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«Speranza nascose al Parlamento la reale efficacia dei vaccini»
Roberto Speranza (Ansa)
L’avvocato Mauro Sandri in commissione Covid mostra come il ministro fece deliberatamente confusione tra agente virale e malattia. Così giustificò le somministrazioni, nonostante sapesse che i sieri non evitano il contagio.

L’inganno vaccinale nei confronti degli italiani da parte dell’ex ministro della Salute, Roberto Speranza, è stato smascherato ieri nel corso dell’audizione in commissione Covid dei rappresentanti di Condav Odv (Coordinamento nazionale danneggiati da vaccino). L’avvocato Mauro Sandri ha ripercorso i passaggi del piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da Sars-CoV-2, che doveva garantire il massimo livello di copertura vaccinale sul territorio nazionale, rivelando le «manipolazioni» dell’allora ministro e il via libera a somministrazioni di vaccini «per un’indicazione diversa da quella per cui erano stati approvati».

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L’Ordine sospende solo per i vaccini
Ansa
Incredibile lassismo nei confronti di un anestesista condannato per sette omicidi volontari e lasciato in servizio. Il provvedimento dell’Asst Lecco arriva dopo 12 anni.

Ci ha pensato 12 anni l’Ordine dei medici per sospendere un medico anestesista rianimatore, colpevole di sette omicidi volontari. Nessuna lunga riflessione e radiazioni velocissime invece per i sanitari che durante la pandemia Covid, senza ammazzare nessuno, si sono rifiutati di sottoporsi alla vaccinazione anti coronavirus e così, oltre a essere bollati come medici «no vax», sono stati accusati di non rispettare «un dovere etico e deontologico».

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Un «Covid» era nei piani di Epstein e Gates
Jeffrey Epstein e Bill Gates (Ansa)
  • Nei nuovi file desecretati si colgono i passi con cui i magnati costruirono l’infrastruttura che governò le nostre vite dal 2020 in poi: dal «fare i soldi coi vaccini» (2011) ai fondi per svilupparli, dalla preparazione alla pandemia (2015) fino alle simulazioni (2017 e 2019).
  • Il consigliere di Tony Blair è indagato per aver passato informazioni riservate al pedofilo.

Lo speciale contiene due articoli

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Kennedy jr ammonisce la Germania: «I medici free vax vanno riabilitati»
Robert Kennendy (Ansa)
Il segretario alla Salute americano scrive all’omologa tedesca: ora basta procedimenti.

Robert Kennedy jr non ha dimenticato le ingiustizie del regime Covid. E ha scritto una lettera di rimostranze nientemeno che a Berlino, chiedendo di smetterla con la persecuzione di medici e pazienti, esentati dall’uso delle mascherine o dalle vaccinazioni durante la pandemia. Nina Warken, l’omologa tedesca del ministro della Salute di Donald Trump, è stata rampognata dal rampollo di Bob perché la Germania manderebbe ancora alla sbarra dottori e semplici cittadini. In un video su X, Kennedy ha affermato di aver scoperto che «oltre 1.000 medici e migliaia dei loro pazienti» hanno subito procedimenti giudiziari per i certificati di esonero. Numeri difficili da verificare. Anche nel nostro Paese l’Ordine ha comminato sanzioni, persino a colleghi che si limitavano a esigere accertamenti, prima di rifilare le dosi ai loro assistiti. Ciò che conta davvero è il principio enunciato dal segretario alla Salute: «Quando un governo criminalizza i medici per aver consigliato i propri pazienti, si supera una linea che le società libere hanno sempre considerato sacra».

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Con l’iper prevenzione Big Pharma si assicura il mercato dei non malati
iStock
Le case ormai puntano solo al fatturato e, dicono gli esperti, la medicalizzazione della società ha spalancato l’accesso a una vasta platea di consumatori: i sani. Gismondo: «Svincolare chi fa ricerca dall’industria».

«Il verbo attuale è la prevenzione e allora, gratuitamente, i sani per qualsiasi sintomo o anche in mancanza di questo devono fare analisi cliniche e strumentali, anche le più sofisticate e costose, solo per anticipare una possibile malattia». Fausto D’Amico, abruzzese di Roccadimezzo, dopo trent’anni trascorsi nell’industria farmaceutica e l’esperienza Keryos, azienda sullo sviluppo di biofarmaci innovativi avviata nel 2002 assieme ad altri quattro manager provenienti da AstraZeneca, Sanofi, Novartis azienda, solleva con La Verità la complessa questione dell’eccesso di prevenzione. Sensibilizzazioni, programmi di screening e campagne informative che finiscono per disorientare il cittadino.

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