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Fino all'altroieri l'Italia era messa male, anzi malissimo. Davanti a sé aveva un baratro di debiti in cui rischiava di sprofondare, trascinando con sé i risparmi degli italiani. I quotidiani pubblicavano giorno dopo giorno un bollettino di guerra, annunciando ai lettori il disastro prossimo venturo che avrebbe atteso il Paese con il governo 5 stelle-Lega. Trenta miliardi da trovare in fretta per evitare la stangata dell'Europa. Anzi di più perché, come scrisse Federico Fubini, l'aedo di Bruxelles sulle pagine del Corriere della Sera, reddito e quota 100 costeranno ulteriori 133 miliardi. E ora che l'esecutivo gialloblù non c'è più, ma è stato sostituito da quello giallorosso, che succede? Niente, allarme rientrato, perché al lavoro sui conti pubblici ora c'è Roberto Gualtieri, un (...)
Ansa
Il vicedirettore del Corriere si meraviglia che a essere cercati all'estero siano i nostri giovani provenienti dalle città più ricche. E approfitta della sensazionale rivelazione per attaccare le piccole e medie imprese italiane. Mai le banche che hanno fatto disastri.
Ansa

Per tutti i Fubini (lo preciso per l'avvocato del Corriere della Sera: ho scritto Fubini, non furbini) in servizio permanente nelle redazioni dei giornali, ieri è stata una giornata tragica. Dopo aver usato nelle ultime settimane fiumi di inchiostro per annunciare provvedimenti draconiani contro l'Italia, giustificati dall'incapacità e dall'improvvisazione del governo sovranista, ieri hanno dovuto incassare un uno-due che avrebbe mandato al tappeto perfino Cassius Clay figuriamoci Fubini.

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