GIOCO
Gioco legale chiuso per 9 mesi ma lo Stato batte cassa
La lettera al nostro giornale firmata da Geronimo Cardia, presidente Acadi (Associazione concessionari dei giochi pubblici): «Chiediamo di non essere lasciati soli nella stanza buia, insonorizzata e chiusa, riservata a chi i soldi invece continuano a essere chiesti».
Quando Super Mario era un proletario a caccia di capitalisti
Un nuovo libro ricostruisce l'epopea dei videogiochi sovietici tra propaganda marxista e giocatori schedati dalla polizia.
L’urlo degli imprenditori del gaming: «Fateci riaprire»
La chiusura dell'intero settore, oltre ad aver fatto perdere 6 miliardi di gettito erariale, ha danneggiato 150.000 lavoratori. Obiettivo della doppia manifestazione organizzata a Milano e Roma è ottenere dal nuovo governo la riapertura in zona gialla. L'imprenditore Luca Ariano:…
Dadi romani e antiche carte cinesi. L’azzardo esiste da quando c’è l’uomo
Patrizi e plebei puntavano i loro averi con gli antenati di testa o croce e del backgammon. Anche qualche imperatore aveva il vizietto. Le giocate sono passate per quadri e romanzi fino ad arrivare, oggi, online
Netflix e il lockdown hanno risvegliato la passione per gli scacchi
Il clamoroso successo di The queen's gambit, miniserie evento lanciata dal colosso dello streaming e vista da 62 milioni di utenti, ha innescato un benefico effetto a cascata sullo sport della mente: vendita di scacchiere e pezzi su del 250%…
Gli sport con le carte messi in difficoltà dal Covid
La pandemia ha imposto la chiusura dei circoli di bridge per gran parte dell'anno, provocando perdite al settore per oltre 3 milioni di euro. Nel frattempo le app e i siti per giocare online hanno registrato un boom di partite…
Le mie memorie da Las Vegas terra promessa dei malati di gioco
La città fondata nel mezzo del deserto del Nevada non è solo un agglomerato di casinò visibile dallo spazio bensì un labirinto in cui ogni metro è pensato per l'azzardo: dalle slot nei bagni all'intrattenimento per mogli.
Il lotto, il più popolare e ingiusto dei giochi
Diffusissimo e praticabile da chiunque in virtù della sua semplicità, presenta una fra le peggiori sproporzioni fra grandezza dei premi e possibilità di vincita. A partire dalla tradizione napoletana, la smorfia ha assegnato ai sogni il relativo numero.
La voglia di rifarsi dei perdenti è la stessa dei tempi di Dostoevskji
Il gioco è distruttivo perché se vai sotto sono botte pesanti per il portafoglio; se vinci, sei psicologicamente indotto a spese superflue o inutili. Nessun giocatore decide volontariamente di fermarsi. E ci si rimette tutto.