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Altro che «matto», per l’attentatore siamo «bastardi cristiani di merda»
I soccorsi a Modena. Nel riquadro, Salim El Koudri (Ansa)
Salim era frustrato come tanti connazionali che non trovano lavori all’altezza dei loro studi ma non per questo si gettano con l’auto contro la folla. La verità è che questa atroce vicenda discende da un’immigrazione incontrollata che non vuole assimilarsi e ci odia.
Ma quanta fretta hanno politici e autorità di archiviare il caso di Modena alla voce disagio mentale? Ancora non si sapeva neppure chi avesse lanciato l’auto contro i pedoni e già il sindaco della città emiliana, Massimo Mezzetti, si affrettava a dire in tv che doveva trattarsi di un pazzo. E infatti la narrazione del giorno successivo ha dipinto un Salim El Koudri come un italiano emarginato e disagiato, senza legami con gruppi estremisti islamici.
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Salim è solo la punta di un iceberg: l’islam di provincia cambia il Nord
La via di Ravarino, nei pressi di Modena, dove abita Salim El Koudri (Ansa)
Fuori dalle metropoli una società divisa in due: stranieri rancorosi, autoctoni impauriti.

Salim El Koudri è la punta di un iceberg. I fari sono puntati sulle periferie delle grandi città, con i loro problemi spesso legati anche all’immigrazione. Ma se si esce dalle metropoli e si va in provincia, specie al Nord, si scopre un mondo poco raccontato dai mass media nazionali.

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Integrati grazie alla cittadinanza? La cronaca smentisce la bufala
La strada del centro di Modena dove Salim El Koudry ha falciato la folla (Ansa)
Il Pd ci ha raccontato che rendendo italiani gli immigrati sarebbero finiti i problemi. La storia di El Koudry li sbugiarda.

Poi, come sempre, la realtà si manifesta all’improvviso e sbriciola tutte le stupidaggini ideologiche, demolisce le costruzioni retoriche e se ne va lasciando sberleffi e macerie. Ecco, appunto, che la storia di Salim El Koudry arriva con prepotenza a distruggere anni e anni di insistenze progressiste sulla cittadinanza facile.

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Termini in mano alle gang di maranza: «La pista è l’odio per gli occidentali»
Polizia in servizio alla stazione Termini (Ansa)
Raid continui, scelto a caso anche il funzionario ministeriale: non è rapina. Sei i fermati.

Dietro alle aggressioni alla stazione Termini di Roma ci sarebbe una gang di maranza. Per ora è un’ipotesi. Ma gli inquirenti che hanno messo insieme i filmati acquisiti dalle videocamere di sicurezza, sospettano che un gruppo di giovani nordafricani, in parte pregiudicati o con precedenti e in parte nati in Italia da genitori stranieri, si stia facendo largo, colpendo senza moventi apparenti. Spinti dalla voglia di controllare quella fetta di territorio che per lo Stato è zona rossa e uniti da una forma d’odio per gli occidentali.

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Matteo Salvini (Ansa)

Così il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, a margine della cena elettorale a Pisa al Tower Plaza, sui disordini di Livorno.

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