stracchino

Regno d’Italia «battezzato» con lo stracchino
(Getty Images)
Vittorio Emanuele lo volle alla cena di gala con i diplomatici europei. Anche il grande nemico Radetzky lo pretendeva sempre quando aveva ospiti. Più nutriente dei legumi e meno costoso di carne e pesce, questo formaggio conquistò anche l’alta società.
Cuciniamo insieme: filetto di maiale all'uva

È tempo di vendemmia che si annuncia generosa in quantità e in qualità. È questo il momento in cui settembre annuncia l'autunno profumando ancora d'estate. C'è voglia di sapori più meditati, di rinnovare i gusti delle stagioni più tiepide e così siamo andati a cercare una ricetta che avesse per protagonista l'uva, quella bianca che è la prima che si raccoglie anche in vigna anche se questa che ci serve è l'uva da tavola di acino di robuste dimensioni, e che ci accompagnasse a una rieducazione autunnale del senso gastronomico. Sarà una sorpresa portarla in tavola perché stupisce sempre pur nella sua saporita semplicità.

Cuciniamo insieme: crepes di farina di ceci con stracchino, speck e zucchine

Se avete amici celiaci ecco un'ottima occasione per provare una farina antica come l'uomo, buona come il pane: la farina di ceci. Se avete fatto vacanze in Liguria o in Toscana avrete trovato la farinata, la calda calda, la cecina, la torta di ceci che a Livorno e dintorni si mangia nel mezzo al pan francese e si chiama "cinque e cinque" (mezzo soldo di pane e mezzo di torta) con un'abbondante spolverata di pepe: sono i tanti nomi che da Imperia a Grosseto si danno lungo la costa ad un impasto di acqua, farina di ceci, olio extravergine di oliva e sale da far cuocere lungamente in forno. Ne risulta una pietanza meravigliosa, un disco di sole da portare in tavola. Ebbene esiste anche un altro modo per fare un effetto simile: sono le crepes. Stavolta le andiamo a farcire con sapori estivi per ricordarci una giornata in riva al Tirreno.

Cuciniamo insieme: risotto agli asparagi con stracchino e nocciole

S'approssima forse il tempo i cui possiamo tornare a passeggiare nei boschi alla ricerca di un segno della primavera: profumato, benefico, capace di farci sentire dei perfetti esploratori. Sono gli asparagi selvatici l'oggetto del nostro desiderio gastronomico e della nostra curiosità "botanica". Si trovano nelle zone ombreggiate al limitare dei boschi segnalati dall'erba asparagina che sembra una chioma di aculei. Gli asparagi selvatici sono molto profumati, perfetti in cucina. A questi ci siamo ispirati per questa ricetta. Che però si può fare egregiamente con gli asparagi coltivati. È facile da eseguire e di eccelso risultato al palato. Dunque ai fornelli.

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