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Gli stranieri che delinquono spediti in galera a casa loro
Mette Frederiksen, primo ministro danese (Ansa)

Il governo (socialista) della Danimarca: «Chi si macchia di reati per almeno un anno di detenzione sarà espulso». Ovviamente non basta dirlo: servono accordi e volontà politica. Ma se qualcuno dà l’esempio...

Non lo dite a Ilaria Salis, che mostrandosi in catene e denunciando le condizioni degradanti delle carceri ungheresi è riuscita a conquistare un seggio al Parlamento europeo. Ma secondo la Cedu, la Corte europea dei diritti dell’uomo, le prigioni italiane sono peggiori di quelle di Budapest. Infatti, il nostro Paese colleziona una condanna dopo l’altra per il trattamento inumano cui sottopone i detenuti e gli imputati. Il tema su cui battono i giudici di Strasburgo è quasi sempre il sovraffollamento: dietro le sbarre ci sarebbe il doppio degli «ospiti» consentiti. Problema annoso. Infatti, per ridurre il numero delle persone trattenute, nel passato si è fatto ricorso a una serie di escamotage, tra cui cancellare i reati oppure ridurre d’imperio le pene. Nel primo caso, con la ministra dei migliori Marta Cartabia si è fatto in modo che alcune violazioni del codice penale fossero perseguibili solo a querela di parte, in modo da far sparire un po’ di cause dai tribunali e poter dichiarare di aver ridotto l’arretrato giudiziario. Nel secondo, si sono varate amnistie e indulti con il solo obiettivo di rilasciare i condannati prima che avessero scontato per intero la pena.

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In Europa non c’è praticamente alcun governo, di destra o di sinistra, che parli ancora di accoglienza e integrazione. L’unica nazione a processare un ministro perché blinda le frontiere è però l’Italia, sempre più una Repubblica fondata sui pm.
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Il piano per i migranti della sinistra danese. Espulsione in Ruanda e carcere in Kosovo
Il primo ministro danese Mette Frederiksen (Ansa)
  • Il governo progressista di Copenaghen vuole arrivare a zero ingressi. Accordi con Kigali e Pristina per smaltire i flussi.
  • Tunisino violenta una ragazza a Roma e si fa un selfie accanto alla vittima. Le foto scattate con il cellulare sono adesso una prova a suo carico nel processo.

Lo speciale contiene due articoli.

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Se li difende la sinistra, i confini sono buoni
Ansa
Dem italiani in visibilio per Mette Frederiksen, che ha vinto le elezioni in Danimarca battendosi contro l'accoglienza indiscriminata. Ma le stesse proposte, in bocca a Matteo Salvini, vengono tacciate di nazismo. E intanto, a Milano, Beppe Sala invoca il «daspo» contro i rom.
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