a me pareva di aver letto lo stesso giudizio sprezzante quando andò via Bush nel 2008 e arrivò il Nobel per la Pace a prescindere.

Ecco, si capisce che gli inviati dei giornaloni ieri avevano una sorta di orgasmo dopo quattro anni di sofferenze. Non venite a raccontarmi che Trump ha fatto qualcosa di buono, tuonava Il Foglio qualche giorno fa. Per carità, sarebbe veramente fatica ed energia sprecata.

Hanno scritto per giorni e giorni che stava per dare la grazia a tutti i suoi amici e conoscenti fino al settimo grado, non ha fatto niente di tutto ciò.

Il suo segretario di Stato, Mike Pompeo, ha accusato la Cina di genocidio contro gli Uiguri, ma anche questa dichiarazione non va bene perché i giornaloni di cui sopra, copiando al solito la Cnn o il Washington Post, hanno decretato che lo ha fatto per «ragioni di politica interna e per le ambizioni di Mike di puntare alla Casa Bianca nel 2024».

I social lo hanno bandito, decretando così un’odiosa censura mondiale che dovrebbe far gridare chiunque allo scandalo, ma nel suo caso si ritiene che sia giusto così.

La moglie Melania sono tre mesi che viene data per divorzianda e in fuga, e questo appariva buono e giusto, ora che invece è chiaro che lo accompagna fino all’uscita, i due sono bollati come una coppia infame,sempre inadeguati, Sapete qual è il peccato mortale di Melania alla fine di questi quattro anni? Non aver accompagnato nel giro di cortesia la nuova first lady, Jill, che, vedrete,sarà beatificata, e nessuno racconterà che lei e il marito Jo vivevano da decenni separati e che ci toccherà vederli tenersi per mano a favore di camera.

Non soffrendo di ansia di consenso, vorrei cominciare a ricordare quali straordinari risultati l’amministrazione Trump abbia conseguito per gli Stati Uniti e per il mondo.

Trump lascia l’America nel miracolo economico che nemmeno il virus cinese è riuscito a intaccare. Taglio drastico delle tasse a famiglie e imprese, agevolazioni per le aziende che sono tornate in patria,dazi per quelle che hanno scelto di continuare a delocalizzare. La deregulation ha stroncato la burocrazia con un risparmio di 250 miliardi di spesa pubblica; il Pil è cresciuto sopra il 3% annuo,l’occupazione ha avuto un vero e proprio boom e ha trasformato anche i lavori part-time che sono diventati full time, cambiato il livello di vita di minoranze afroamericana ed ispanica.

Trump, ha reso possibile storici accordi per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche fra Israele e: Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Sudan, Marocco. Preparava l’accordo più importante, quello con l’Arabia Saudita. In Europa hanno tentato di silenziare l’importanza dell’accordo fra la Serbia e il Kosovo.

Una pace economica fra Belgrado e Pristina, inclusa la costruzione di infrastrutture comuni, che l’Unione Europea non era mai riuscita neanche a far discutere. È il Kosovo musulmano ha riconosciuto Israele.

Israele, dove ora l’ambasciata degli Stati Uniti è nella capitale, Gerusalemme, una decisione che i presidenti repubblicani non avevano mai avuto il coraggio di mettere in pratica e che i conformisti progressisti di tutto il mondo, italiani in testa, avevano accolto con sdegno, paventando terrorismo ovunque. Non è successo niente.

Trump è passato all’azione anche nella diatriba annosa con le Nazioni Unite «de sinistra», terzomondiste e antisemite. Ha ritirato gli Stati Uniti dall’Unesco in risposta alla scelta scellerata di designare la tomba dei patriarchi di Hebron, dove sono sepolti Abramo, Isacco e Giacobbe, come «patrimonio dell’umanità palestinese».

Trump ha troncato i rapporti con l’Organizzazione mondiale della sanità che dipende in larga parte dal finanziamento degli Stati Uniti dopo aver verificato che quei dirigenti obbedivano ciecamente ai diktat e alle bugie dei comunisti di Pechino così solleciti nell’impestarci e ora a comprarci a prezzi di saldo.

Avrete letto che Biden rientrerà subito negli accordi di Parigi sul clima dai quali Trump era uscito perché servono solo a imporre quote per i limiti di emissioni di gas serra che introducono nuove tasse, con lui invece gli Usa hanno ridotto sensibilmente le emissioni di CO2.

Vorrei parlare della difesa della libertà di religione nel mondo e della difesa della vita che in Donald Trump hanno trovato un campione di cui c’era una grande necessità, come grande necessità c’era e tanto più ci sarà ora con Biden il moscio e la sua amministrazione politically correct. Purtroppo non mancherà occasione.

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