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Perché Hormuz è tanto importante? C’è modo di aggirarlo? Oltre la metà della produzione globale petrolifera e di altri combustibili si sposta per nave. Il piccolo canale di acqua che separa Oman e Iran è uno degli snodi strategici più importanti per volume di transito.
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Trump ci spinge dentro  
la coalizione per Hormuz
Keir Starmer (Getty Images)
Oggi vertice a Londra fra 35 Paesi per riaprire lo Stretto. Abu Dhabi intenzionata a forzare il blocco al fianco di Donald Trump. L’Iran: «Mai chiesto tregua, gli States mentono».

L’attività diplomatica degli Stati Uniti e dei Paesi europei ruota attorno alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma procede su due binari paralleli. Stando a quanto rivelato da Axios, Washington e Teheran starebbero discutendo la possibilità di un cessate il fuoco in cambio della riapertura del canale marittimo.

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GUERRA A OROLOGERIA
Forze armate americane (Getty)
Le economie di Europa e Paesi del Golfo non possono reggere un conflitto lungo. Usa e Israele spendono 1 miliardo al giorno. Ma i pasdaran resistono e Donald Trump non si può permettere di non vincere: rischio disastro.

E se il conflitto con l’Iran finisse come quello in Afghanistan? Se cioè la macchina da guerra degli Stati Uniti e quella israeliana non riuscissero ad averla vinta sugli ayatollah? Nel passato è già accaduto che la resistenza di forze apparentemente inferiori tenesse testa a quello che è considerato un esercito invincibile. Basta pensare, oltre che a Kabul, a Corea, Vietnam, Iraq e perfino Somalia, dove l’operazione Restore Hope, nata per stabilizzare il Paese e spazzare via i signori della guerra, si concluse con un ritiro umiliante dopo la morte di 19 marines.

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Bloccati oltre un milione di chili di rifiuti illegali
Rifiuti tessili sequestrati nell'operazione congiunta (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli)

Diffuse oggi dalla GdF e dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli le cifre della lunga e complessa operazione «Jco Demeter XI», svolta assieme all'Organizzazione mondiale delle Dogane in 120 Paesi del mondo.

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Trump all’Iran: «Arriva l’armada». Teheran: «Reagiremo come non mai»
Guardie della Rivoluzione (Ansa)
Friedrich Merz evoca la fine del regime. L’Ue però glissa sull’idea di definire terroristi i pasdaran.

A Bruxelles l’Unione europea continua a muoversi con passo esitante di fronte a una scelta che da mesi divide i 27: inserire o meno i pasdaran, le Guardie della Rivoluzione iraniane, nella lista delle organizzazioni terroristiche. Una proposta rilanciata con forza dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e che oggi, dopo molte resistenze, registra aperture significative da parte di Francia e Spagna, ma resta ostaggio dei veti incrociati e della tradizionale prudenza europea.

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