renzo arbore

La Rai resta lo specchio dell’Italia. Di bello, le è rimasto solo il passato
Raffaella Carrà all'edizione di Canzonissima del 1971 (Getty Images)
Il programma più godibile, «Techetechete», ripropone le performance di Baudo, Mina e la Carrà. Il presente scorre senza lasciare il segno, la televisione non è più la piazza principale ma soltanto un media laterale.
Arbore fece del cazzeggio una forma d’arte
Renzo Arbore (Getty Images)
Il suo show con orchestrina in un salotto trasformò Rai 2 in un’avanguardia televisiva: tra citazioni di Letterman e incursioni nel surrealismo nostrano, il rifugio privilegiato per i nottambuli ha creato un genere. Con una regola d’oro: non prendersi sul serio.
Maurizio Ferrini: «La mia vita è cambiata dopo un’esperienza mistica»
Maurizio Ferrini (Ansa)
L’attore: «L’istinto sarebbe di non dirlo, ma di religione si parla troppo poco. Ho rifiutato tanti film, molti comici si sono piegati ai ricatti dei produttori e adesso sono scontenti».
«Arbore l’ho agganciato facendogli scherzi al telefono. Al terzo mi ha richiamato»
Nino Frassica (Ansa)
Il comico Nino Frassica: «Con Renzo la chiave del successo era improvvisare. Io però ero già bravo con i giochi di parole, la mia specialità. E dire che non ho nemmeno finito ragioneria».
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