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Milano ha un gran problema con i suoi mezzi pubblici: adesso prendono pure fuoco
Ansa
Ieri il quarto incidente in poco più di dieci giorni a causa del crollo di un cavo dell’alta tensione. Allarme tra i cittadini, ma anche tra i conducenti che scioperano il 27 marzo.

Prima il deragliamento mortale in viale Vittorio Veneto, poi altri due tram usciti dai binari e ora anche un principio d’incendio su una vettura in servizio. In meno di due settimane la rete tranviaria milanese è finita al centro di una sequenza di incidenti che rischia di trasformarsi in un vero e proprio nodo politico per il sindaco Beppe Sala, al suo ultimo anno di mandato. Perché alle polemiche sugli episodi tecnici si stanno aggiungendo anche le tensioni sul fronte dei lavoratori del trasporto pubblico, tra carichi di lavoro e aggressioni sui mezzi pubblici, unite alle sempre più crescenti lamentele dei milanesi. E le critiche non arrivano più soltanto dall’opposizione: anche una parte della sinistra che alle elezioni ha sostenuto l’attuale amministrazione comincia a chiedere verifiche e chiarimenti sulla manutenzione dei mezzi e sull’organizzazione del servizio.

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Occhi sul sistema di frenata del tram
I soccorsi ai feriti dell'incidente al tram di Milano del 27 febbraio (Ansa)
Proseguono le indagini sull’incidente di Milano: una tecnologia automatica avrebbe dovuto fermare il convoglio non appena il conducente avesse smesso di rispondere.

Trenta secondi. È in quell’arco di tempo che si concentra ora l’attenzione degli inquirenti della Procura di Milano, a meno di 24 ore dall’incidente che in viale Vittorio Veneto è costato la vita a due persone e ne ha coinvolte complessivamente più di 50, con decine di feriti ancora ricoverati. Il sistema di sicurezza cosiddetto «uomo morto», installato sui Tramlink (prodotti da una ditta straniera a cui è stato affidato l’appalto nel 2019 per 190 milioni di euro) è progettato per intervenire quando il conducente non è più in grado di agire sui comandi.

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iStock
Uno studio del Politecnico demolisce il trasporto pubblico meneghino. L’ira degli utenti.
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Matteo Lepore (Ansa)
Polizia assaltata dai centri sociali, contrari al cantiere che amplierà il trasporto pubblico e le scuole della città, con i soldi del Pnrr. Il sindaco piddino Lepore condanna, ma i talebani green li ha allevati lui.
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Sala alza i biglietti e taglia le corse ma mancano colonnine per le auto
La Milano verde è un bluff, tant’è che latitano i punti di ricarica per vetture elettriche.
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