Tram deraglia, due morti a Milano. Il conducente: «Ho avuto un malore»

Nel 2019 il Comune e Atm avevano bandito una gara pubblica internazionale per rinnovare la flotta tranviaria, un accordo quadro fino a 80 nuovi convogli. L’appalto, con un primo contratto da circa 190 milioni di euro, era stato aggiudicato al gruppo svizzero Stadler Rail, con produzione affidata allo stabilimento di Valencia, in Spagna: si era trattato del primo affidamento per i tram milanesi a un costruttore straniero.
I nuovi Tramlink sono entrati in servizio a partire da febbraio 2025, inizialmente sulle linee 7 e 31, per poi essere progressivamente estesi ad altre tratte della rete. Ieri uno di quei convogli - linea 9 - in servizio da oltre un anno, è uscito dai binari in viale Vittorio Veneto e si è schiantato contro un edificio all’incrocio con via Lazzaretto, provocando due morti e decine di feriti. A Milano non deragliava un tram da quasi tre anni. L’ultimo episodio documentato risaliva all’estate 2023. Nella serata di ieri il conducente, ricoverato in ospedale, avrebbe riferito agli inquirenti: «Mi sono sentito male, ho avuto un malore». Un elemento che pesa nell’inchiesta e che potrebbe spiegare perché il mezzo abbia saltato la fermata precedente e imboccato lo scambio a sinistra senza rallentare. Il bilancio è drammatico: due morti e 39 feriti, quindi sono 41 in totale le persone coinvolte, secondo il dato definitivo diffuso da Areu. Il primo a perdere la vita è un uomo italiano nato nel 1966, residente a Rozzano, rimasto incastrato sotto il convoglio. Il secondo è un immigrato senegalese, morto poco dopo l’arrivo all’ospedale Niguarda: era a bordo del mezzo. Il sindaco Giuseppe Sala, arrivato sul posto, ha confermato: «Due morti, uno era un passante e l’altro un passeggero: un residente di Abbiategrasso, italiano del 1966, e un immigrato». Sono da poco passate le 16 quando l’incrocio viene invaso da ambulanze e vigili del fuoco. Il tram 9, partito da piazza della Repubblica e diretto verso Porta Genova, avrebbe dovuto proseguire diritto verso Porta Venezia. I video delle telecamere e quelli girati dai passanti mostrano invece il convoglio arrivare in velocità, saltare la fermata precedente, imboccare lo scambio orientato a sinistra verso via Lazzaretto, inclinarsi, uscire dai binari, attraversare l’incrocio e schiantarsi contro la vetrina a piano terra di un palazzo. «Non si è fermato alla fermata precedente. Questo ci fa pensare a un malore», avevano raccontato a caldo due tranvieri colleghi del conducente. «La lanterna segnava a sinistra. Lo scambio era aperto a sinistra, il 9 doveva andar dritto. Ha preso lo scambio a 20-40 all’ora ed è deragliato. C’è un video dove si vede che si inclina uscendo dai binari, taglia l’incrocio e si schianta». Il sindaco aveva subito escluso, in prima battuta, un guasto evidente al mezzo: «Non appare una questione tecnica del tram, è molto legata al conducente. È un mezzo nuovo, l’autista è molto esperto, in servizio da solo un’ora, quindi non in straordinario. La cosa un po’ particolare è che è stata saltata una fermata». La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose. La pm Elisa Calanducci ha disposto l’autopsia sulle vittime e nominerà un consulente per gli accertamenti cinematici, per ricostruire l’esatta velocità del mezzo e verificare il corretto funzionamento dei deviatoi. Il tram è sotto sequestro. Verranno analizzate le telecamere dell’incrocio, quelle dei locali della zona e gli occhi elettronici a bordo. Diciotto feriti in codice verde, 20 in codice giallo, uno in codice rosso trasportato al Policlinico. I codici gialli sono stati distribuiti tra Fatebenefratelli, Niguarda, Policlinico, San Carlo e San Raffaele. I codici verdi tra Istituto clinico Città Studi, San Carlo, Sacco, Policlinico e Niguarda.
Due pulmini della Protezione civile hanno affiancato i mezzi del 118 per il trasporto dei feriti meno gravi. «In 70 anni, da milanesissimo, un incidente di questo tipo non l’ho mai visto», ha raccontato il marito di una donna ricoverata al Fatebenefratelli. «Mia moglie ha preso una botta al costato, nello schianto tre persone le sono cadute addosso. Il tram non andava neanche così veloce». Il comandante della Polizia locale, Gianluca Mirabelli, parla di «tutti gli accertamenti necessari con il coordinamento della autorità giudiziaria e vagliando tutte le ipotesi». Le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil chiedono un confronto urgente con l’azienda per approfondire le dinamiche dell’incidente. Alla notizia del deragliamento sono arrivati i messaggi delle istituzioni. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini si è detto «addolorato per quanto successo nella mia Milano», esprimendo una preghiera per le vittime e ringraziando i soccorritori «nella certezza che verrà fatta chiarezza». Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto che «si faccia quanto prima luce sulla dinamica». Dalla presidenza del Parlamento europeo Roberta Metsola ha rivolto un pensiero ai feriti e un ringraziamento alle forze dell’ordine. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso «profonda e commossa vicinanza» ai familiari delle vittime.






