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Meloni: «Ora stop Ets». L’Ue dorme... Dl Bollette già obsoleto per la crisi
Giorgia Meloni (Ansa)
Al prossimo Consiglio dell’Unione il premier chiederà lo scorporo delle quote di emissione.

Il conflitto in Iran e il blocco del canale di Hormuz, da dove transita il 20% del petrolio mondiale, stanno provocando uno choc energetico la cui evoluzione è difficile da prevedere. Nonostante le riserve stoccate nel nostro Paese, l’Italia è ostaggio di un sistema di tariffazione europeo che ne gonfia artificialmente i costi e l’impatto sulle bollette e sul rifornimento di carburante già si fa sentire.

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Stellantis molla le batterie e torna al diesel
(Ansa)
Dopo lo choc della svalutazione da 22 miliardi per l’elettrico, il gruppo dice addio al progetto della gigafactory di Termoli: 1.800 posti a rischio. Si moltiplicano le voci di lavori in corso per un nuovo motore a gasolio. Boschini (Cisl): «L’azienda ce lo ha confermato».

Sarà pure una citazione abusata, ma visto quello che sta succedendo nelle ultime ore in casa Stellantis, mai come adesso l’avvertimento di Sergio Marchionne del 2017 sui rischi legati alle auto elettriche suona come una profezia rimasta colpevolmente inascoltata. L’ex amministratore delegato non era contrario ai veicoli a batteria a priori, ma esprimeva un paio di concetti che potrebbero sembrare addirittura banali.

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Germania, basta follie per il green. Via i sussidi al solare domestico
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (Getty Images)
Il governo pensa di mettere fine agli incentivi a pioggia: «I pannelli redditizi da sé».
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Trump chiama Putin per far finire la guerra
Donald Trump (Getty Images)

Il presidente americano: «Ho parlato con Mosca e vogliono chiudere con la carneficina». Cita la Bibbia e annuncia un piano di pace. Bruxelles rosica perché rischia di perdere pure i benefici della ricostruzione.

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Confermato lo Speaker trumpiano. Alla Camera chiude l’ufficio gender
Mike Johnson (Ansa)
Già dalla prima votazione resta al suo posto Mike Johnson. Figura di raccordo tra la base Maga e gli apparati, potrà garantire lavori parlamentari più veloci per le riforme. Già partita la «rivoluzione» culturale anti woke.
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