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Casarini guida i migranti verso la rivolta
Luca Casarini. Nel riquadro, il manifesto abusivo comparso a Milano (Ansa)
Il dissidente diventato credente sbotta contro il fermo dell’Ong Humanity 1: «Faremo fuggire gli innocenti che tenete prigionieri». A Milano invece spuntano dei manifesti anonimi con un vademecum in più lingue per gli irregolari per evitare che finiscano nei cpr.

Da tempo, Luca Casarini preferisce il mare alla terra ferma. Tolta la tuta bianca che lo aveva reso famoso, ha iniziato a indossare il salvagente e a navigare attorno alle coste della Libia alla disperata ricerca di migranti da salvare. Da disobbediente è diventato credente, anche se solo in ciò che gli fa comodo, imbarcando un don Chichì, per dirla con Giovannino Guareschi, come Mattia Ferrari.

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Pubblicità all’utero in affitto coi soldi dell’Ue
Il municipio di Ravenna. Nel riquadro la campagna di Pon inclusione e Unar (IStock)
A Ravenna i manifesti (sponsorizzati dal ministero del Lavoro e dall’Unar) per supportare le coppie omosex a registrare i figli. La campagna, finanziata grazie ai miliardi dei Pon, è stata «camuffata» come iniziativa formativa per i «mediatori culturali».
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Storie di biciclette, manifesti e campioni
Osvaldo Ballerio, Biciclette marca Milano, 1905-15

La grande epopea della bicicletta raccontata dai preziosi manifesti della Collezione Salce in mostra a Treviso, in Santa Margherita, sino al 2 ottobre. Un’esposizione particolarmente ricca, che va dalle « bici illustrate » a quelle vere, che hanno portato alla vittoria i più grandi campioni del ciclismo mondiale.

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«Saxa Rubra e Viale Mazzini circondati da maxi manifesti contro blasfemia a Sanremo e gender»

«Ma l'Ad Fabrizio Salini è ancora al suo posto? E Amadeus continua a condurre programmi tv normalmente? È ora di dire basta! Chi sbaglia paghi. Il Festival di Sanremo 2021 ha offeso e mortificato la sensibilità di chi crede con volgari parodie della Fede cristiana. Per questo abbiamo lanciato una petizione che in pochi giorni ha raggiunto ad oggi oltre 52.000 firme e che chiede alla Rai che il servizio pubblico non mandi mai più in onda "spettacoli" blasfemi. E sia Amadeus che Salini dovrebbero dimettersi come chiedono milioni di cristiani offesi. Nessuno avrebbe mai pensato di offendere le altre confessioni religiose ma i cristiani sì, possono essere insultati in mondovisione?» ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus che proprio oggi parte con una campagna di maxi manifesti e camion vela sul tema, a Roma e davanti alle sedi Rai.

«Non si tratta solo di una questione di libertà religiosa, alcune performances hanno indignato anche molti spettatori non credenti. Le famiglie Italiane non ne possono più! Come se non fosse stata sufficientemente grave l'ennesima genuflessione al gender, dall'indifferentismo sessuale e dalla "sessualità fluida", Amadeus & co hanno mandato in onda "esibizioni" blasfeme e oltre il limite della decenza di un "artista" che non merita neppure di essere menzionato, a cui ha dato manforte anche il co-conduttore Rosario Fiorello, che oltretutto aveva appena ricevuto il premio "Città di Sanremo". La Rai chieda scusa agli italiani! Non si possono più sopportare e subire offese. Stop alla TV di regime, che dileggia e insulta la fede di milioni di italiani e diffonde il gender nelle proprie trasmissioni» ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente della Onlus.

Manifesti choc aborto, Pro Vita e Famiglia: «Non prendiamo ordini dal Pd»

«Non prendiamo ordini dal Pd! Con un post tipico di un regime dittatoriale, il Partito di Nicola Zingaretti ha contestato i nostri manifesti collocati su vele, inerenti alla campagna #stopaborto, affermando che noi mortifichiamo i diritti e continuiamo a colpevolizzare le donne. Fateci capire: bisogna essere tutti per l'aborto e ignorare la soppressione di un essere umano? Ma non vi rendete conto che siete qui ad attaccarci solo perché la vostra mamma non vi ha abortito?» ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, associazione promotrice della campagna choc per la Vita.

«Siete voi che decidete le donne che possono parlare e quelle che non possono farlo? Perché chi non è a favore dell'aborto - ha continuato e concluso Maria Rachele Ruiu, membro del direttivo di PVF - non deve avere il diritto di esprimere la propria opinione? E vi dà fastidio se una donna cambia idea e accoglie la vita? E meno male che si chiama Partito 'Democratico'. Non abbiamo bisogno della vostra autorizzazione per avere il nostro spazio di libertà né gli italiani sono tenuti a prendere direttive dalla Direzione nazionale del Pd. Rivendichiamo il nostro diritto a manifestare liberamente il nostro pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione come ci autorizza l'art.21 della Costituzione e anche la legge».

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