garantismo

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Separazione delle carriere: quando Matteotti diceva «Sì»
Al centro, Giacomo Matteotti. Nel riquadro il suo articolo del 1919 su «Rivista penale» (Getty Images)

Il giurista e deputato socialista nel 1919 elaborò la sua visione garantista in un articolo critico sulla riforma del processo penale. Il pm e il giudice dovevano avere due percorsi separati per evitare la «fabbrica delle condanne» creata dal controllo politico sulla magistratura.

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I dem manettari con i guai degli altri: ora si scoprono garantisti in purezza
Dario Nardella (Imagoeconomica)
Quelli che volevano il Cav al gabbio cambiano idea. Nardella delira: «Italia nel mirino».

Sono ore difficili per i sinceri democratici. Uno di quei momenti in cui non sai come fare per consolare Lilli Gruber e non deludere Gianrico Carofiglio. Càpita quando una delle tre entità intoccabili della sinistra viene messa in discussione, figuriamoci se sono due in un colpo solo. Quirinale, Unione europea, Magistrati: parole da scrivere con la maiuscola sennò è eversione, è squadrismo lessicale, è scempio della Costituzione. Poi arriva lo scandalo di Federica Mogherini e al Nazareno (con media connessi al seguito) vanno in tilt. Elly Schlein chiede a Francesco Boccia: «Meglio stare con l’Ue o con i pm?». Andrea Orlando, che passa di lì e fu ministro della Giustizia, sarebbe per tuonare contro l’indagata («È renziana») e difendere l’inseparabilità dei destini con gli amici magistrati. Decisione finale del cardinale Dario Franceschini con il righello in mano: «Bruges è lontana e dei giudici belgi ci importa zero. Facciamo che i compagni sono innocenti fino a prova contraria».

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Stefano Esposito: «Il pm che mi accusò rovinandomi la vita è rimasto al suo posto»
Stefano Esposito (Ansa)
L’ex dem, assolto dopo 7 anni di calvario: «Quel magistrato fece intercettazioni illegittime. Il Csm non lo ha nemmeno trasferito».
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Il Pd diventa garantista solo se è nei guai
Antonio Decaro (Imagoeconomica)
Come cambia il vento: i dem, che per decenni hanno massacrato i rivali anche per un semplice avviso di garanzia, adesso invocano la presunzione d’innocenza per gli scandali di Bari e Torino. E addirittura iniziano a prendersela pure con i pm.
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Tajani rivendica i valori liberali e garantisti
Antonio Tajani (Ansa)
Il segretario di Fi, all’evento per i 30 anni del partito, ricorda Berlusconi («Lui ci guarda da là e non sparirà mai») e incassa l’investitura di Gianni Letta. Gli obiettivi: «Separazione delle carriere in magistratura e il 10% alle elezioni europee».
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