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I narcos insanguinano il Messico a tre mesi dall’inizio dei Mondiali
Ansa
Dopo l’uccisione del leader del cartello di Jalisco da parte delle forze speciali, i trafficanti hanno seminato il terrore a Guadalajara e dintorni. Incendi e sparatorie: 58 morti nelle strade, stop ai voli da Usa e Canada.

L’eliminazione di Nemesio Osegura Cervantes, meglio conosciuto come El Mencho, il più importante narcotrafficante messicano, ha gettato il paese nel caos. La caccia al cinquantanovenne boss della droga, fondatore e leader del Cartello di Jalisco Nueva Generación (Cjng), è andata avanti per settimane con una vasta operazione dell’esercito messicano, sostenuto anche dall’intelligence statunitense.

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L’assedio a Caracas è un monito. Usa a tutto il Sudamerica: «Lontani dalla Cina»
Un membro della Milizia bolivariana del Venezuela durante una manifestazione filogovernativa a Caracas (Ansa)
Donald Trump aumenta la pressione militare intorno al Venezuela. Ma la lotta ai narcos sembra un pretesto per limitare Pechino.
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Galizia. La porta d’ingresso della droga in Europa
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  • La regione è un paradiso logistico per i trafficanti, per la sua costa frastagliata e la posizione sull’Atlantico. Le navi che arrivano dal Sudamerica lasciano i carichi in mare, dove sono raccolti da lance e sottomarini.
  • L’analista Costantino Pistilli: «Con la repressione del governo di Bogotà, i capi dei cartelli si rifugiarono in Spagna. Ora il giro d’affari vale miliardi».

Lo speciale contiene due articoli

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Armi, cocaina e sermoni. L’ascesa globale dei narcos pentecostali
Ansa
  • In Brasile, dove il cristianesimo evangelico si diffonde tra persone a basso reddito in cerca di riscatto, sempre più chiese vengono controllate dai trafficanti di droga E grazie ai confratelli la rete si espande nel mondo, dalla Nigeria alla stessa Italia.
  • L’esperta Maria Zuppello: «Nel Paese di Lula le bande criminali sono più forti che mai e l’export raggiunge nazioni anche molto lontane. Il business della polvere bianca vale miliardi, che poi sono investiti nel calcio o nella politica»

Lo speciale contiene due articoli

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Roma porta d'ingresso per la cocaina di tutta Europa
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«Tutte le strade della grande criminalità partono da Roma», diceva il boss di Camorra Raffaele Cutolo. In particolare, quelle della droga, sembrano partire da Civitavecchia.

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