Oltre ai no Tav ci sono pure i no Ponte
Proteste a Messina contro il Ponte sullo Stretto: Salvini tira dritto sul cantiere, ma esplodono lo scontro politico e le denunce dei manifestanti.
Proteste a Messina contro il Ponte sullo Stretto: Salvini tira dritto sul cantiere, ma esplodono lo scontro politico e le denunce dei manifestanti.
Il consiglio superiore dei Lavori pubblici dà l’approvazione all’unanimità all’opera con modifiche e correttivi tecnici.
Pubblicate le motivazioni della decisione della Corte dei Conti di bloccare l’opera: sarebbero state violate due direttive Ue e manca il parere dell’Autorità dei trasporti. Palazzo Chigi: «Risponderemo».
Contratti in stallo dopo la decisione della Corte dei Conti. Salvini deciso: «Replicheremo alle motivazioni, l’opera si fa».
Elly Schlein, Angelo Bonelli e No Tav si ritrovano uniti contro il progetto annunciato da Matteo Salvini. I centri sociali: «Saboteremo i cantieri».
Sempre più partito e sempre meno sindacato, l’organizzazione di Maurizio Landini fa sponda con l’Ue per bloccare la grande opera sullo Stretto. Che porta occupazione e ricchezza: almeno 1,8 miliardi per la nostra economia.
Prima assemblea nazionale per il presidente Orsini che ha stilato le priorità degli imprenditori: taglio al cuneo fiscale, infrastrutture e viadotto sullo Stretto. Fermo no al Green deal. Assist all’esecutivo sulla nuova Commissione Ue. Secondo endorsement di Messina.
Con l’ok del Quirinale, l’infrastruttura voluta da Matteo Salvini approda in «Gazzetta Ufficiale» a cinque mesi dalla formazione del governo Meloni. Messa a punto anche l’organizzazione della società di scopo: ci saranno ministeri, Regioni, Rfi e Anas.
Il ministro: «Il nostro turismo deve essere attivo tutto l’anno. Puntiamo su fiere, sagre, cultura e eventi sportivi. Così riusciremo a stabilizzare il lavoro. Nel mondo tanta voglia di Italia. Io più sobria? Le istituzioni educano».
Il sottosegretario: «Con il nuovo Reddito di cittadinanza fine dei soldi a pioggia stile M5s. Il Ponte di Messina sarà realtà. Parte l’autonomia, al presidenzialismo penseremo poi».
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