eugenio scalfari

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«Repubblica» cancella Pansa dalla sua storia
Giampaolo Pansa (Imagoeconomica)
La testata celebra i 50 anni dalla fondazione ma, con metodi sovietici, elimina dagli archivi il giornalista che le ha dato lustro. La colpa? Aver tradito i compagni svelando il lato oscuro della Resistenza. Persino alla sua morte fu trattato da lontano parente.

C’è stato un tempo in cui Eugenio Scalfari era un sincero ammiratore dell’Unione Sovietica, al punto da convincersi che Mosca avrebbe vinto la sfida con l’Occidente. Prima di pentirsi, come in precedenza si era pentito di aver scritto su una rivista che si chiamava Roma fascista, coltivò infatti una sincera infatuazione per il sistema russo e di questo innamoramento, a quanto pare, è rimasta traccia nel Dna di Repubblica, il giornale da lui fondato. Il quotidiano, che, come racconta in queste pagine Marcello Veneziani, è stato croce e delizia della sinistra italiana, negli anni ha acquisito i peggiori vizi sovietici, come quella puntigliosa abitudine di sbianchettare dall’album di famiglia chi è caduto in disgrazia. Ai tempi di Stalin era la regola, al punto che i comunisti accusati di essere nemici del popolo non soltanto venivano mandati nei gulag o fucilati, ma la loro immagine era rimossa dalle foto ufficiali.

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Choc in Gedi: via Molinari ed Elkann. Orfeo dovrà domare «Repubblica»
Maurizio Molinari e Mario Orfeo (Imagoeconomica)
Il direttore del «Tg3» subentrerà da lunedì. Maurizio Scanavino nuovo presidente del gruppo.
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Stasera Bergoglio torna da Fazio. «Ma niente attualità»
Fabio Fazio (Imagoeconomica)
Il feeling col Fratacchione nato grazie a «Repubblica». Sul Nove l’argentino sarà ospite con Annalisa Cuzzocrea, Massimo Giannini e Nello Scavo.
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Quanti democratici con il fez nell’armadio
Da sinistra in senso orario: Indro Montanelli, Michelangelo Antonioni, Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca (Ansa)
Fascisti convinti fino al 25 luglio 1943, nel dopoguerra molti intellettuali di primo piano seppero rifarsi una verginità politica. La lunga lista dei voltagabbana è stata compilata da Nino Tripodi in un libro ristampato da poco. E le sorprese non mancano.
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Il Pd ha dichiarato guerra all’Italia
Elly Schlein (Ansa)

Al grido di «vergogna», il partito ora guidato dalla gruppettara Elly Schlein strumentalizza ogni tragedia pur di mettere in difficoltà Giorgia Meloni. In realtà danneggia solo il Paese. Come aveva capito bene il compagno Marco Minniti, che impose la linea dura anti migranti.

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