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«Limes» non mette l’elmetto e parte il fango

«Limes» non mette l’elmetto e parte il fango
Lucio Caracciolo (Ansa)
Quattro collaboratori lasciano Lucio Caracciolo, alludendo a presunte posizioni filorusse dell’analista. Il prof Argentieri parla addirittura di «una nube tossica sull’Ucraina». Ma la rivista ha soltanto riportato la realtà, senza ripetere a pappagallo la propaganda bellicista.

La sindrome di Zerocalcare miete vittime a sinistra. Mentre fior di intellettuali si accapigliano sulle sorti della Stampa, ai vertici della prestigiosa rivista Limes si consuma uno psicodramma dei migliori. Alcuni collaboratori piuttosto in vista hanno deciso di mollare la testata di geopolitica diretta da Lucio Caracciolo accusandola nemmeno troppo dolcemente di putinismo. Federigo Argentieri, professore di scienze politiche e direttore del Guarini Institute for Public Affairs della John Cabot University, Franz Gustincich e Giorgio Arfaras hanno lasciato il comitato editoriale e il consiglio scientifico di Limes, seguiti a stretto giro dal generale Vincenzo Camporini.

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Toghe a comizio: riforma «inutile e punitiva»
Ansa
All’inaugurazione dell’anno giudiziario il procuratore di Milano, Francesca Nanni, attacca: «La separazione delle carriere è ininfluente». Alfredo Mantovano replica: serve un «confronto civile». Nordio: «Non ci sono effetti politici». Il pg Aldo Policastro: «Accetteremo il verdetto».

L’immagine che più di tutte rappresenta la posizione del governo Meloni nell’ambito dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 è quella relativa alla cerimonia di Milano, durante la quale il Guardasigilli, Carlo Nordio, si è unito all’applauso di decine di magistrati. Lo ha fatto quando il presidente della Corte d’appello di Milano, Giuseppe Ondei, ha affermato che è «inaccettabile» sentire che «i giudici oggi non sono sufficientemente terzi e imparziali perché sarebbero appiattiti sulle richieste del “collega” pubblico ministero».

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Il Pd scambia Milano per Minneapolis
La manifestazione «No Ice» di ieri a Milano (Ansa)
Manifestazione della sinistra meneghina contro l’Ice: «Non vogliamo squadracce». Ma per le Olimpiadi non verrà nessuna brigata in passamontagna e fucili spianati.

La parola d’ordine è sempre la stessa: «Fascisti». Non sanno che altro dire e, come un disco rotto, la rievocano ad ogni occasione. La sinistra scende in piazza a Milano, manco a dirlo in piazza XXV Aprile, per protestare contro la presenza degli agenti dell’Ice alle Olimpiadi di Milano-Cortina. E lo fa con un presidio dal titolo «Agenti Ice a Milano? No, grazie» e un coro di fischietti, come quelli che gli americani usano per segnalare la presenza degli agenti Ice.

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Il Trentino celebra i Giochi invernali tra gare e cultura
I cerchi olimpici svelati a Tesero il 9 dicembre 2024 in piazza Cesare Battisti (@PAT)
  • Da venerdì Trento ospiterà Gimme Five, un progetto della durata di cinque fine settimana fatto di competizioni, cinema e dibattiti.
  • La Val di Fiemme si anima di eventi, musiche, dj set e spettacoli dal vivo. Appuntamenti a Cavalese, Tesero e Predazzo per vivere l’atmosfera in alta quota.

Lo speciale contiene due articoli.

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Mai dire Blackout | Febbre da metalli: l'oro scotta, borsa di Shanghai in tilt

Boom elettrico della Cina. Petrolio, surplus e sanzioni. L’IEA: fate scorte di minerali critici. Dazi Ue sulle auto elettriche, un autogol. Frenesia e record metalli.

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