L’Ue fa man bassa del gas di Putin: «Ha sborsato di più per lui che per Kiev»
Mosca: «Ci servono per riempire gli stoccaggi». Gli Usa irridono gli europei. Crosetto: altri aiuti entro fine anno al Paese invaso.
Mosca: «Ci servono per riempire gli stoccaggi». Gli Usa irridono gli europei. Crosetto: altri aiuti entro fine anno al Paese invaso.
I fatti spazzano via la retorica ipocrita: nei primi nove mesi del 2026 l’Unione ha comprato oltre 12 milioni di tonnellate di Gnl dallo zar. Acquistando combustibili fossili per 230 miliardi. Però con Mosca non parla.
Gli stessi alleati che da Parigi mostrano i muscoli a Mosca, stanno ricoprendo il nemico di denaro, finanziando i suoi raid. Secondo il «Financial Times», infatti, nel 2026 il Vecchio continente ha battuto il record d’importazione di Gnl, arrivando a quota 6 miliardi
Il Cremlino apre alle trattative: davanti all’enorme crisi energetica attuale, la logica vorrebbe una risposta pronta che però non arriva. L’unica replica, scettica, arriva da Berlino: «La Russia spesso fa false offerte». Witkoff e Kushner presto a Mosca.
Il leghista: «Non si può governare contro l’opinione pubblica. E se Kiev chiudesse i tubi non meriterebbe più l’aiuto italiano. Il Patto di stabilità? Finiamola di stare sottomessi, facciamo i nostri interessi come la Francia».
I sondaggi di Alessandra Ghisleri mostrano che i cittadini son vicini alle posizioni della «Verità».
Il 15% del nostro metano è a rischio in seguito agli attacchi. I prezzi volano, compresi quelli dell’elettricità. Dopo il taglio delle accise, tocca intervenire sulle bollette. A Bruxelles, invece di aprire il portafogli, difendono le tasse green. E la Lagarde medita di alzare i tassi.
Il Belgio rompe il muro: aprire un dialogo con Putin. Senza idrocarburi da Mosca rischiamo la recessione. Il diesel sfiora i 2,1 euro al litro, il governo studia sconti selettivi. Ursula apre all’abolizione delle tasse sulle bollette, però a spese nostre. Intanto rincara l’acqua.
Il conflitto è iniziato il 28 febbraio, ma l’inerte Bruxelles fissa la prima riunione d’urgenza per gli idrocarburi il 14 marzo. Intanto il cancelliere tedesco si muove da solo, ma anche noi avremmo bisogno del metano russo.
Secondo un rapporto, per evitare il collasso del Paese servono 70 centrali da 500 Megawatt entro nove anni. Una spesa da 50 miliardi. Il commissario europeo però non ci sente: «Zero importazioni anche con la pace».
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