lucio caracciolo

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Fra i «putiniani di ferro» di «Limes» pure il giudice che indaga sullo zar
Il direttore di Limes, Lucio Caracciolo (Imagoeconomica)
L’accusa alla rivista di Caracciolo di fare propaganda per il Cremlino è risibile: nel comitato scientifico figurano anche atlantisti di ferro come Letta, Fubini, Panebianco. Lo spettro della manovra editoriale.

«A tutto c’è un Limes». E i professoroni se ne sono andati sbattendo la porta, accompagnati dal generale con le stellette e dall’eco della marcetta militare mediatica tutta grancassa e tromboni, a sottolineare come fosse democratica e dixie la ritirata strategica da quel covo di «putiniani sfegatati». La vicenda con al centro la guerra in Ucraina merita un approfondimento perché è paradigmatica di una polarizzazione che non lascia scampo a chi semplicemente intende approfondire i fatti. Nell’era del pensiero igienista, ogni contatto con il nemico e ogni lettura (anche critica) dei testi che egli produce sono considerati contaminanti.

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«Limes» non mette l’elmetto e parte il fango
Lucio Caracciolo (Ansa)
Quattro collaboratori lasciano Lucio Caracciolo, alludendo a presunte posizioni filorusse dell’analista. Il prof Argentieri parla addirittura di «una nube tossica sull’Ucraina». Ma la rivista ha soltanto riportato la realtà, senza ripetere a pappagallo la propaganda bellicista.

La sindrome di Zerocalcare miete vittime a sinistra. Mentre fior di intellettuali si accapigliano sulle sorti della Stampa, ai vertici della prestigiosa rivista Limes si consuma uno psicodramma dei migliori. Alcuni collaboratori piuttosto in vista hanno deciso di mollare la testata di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo accusandola nemmeno troppo dolcemente di putinismo. Federigo Argentieri, professore di scienze politiche e direttore del Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, Franz Gustincich e Giorgio Arfaras hanno lasciato il comitato editoriale e il consiglio scientifico di Limes, seguiti a stretto giro dal generale Vincenzo Camporini.

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«Cosa rischia Israele entrando a Gaza»
Lucio Caracciolo (Imagoeconomica)
L’analista Lucio Caracciolo: «Hamas vuole la guerra dentro la Striscia e l’ha preparata. Gerusalemme può perdere molti uomini e non è chiaro quale sia il suo obiettivo geopolitico. Mosca e Pechino? Osservatori soddisfatti».
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  • Con 3 miliardi di persone e il 30% del Pil globale, l’alleanza informale tra Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, che presto terranno il loro vertice annuale, sfida il dominio globale americano. E le domande per entrare nel «club» sono in crescita.
  • L’esperto Lucio Caracciolo: «Arduo definire i cinesi alleati di New Delhi. E coi russi l’amicizia è limitata».
  • Il docente Alessandro Colombo: «Questi Stati rifiutano la logica bipolare democrazie contro autocrazie».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Lucio Caracciolo: «Tra russi e ucraini vincono gli Usa»
Lucio Caracciolo (Getty Images)
Il direttore di «Limes»: «Gli Stati Uniti hanno diviso Mosca da Pechino e interrotto la dipendenza dell’Europa da Vladimir Putin per l’energia. Washington non ha interesse a far terminare una guerra che logora i propri avversari».
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